Su FoxLife ogni giovedi sera alle 9:00 va in onda una nuova serie dal titolo “Lipstick Jungle”. Le protagoniste sono tre amiche, Wendy (Brooke Shields) produttrice cinematografica, Nico (Kim Raver) dirigente in una famosa rivista femminile, Victory (Lindsay Price) stilista di moda che ha appena debuttato con un flop clamoroso nella haute couture. Nei telefilm sono inserite nella lista delle 50 donne più potenti d’America. Le storie ruotano intorno alle loro vite private e professionali, ovvero come riescono a barcamenarsi senza impazzire. Sono chiaramente tutte e tre donne di successo, anche se con alti e bassi.
Ho visto solo i primi due episodi ma questa serie mi piace più di altre attualmente presenti nel desolante panorama televisivo italiano dedicato alle donne, Desperate Housewives e Sex and the City. Desperate Housewives è assolutamente allucinante, le casalinghe non sono così, non fanno quelle cose orribili che fanno loro, tipo buttare il marito dallo yacht per liberarsene, fingere gravidanze per salvare la reputazione della figlia ecc. Non riesco proprio a guardarla, non mi piacciono i personaggi nè le storie in cui si trovano coinvolti e oltretutto parlano di cose assolutamente insulse lontane dalla vita reale e di carattere esclusivamente romanzesco, come un pessimo feuilleton francese dell’800. Oltre che come casalinga non riesco a identificarmi neanche come donna, insomma è inguardabile. In pratica non faccio parte del target audience.
Per quanto riguarda Sex and the City stesso discorso. Queste povere donne vivono la propria vita solo in funzione degli uomini, parlano solo di uomini, sono felici solo se hanno un uomo, il sesso è solo una scusa per acchiappare più o meno brevemente un uomo, gli abiti e le scarpe servono solo per riempire un buco dell’anima, insomma non c’è altro. Anche in questo caso non faccio parte del target audience.
Lipstick jungle invece è tutta un’altra cosa. Le storie mi sembrano un po’ più serie. Queste donne hanno problemi reali di gestione della propria vita, della famiglia e del rapporto col partner. Mi dispiace che un critico italiano ne abbia parlato male
http://www.corriere.it/spettacoli/09_febbraio_07/sex_city_clone_grasso_8e08ad86-f4ed-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml
Credo siceramente e senza offesa che non ci abbia capito niente, non per incapacità professionale perché in genere è uno che ci prende ma più semplicemente perché essendo un uomo non si è sforzato molto per cercare di capire. Le donne protagoniste di Lipstick Jungle mi sembrano dei personaggi molto più ricchi e profondi delle due serie di cui vuole essere l’antagonista se non l’erede. Pur essendo donne di successo quindi molto distanti dalla mia vita, riesco comunque a capire cosa succede loro e perché, cosa che invece non mi succedeva con le altre serie. Insomma c’è identificazione, comprensione, riflessione, anche ammirazione per esempio per Brooke Shields che sembra entrare e uscire dalla sua carriera con non chalance. Mi ritrovo a pensare a quello che succede alle tre protagoniste e confrontarlo con quello che succede a me, penso anche a cosa farei se mi trovassi al loro posto. E’ una serie che mi soddisfa sotto ogni punto di vista, sia durante la visione che in seguito nella rielaborazione personale della storia. Spero negli USA continuino a produrla, sarebbe una grave perdita altrimenti.