Ieri ho parlato di una corrente di pensiero che vede nella poca presenza delle donne nel mondo dell’economia e delle grandi aziende una delle cause dell’attuale situazione di crisi economica. Devo dire che purtroppo le idee che ho espresso ieri non sono affatto mie ma appartengono a personaggi di levatura internazionale le cui capacità di comprensione degli eventi vanno ben oltre le mie.

“Greater representation of women in senior leadership positions within governments and financial institutions is vital not only to find solutions to the current economic turmoil, but to stave off such crises in future.” Klaus Schwab, Founder and Executive Chairman of the World Economic Forum. Ecco la traduzione italiana fatta da me: “Una maggiore rappresentanza delle donne in posizioni dirigenziali all’interno dei governi e nelle istituzioni finanziarie è vitale non solo per trovare soluzioni agli attuali problemi economici, ma anche per tenere lontane simili crisi in futuro”. La persona che ha fatto questa dichiarazione lo scorso autunno è Klaus Schwab, fondatore e attuale direttore del World Economic Forum, quelli di Davos per capirci. Per vedere l’originale di questa dichiarazione segui questo link  http://www.weforum.org/en/media/Latest%20Press%20Releases/PR_GGG08

Una cosa del genere detta da un personaggio simile fa molta impressione. In pratica ha detto che se nel mondo finanziario e nei governi ci fosse un 50% di donne (invece delle attuali ridicole quote) avremmo meno problemi economici e politici. Non parlava certo di una invasione di donne a scapito degli uomini ma di una equa rappresentanza femminile, un fifty/fifty per capirci, metà uomini e metà donne, come è giusto che sia dato che questa è la proporzione di donne e uomini nel mondo a livello demografico.

Le parole di Schwab non sono solo parole. Nei giorni scorsi per esempio durante gli incontri di Davos si è parlato in modo esplicito dell’importanza di investire nelle ragazze (istruzione, cure mediche ecc) che si trovano nei paesi in via di sviluppo. Secondo le statistiche presentate una ragazza istruita che lavora usa il 90% del suo guadagno a beneficio della famiglia mentre i ragazzi ne usano solo il 35%. Investire su una ragazza quindi significa che tutta la comunità ne trarrà vantaggio. Chi affermava queste cose e proponeva azioni per un’economia al femminile erano persone del calibro della moglie di Bill Gates a capo della omonima Fondazione, il direttore della Banca Mondiale e svariati leader locali. Se ti tinteressa la discussione originale segui questo link http://www.weforum.org/en/knowledge/KN_SESS_SUMM_26667?url=/en/knowledge/KN_SESS_SUMM_26667

Nel mondo occidentale in nessuna nazione esiste la piena occupazione femminile, ma se le statistiche dei paesi emergenti fossero valide anche da noi, mi immagino quale spinta economica le donne potrebbero dare proprio in un momento di crisi come questo quando ce n’è tanto bisogno. Se anche alle donne fosse permesso di dare una mano e fare la propria parte invece di essere escluse non dico dalle stanze dei bottoni ma almeno da un lavoro, ci sarebbero molti meno problemi.