Patrick Stewart: un uomo una leggenda

Posted on Giugno 1st, 2013 in Uncategorized | No Comments »

Sono sempre andata alle convention di fantascienza per incontrare gli amici e non mi è mai interessato molto quello che avevano da dire gli ospiti internazionali. Certe volte però mi viene da pensare che forse non erano gli ospiti giusti. Ci sono ospiti e ospiti. Ad una recente convention in Texas, la Comicpalooza, Patrick Stewart ha risposto a una domanda posta da una fan che gli ha raccontato di come i suoi discorsi pregnanti l’abbiano aiutata a superare un momento difficile della sua vita. La difficoltà era un’esperienza di violenza di cui sembra che Patrick Stewart sia un esperto involontario.

Tutti sappiamo che in passato Patrick Stewart ha raccontato di come la sua infanzia sia stata costellata di eventi violenti causati dal padre che picchiava la madre e non sappiamo se abbia mai picchiato anche il giovane Patrick. In occasione di questa convention texana Stewart ha raccontato di aver scoperto come i problemi del padre fossero causati dallo Stress Post-Traumatico causatogli dalle sue esperienze nella seconda guerra mondiale. In un periodo come quello in cui viviamo oggi dove i soldati inglesi e americani tornano da vari teatri di guerra in medio oriente e dove si fa una continua lotta alla violenza sulle donne, basti pensare alle cifre del femminicidio in Italia, le parole di Stewart si dimostrano sagge, appropriate, incredibili e oserei dire femministe.

Stewart ha spronato gli uomini a cambiare atteggiamento verso le donne e ha incoraggiato tutti a cambiare mentalità verso il problema della violenza e verso i problemi dei soldati. Per questo motivo è diventato il testimonial di due associazioni che si occupano una di aiutare veterani di guerra e l’altra di case-rifugio per donne vittime di violenza.

Quindi non solo il personaggio che recitava in Star Trek: The Next Generation, il Capitano Picard, è stato un modello per tutti noi, ma anche l’attore ha cose molto serie da dire.

Ho preso queste notizie da un sito che seguo che si chiama Women and Hollywood che in genere si occupa esclusivamente di film di/ su donne, di registe e di attrici, ma capita a volte che parlino di uomini che si occupano di problemi sociali che riguardano anche le donne. In questo caso il femminista della settimana è proprio Patrick Stewart. Di seguito il link per andare al sito e vedere una ripresa amatoriale di Stewart che parla appunto alla Comicpalooza in Texas. Ci sono i sottotitoli in inglese.

http://blogs.indiewire.com/womenandhollywood/feminist-of-the-day-patrick-stewart-talks-violence-against-women

Eva: fantascienza spagnola

Posted on Maggio 10th, 2013 in cinema | No Comments »

Ho visto un film spagnolo di fantascienza che si chiama “Eva”. E’ ambientato in un futuro non troppo distante da noi in cui la robotica ha fatto passi da gigante e il mondo è pieno di robot umanoidi e non, che svolgono molti dei lavori non amati dagli umani. Un giovane scienziato ritorna nella sua vecchia università a fare ricerca dopo un periodo di assenza e cerca di finire un progetto che aveva lasciato in sospeso riguardante la produzione di un cervello robotico emotivo simile a quello umano e indipendente, cioè non è un robot che dipende dagli umani ma è indipendente come una persona lo può essere.

Eva è la figlia di una sua collega di cui lui era innamorato ma che poi ha lasciato perché lei ha sposato un altro. O almeno così pensiamo. Non voglio dirvi nulla sulla vera identità di Eva perché è la protagonista insospettata del film e non voglio rovinarvi la visione.

Spettacolare il lavoro che lo scienziato fa sulla mente del robot, dove gli elementi sono visualizzati come gocce di cristallo che deve incastrare l’una con l’altra con le mani mentre sono sospese a mezz’aria e ingrandite, poi vengono miniaturizzate e mandate nella mente del robot.

Il film non è tecnologico malgrado le premesse robotiche, ma è molto asimoviano: cosa rende un robot simile agli umani? Quali caratteristiche deve avere per essere un robot buono e non un robot cattivo?

Il film è molto bello anche se non è un capovaloro e consiglio a tutti di vederlo. Io l’ho visto in spagnolo con i sottotitoli e merita veramente.

Oblivion odia le donne

Posted on Aprile 14th, 2013 in cinema, donne | 3 Comments »

Attenzione, spoiler come se piovesse!

Ho visto il film Oblivion con Tom Cruise e diretto da Kosinski che aveva già diretto con successo Tron: Legacy. Il film è chiaramente un veicolo per Tom Cruise, che evidentemente sa segliersi bene i film di fantascienza. Se poi le protagoniste femminili sono totalmente insignificanti meglio ancora.

Per tutto il primo tempo del film Cruise è l’unico uomo della storia ed è affiancato da una compagna, Victoria, che segue ciecamente gli ordini di un capo missione, Sally, chiaramente anche lei donna. Jack, il personaggio di Tom Cruise, è uno che quando c’è da disobbedire non se lo fa ripetere due volte e si getta a capofitto nelle avventure anche quando gli viene tassativamente proibito dal comando. Per tutto il primo tempo Jack disobbedisce agli ordini perché li giudica stupidi e inopportuni, sono gli ordini di due donne che cercano di controllare la sua vita. Anche quando cerca di ricordare una partita di football americano disobbedisce agli ordini castranti delle due donne. Sono due str*§&e che non vogliono fargli esprimere tutta la sua vera natura di uomo. Ecco il messaggio del primo tempo.

La scena più terribile è quando lui vuole essere gentile con Victoria, le dà il vasetto di fiori e lei glielo butta giù dal terrazzino, ci sono rimasta di sasso. Jack poi ogni tanto sparisce e si rifugia in una specie di valle dell’eden dove ha costruito una capanna e dove si ritira con le cose che trova in giro, libri, dischi, oggetti. Victoria naturalmente non vuole che lui se ne vada in giro e sparisca. È la classica immagine della moglie castrante che vuole controllare il marito e lui scappa per rifugiarsi in un mondo da uomini, dove può sentirsi il re del mondo lontano da donne invadenti. Jack è uno che non solo si diletta di sport ma anche di poesia, che lo aiuta a dare un senso alla sua vita. Victoria invece è quanto di più lontano ci possa essere dalla poesia, è una persona bidimensionale che segue gli ordini ciecamente e lo tradisce porprio quando avrebbe dovuto sostenerlo. Bel modello di moglie davvero.  Questo tipo di rapporto mi ricorda molto Fahrenheit 451.

Non parliamo poi di Sally che è la tipica capo-missione che non capisce niente perché non è sul campo ma vuole le cose fatte anche a costo di un sacrificio personale. Veramente un bel film femminista questo.

Nel secondo tempo del film, scopriamo “la bella addormentata” interpretata da Olga Kurylenko che ha bisogno di essere risvegliata e protetta per tutto il resto del film. Un personaggio di poche parole, nel senso che dice solo un paio di battute per tutto il film, poi le sparano e viene salvata dal suo eroe, poi lei vuole morire con lui ma lui invece la inganna e la porta alla sua capanna segreta (perché tanto quello che vogliono fare le donne non conta, io sono un uomo e so io cosa è meglio per te), così lei si trasforma nella donna che aspetta il marito a casa con la figlia che nel frattempo ha avuto, e poi scopriamo che dell’eroe “ci sono molte copie” e quindi eccola sistemata con un nuovo clone di Jack, tanto uno vale l’altro. Adamo, Eva e il frutto del loro amore per ripopolare la terra, un vero film biblico-apocalittico.

Nel secondo tempo poi scopriamo altre cose interessanti contro le donne. Sally in realtà non esiste ma è espressione della volontà di alieni invasori. Quindi non solo era un capo-missione arrogante e insopportabile ma era il modo con cui gli alieni controllano i cloni di Jack e Victoria. Un personaggio più negativo di così non si può. Non solo l’unica donna in una posizione di comando è caratterizzata come assolutamente negativa ma è anche il vero nemico.

Gli Scavenger poi sono principalmente uomini. Gli unici sopravvissuti della terra sono comandati da un anziano militare e da un giovane militare che prende il suo posto alla fine del film. Insomma non solo i cattivi sono tutti donne ma i buoni sono tutti uomini, compreso Tom Cruise e l’unica donna buona è quella che fa la moglie e madre a casa.

Che io nel 21° secolo sia costretta a guardare film misogini fino a questo punto è veramente inaudito. Quando ho deciso di andare a vedere Oblivion al cinema sapevo che il film sarebbe stato un film interamente incentrato su Tom Cruise ma non credevo che sarei stata sottoposta a messaggi così chiaramente  anti-donne. In questo film l’unico personaggio femminile buono è quello che ti aspetta a casa con i figli dopo che hai salvato il mondo. Più arretrato di così non si può. Vergogna Tom Cruise e vergogna Kosinski e chi ha scritto la sceneggiatura. Un film così spettacolare e visivamente meraviglioso rovinato da un’arretratezza culturale che arriva al Neanderthal. Puàh!

Ultime dal Giappone

Posted on Aprile 10th, 2013 in Uncategorized | No Comments »

Le notizie che ci giungono dall’Oriente sinceramente mi riportano indietro di una trentina d’anni in piena guerra fredda dove i due litiganti erano Usa e URSS. Adesso invece è Pyongyang che minaccia il mondo. Al telegiornale hanno fatto vedere i missili Patriot a Tokyo e un po’ di sudore freddo mi è colato giù dalla fronte. Ma poi ho pensato che al Giappone non può succedere nulla e che non succederà nulla neanche a noi. Perché? Ecco un possibile articolo di giornale in tema guerra atomica sci-fi e anime giapponesi.

ULTIME NOTIZIE DAL GIAPPONE

Il Primo Ministro giapponese ha convocato oggi Actarus e la sua squadra di piloti alla sede del governo. Nel pomeriggio incontrerà le guerriere Sailor guidate dalla famosa Sailor Moon. Domani invece sarà la volta di Godzilla e nel pomeriggio dei Pokémon. La natura delle convocazioni non è ancora ben chiara e l’ufficio del Ministro non ha rilasciato comunicati ufficiali, ma tutti noi possiamo immaginare quali richieste verranno loro fatte. Sappiamo che Godzilla, evidentemente di sesso femminile, ha creato un nido in uno dei parchi di Tokyo per poter deporre le uova e formare così un esercito formidabile di suoi pari. Il gruppo di piloti guidati da Actarus, in seguito ai problemi di Fukushima, ha invece lavorato a una nuova astronave per Goldrake in grado di resistere alle radiazioni e lavorare in siti contaminati e questo ora potrebbe essere molto utile. Non sappiamo ancora che cosa possono offrire alla nazione giapponese e al mondo gli altri gruppi di eroi, ma crediamo che ognuno di loro saprà dare il massimo per garantire il mantenimento della pace. Entro breve saremo in grado di offrire degli aggiornamenti.

Per un attimo lasciatemi sognare e tornare ai miei eroi e a quelli di mia figlia. Mi sono rimasti solo loro. La situazione italiana è fallimentare, il mondo rischia la guerra nucleare, siamo tornati a prima del crollo del muro di Berlino. Niente è cambiato, niente cambierà mai. La vita non è una linea diritta che progredisce ma un cerchio dove tutto si ripete.

Fantascienza inglese senza donne

Posted on Marzo 30th, 2013 in Televisione, Uncategorized, donne | No Comments »

A volte mi domando che ci stanno a fare le donne nel mondo se poi l’unica cosa che riusciamo a fare e che la società ci permette di fare è stare fuori a guardare cosa fanno gli uomini senza avere la possiblità di entrare anche noi.  L’esclusione, che sia volontaria o accidentale, fa sentire inutili, è frustrante e impedice di realizzare un proprio progetto di vita.

Possiamo capire quindi come si devono sentire le sceneggiatrici inglesi, a cui, volontariamente o accidentalmente, è stato impedito di scrivere storie per le serie nuove di Doctor Who. Negli ultimi giorni c’è stato grande movimento nella rete perchè all’improvviso si sono accorti tutti che tra gli sceneggiatori di Doctor Who non c’è stata neanche una donna almeno dal 2008. Non ne sono affatto sorpresa. La fantascienza è sempre stata dominio maschile ed è stato molto difficile farsi prendere sul serio in questo campo. Non è un caso allora che le donne abbiano invaso altri ambiti come per esempio quello dei vampiri e del fantasy in generale che per un sacco di tempo sono stati considerati con snobismo da chi leggeva Asimov. Solo che adesso Asimov è scomparso dagli scaffali delle librerie e guarda caso il 90% di quello che si trova è composto da storie di vampiri e di fantasy scritte da donne e con protagoniste donne.

Doctor Who, naturalmente, essendo un sopravvissuto della fantascienza classica con astronavi, robot, Dalek e mostri alieni vari, non può che continuare nella tradizione ed escludere le donne. Per fortuna le Companion sono state scelte con maggiore oculatezza negli ultimi anni e hanno avuto pari dignità nelle storie trasformandosi in partner e collaboratrici di tutto rispetto anche se non ho mai amato le Companion che si innamorano del Dottore e rimangono al suo fianco fino al sacrificio personale. Molto rétro. Puàh!

Sinceramente non sapevo dell’assenza di sceneggiatrici in Doctor Who perché se una storia è bella lo è indipendentemente dal genere di appartenenza dello scrttore/tttrice. Sta di fatto però che mi ero accorta di certi problemi riguardanti le Companion, come appunto sempre il fatto che si innamorano del Dottore, una cosa che dopo un po’ viene a noia e che se può essere giustificato dalla presenza di interpreti del Dottore particolarmente affascinanti per altri non vedo proprio come gli venga in mente. Ma poi  i personaggi femminili, che siano tra i buoni o tra i cattivi non sono mai del tutto soddisfacenti, eccetto poche eccezioni come River Song, ma anche qui c’è da discutere, perché anche lei è o è stata o sarà coinvolta sentimentalmente con il Dottore. Sembra che il Dottore sia l’unico uomo degno di questo nome e che l’unico desiderio di qualsiasi donna che incontra è di unirsi a lui in senso biblico. Un po’ riduttivo. Anche i dialoghi tra donne si riducono a considerazioni sul Dottore e non ci sono mai argomenti seri di discussione, che ne so, quelli classici della fantascienza: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, qual è il significato della vita oltre a 42, quale problema personale (che non sia il mio amore per il Dottore) devo risolvere prima di poter sconfiggere i nemici insieme a lui ecc. Cose così insomma, quelle descritte nel mito dell’eroe di Joseph Campbell per esempio. Ma forse il viaggio dell’eroe è appunto per definizione dell’eroe e non ha niente a che vedere con l’eroina, il cui unico scopo nella vita sembra sia di portarsi a letto l’eroe.

Come al solito le donne sono cittadine di serie B e vengono escluse sistematicamente dai ruoli dietro la macchina da presa e davanti hanno solo ruoli tradizionali, anche se brillanti.

Niente di nuovo.

Ecco gli indirizzi degli articoli sull’assenza di sceneggiatrici in Doctor Who:

http://blogs.indiewire.com/womenandhollywood/hall-of-shame-the-producers-of-dr-who

http://www.guardian.co.uk/tv-and-radio/tvandradioblog/2013/mar/27/doctor-who-female-writers

http://io9.com/doctor-who-really-does-need-more-female-writers-461257152

http://stelladuffy.wordpress.com/2013/03/26/dr-who-and-the-missing-women/

Fantascienza italiana senza donne

Posted on Marzo 25th, 2013 in cinema, donne | No Comments »

Al Photoshow di Milano ieri  24 marzo ho assistito alla presentazione di un film di fantascienza italiano. Il titolo è “New Order”, scritto e diretto dal giovanissimo Marco Rosson, con protagonista un carismatico Franco Nero. La trama è abbastanza conosciuta: in un mondo devastato da una nuova pestilenza che ha ucciso il 90% della popolazione, uno scienziato (Franco Nero) e pochi sopravvissuti cercano di trovare una cura o un vaccino per salvare l’umanità. I dettagli della storia non li conosco e ho potuto vedere solo alcuni minuti del film senza audio. Purtroppo in questi minuti non è apparso alcun personaggio femminile anche se nella lista degli attori figura una attrice italiana, ma non so che parte abbia. Non sono affatto sorpresa anche perché la presenza di un attore del calibro di Franco Nero fa oscurare tutti gli altri. New Order è un film indipendente della durata di 90 minuti, costato 37.500 euro (un dato confermato dal regista), girato in Italia con macchine fotografiche reflex Canon, in particolare la 7D e la 5D, ecco quindi spiegato il motivo della promozione al Photoshow.  Data la mia passione per il video girato con le reflex non posso che essere contenta che questa tecnologia permetta alle nuove generazioni di entrare nel mondo del cinema anche se dalla porta di servizio.

Sono solo un po’ delusa che gli stereotipi di genere non permettano neanche alle nuove generazioni di creare personaggi femminili che siano persone e non personaggi di sfondo. Mi rendo conto che avere nel cast un attore come Franco Nero è il sogno di ogni giovane regista indipendente ma possibile che non ci sia una attrice italiana del suo calibro? In grado poi di creare un personaggio carismatico?

Non lo so, rimango sempre perplessa e delusa dal cinema in generale e dal cinema italiano in particolare, che insegue solo l’ultimo paio di tette arrivato dall’Europa orientale o dal Brasile in cerca di fortuna. Non ci sono attrici italiane brave?

Ronal the Barbarian

Posted on Marzo 6th, 2013 in cinema | No Comments »

E’ il titolo di un film d’animazione danese che, a quanto ne so, in Italia non è mai uscito ma che è in circolazione già da un paio d’anni. E’ la storia di Ronal, un giovane barbaro filiforme in un villaggio pieno di guerrieri culturisti e questo gli causa molte difficoltà nel trovarsi a suo agio tra i  coetanei. Purtroppo la sua mancanza di prestanza fisica causa l’attacco e la distruzione del villaggio perchè non riesce a suonare l’allarme dato che è troppo debole per farlo. Tutti i guerrieri barbari vengono fatti prigionieri eccetto lui che riesce a fuggire insieme a un cantastorie che sa a memoria moltissime ballate tra cui anche quella sul guerriero che aveva fondato il villaggio. Pieno di sensi di colpa il giovane barbaro si mette alla ricerca di un modo per salvare i suoi compagni di sventura e nella sua missione viene aiutato anche da un elfo strampalato e da una ragazza anche lei guerriera, il cui destino è sposare e sottomettersi al guerriero che riuscirà a sconfiggerla in duello.

La storia quindi è abbastanza semplice, ma il modo in cui viene narrata è assolutamente innovativo. Il linguaggio è molto forte, pieno di parole come ca**o, trombare, pa**e ecc, naturalmente in inglese perché il film è possibile trovarlo solo in inglese con i sottotitoli. Ci sono alcune scene che raggiungono il delirio in fatto di comicità e sono talmente surreali che non riuscirete a riprendere fiato per quanto ridete. Per esempio c’è un pezzo in cui il povero Ronal usa una crema per diventare invisibile ma gli finisce e non riesce a coprire gli slip di pelle e quindi quando va in giro si vede questa sacchetta copri-pa**e  che sbuca dal nulla e che passa in mezzo a guerrieri ecc. Non la si può raccontare, bisogna vederla. I cattivi poi sono vestiti di pelle nera e hanno piercing dappertutto e sono caratterizzati come sado-maso, comprese le canzoncine che cantano quando marciano in formazione: “quanto è bello essere vestiti di pelle nera, ce l’ho sempre dri**o, e così via.

Nel film c’è una guest appearance di Brigitte Nielsen, ex-moglie di Stallone e protagonista di alcuni film da dimenticare come Red Sonja. Interpreta la regina delle Amazzoni. Con lei ci sono alcune delle scene indimenticabili del film.

Il film non è mai volgare perchè è molto autoironico. Comunque non fatelo vedere ai vostri figli a meno che non abbiano almeno 13 anni. Non è un film per bambini in stile Disney, ma è chiaramente un prodotto per adulti.

Consiglio di vederlo se volete una serata da ridere.

Wonder Woman fan film

Posted on Febbraio 28th, 2013 in cinema, donne, webseries | No Comments »

Non è proprio un film ma un trailer di un film su Wonder Woman che è possibile vedere a questo link

http://vimeo.com/60594348

Il trailer è ottimo. Ci sono i nazisti, i bracciali che respingono i proiettili, il costume dell’attrice è qualcosa di pietoso ma il modo di presentare il personaggio è assolutamente giusto. Ormai chi ha più bisogno degli Studios di Hollywood quando il talento e il genio sono sempre più spesso altrove?

Dopo lo schifo di pilot prodotto poco tempo fa, questo trailer è come un bicchiere di acqua fresca in mezzo al deserto.

Complimenti agli autori e all’attrice.

L’arrivo di Wang

Posted on Febbraio 18th, 2013 in cinema | No Comments »

http://www.youtube.com/watch?v=iz3lPildhFI

Attenzione spoiler a valanga!

A questo link è possibile vedere il film intero dei Manetti Bros dal titolo L’arrivo di Wang. Ho sentito parlare di questo film la prima volta a Fotografica 11, una manifestazione della Canon che si svolge ogni anno a Milano con seminari di fotografia, mostre, dibattiti e prove dei nuovi modelli della casa giapponese. I Manetti Bros avevano appena terminato le riprese e venivano a presentare alcune scene. La loro presenza alla manifestazione era giustificata dal fatto che hanno girato L’arrivo di Wang con le macchine fotografiche Canon, in particolare il modello 7D, in video HD naturalmente.

L’arrivo di Wang è un film molto intrigante con una trama anche abbastanza semplice ma con una conclusione che stravolge tutto quello che è accaduto in precedenza, pur richiamando immagini familiari della fantascienza classica.

Tutta la storia si svolge a Roma. Una traduttrice/interprete di cinese viene coinvolta dai servizi segreti del governo italiano in un interrogatorio di un prigioniero che evidentemente parla solo cinese. All’inizio l’interrogatorio si svolge al buio perché l’interprete non deve vedere in volto il suo interlocutore ma poi verrà accesa la luce e la poverina si trova davanti un alieno tentacolato. L’interrogatorio prosegue senza risultati finché succede qualcosa e c’è un finale a sorpresa. E così ho già detto troppo.

Il film si svolge tutto in una cella di un sotterraneo con l’interrogatorio dell’alieno. In pratica i Manetti Bros hanno fatto un film con tre attori, un solo set, due macchine fotografiche e alcuni effetti speciali tra cui l’animazione 3D dell’alieno.

Questo naturalmente è un modo semplificato di vederlo, perchè come vedrete dai titoli di coda, la gente che serve per fare un film è sempre tanta, ma indubbiamente non è una produzione hollywoodiana e dato che questo film è proprio ben fatto, mi immagino cosa riuscirebbero a fare i Manetti Bros con un budget serio e una sceneggiatura più lunga e complessa.

Posso dire che a tratti il film mi è sembrato leggermente lento, soprattutto nella seconda metà, ma è stato proprio un pensiero veloce perchè poi la trama ha ripreso il controllo. A parte questo, la recitazione è stata impeccabile da parte di tutti e la regia veramente formidabile, con inquadrature molto belle. Inutile dire che lo stile dei Manetti Bros mi è sempre piaciuto quindi non posso essere considerata oggettiva sull’argomento. Consiglio di vedere il film perchè ne vale la pena.

Il ghetto delle donne

Posted on Febbraio 14th, 2013 in donne, libri | No Comments »

Ieri stavo leggendo sul sito del Guardian, un quotidiano inglese di orientamento liberal, che la Marvel ha deciso di pubblicare, insieme alla casa editrice Hyperion, due romanzi che narrano le storie di due personaggi dei fumetti donna, cioè She-Hulk e Rogue degli X-Men. Le storie dovrebbero essere incentrate sulla difficoltà di essere un supereroe, ovvero come condurre una vita normale avendo dei superpoteri che impediscono di farlo. Fin qui tutto bene. Ma poi scopro leggendo l’articolo che la Marvel vuole dare alle storie un orientamento molto chick-lit, un termine che tradotto letteralmente significa “letteratura per pollastrelle”, ma che da noi potrebbe essere inteso come romanzi rosa.

Premetto che considero il mondo dei fumetti, soprattutto americani, un universo maschile e misogino dove solo raramente sono apparse delle meteore donna che, pur lasciando tracce indelebili, sono comunque state trattate in modi oltraggiosi dagli scrittori, per non parlare della sessualizzazione dei disegni. Questo già di per se mi rende molto guardinga e sospettosa. Adesso che la Marvel ha capito l’importanza del pubblico femminile cerca di ingraziarselo con prodotti studiati ad hoc, ma a me sembra che stiano cercando di farlo nel modo sbagliato.

Nell’articolo su questi due romanzi viene detto che le storie saranno incentrate sulla difficoltà per questi due personaggi femminili di trovare il Principe Azzurro e di mantenere una relazione a lungo termine senza uccidere accidentalmente il proprio partner, come potrebbe accadere a Rogue, per esempio.

Sono basita. Certamente anche gli eroi uomini hanno di questi problemi, ma non sono mai fondamentali nelle storie. La loro missione nella vita è fare del bene e ogni tanto salvare il mondo dalla distruzione. Basta pensare a Spiderman, Superman, Batman, gli stessi X-Men e gli eroi Marvel in generale. Le loro difficoltà nascono spesso dall’interno, come superare le propie debolezze, come trovare la forza per andare avanti, quale significato dare alla propria vita, quali sono le priorità, le responsabilità verso il mondo che danno i superpoteri. Solo dopo aver superato un certo grado di analisi introspettiva gli eroi sono in grado di vincere i cattivi e di essere quegli eroi che tutti noi amiamo. Per loro a volte è impossibile avere a fianco una persona da amare e che li ricambi, altre volte è una necessità assoluta, ma spesso i problemi di relazione vengono risolti in una B-story rispetto alla storia principale che riguarda la salvezza del mondo.

Invece in questi due romanzi su Rogue e She-Hulk sembra che il rapporto con l’altro sesso sia fondamentale nelle storie. Mi riservo di dare un giudizio definitivo solo dopo aver letto i due romanzi e non solo sulla critica di un giornale, ma certamente il fatto che le storie sulle donne vengano relegate nel ghetto dei romanzi rosa è una strategia totalmente sbagliata. Perchè invece non approfondire le storie di questi personaggi nelle collane di fumetti già pubblicati? Molti produttori americani pensano che le donne non abbiano problemi a leggere o a guardare storie di uomini, ma sono convinti che un uomo non leggerà mai una storia e non guarderà mai un film dove è protagonista una donna. Tutto questo è sbagliato. Se la storia viene scritta bene nessuno farà caso al genere del/della protagonista perchè il pubblico non avrà alcuna difficoltà ad immedesimarsi con i suoi problemi esitenziali, che sentirà comunque vicini e riconoscerà come propri.

La Marvel deve fare ancora molta strada per capire le donne.

Ecco il link all’articolo che ho letto

http://www.guardian.co.uk/books/2013/feb/13/she-hulk-superheroes-chick-lit-marvel