Archive for the ‘cinema’ Category

Qualcuno conosce “Guardians of the Galaxy?”

Posted on Giugno 1st, 2013 in Uncategorized, cinema, donne | No Comments »

Vecchi fumetti a me sconosciuti (ma questo è facile, io non leggo mai fumetti) stanno facendo parlare molto di se da quando è in pre-produzione un film tratto dalla serie. “Guardians of the Galaxy”. Ma chi li conosce, chi sono questi guardiani della galassia. Mi toccherà fare delle ricerche e leggerli. Non tanto perché vogliono farne un film, quanto per il numero di attrici eccezionali che stanno reclutando. La prima di cui ho saputo è Zoe Saldana, vista in Avatar e in Star Trek dove interpreta una  Uhura fidanzata di Spock. Il suo personaggio sarà un’aliena dalla pelle verde. Mmm, mi ricorda qualcosa. Poi scopro che Glenn Close interpreterà il capo dei guardiani della galassia, un ruolo simile a quello di Samuel L. Jackson/Nick Fury negli Avengers. Oggi scopro anche che la cattiva principale sarà interpretata da Karen Gillan, una delle companion di Doctor Who.

Le riprese dovrebbero iniziare alla fine di giugno con una uscita nelle sale programmata per agosto 2014, ma io non riesco ad aspettare, l’attesa sarà troppo lunga. Caspita, queste notizie sono incredibili. Speriamo che i ruoli vengano scritti con criterio e non usando vecchi clichè, ma Glenn Close non avrebbe accettato la parte se non fosse stata di suo gusto e quindi c’è speranza.

Nel film naturalmente non ci sono solo donne, c’è un folto gruppo anche di attori uomini, ma in questo momento non riesco a pensare a loro, vedo solo alcune attrici eccezionali recitare in ruoli importanti in un film di azione/avventura. Non tutto è perduto per il genere femminile.

Eva: fantascienza spagnola

Posted on Maggio 10th, 2013 in cinema | No Comments »

Ho visto un film spagnolo di fantascienza che si chiama “Eva”. E’ ambientato in un futuro non troppo distante da noi in cui la robotica ha fatto passi da gigante e il mondo è pieno di robot umanoidi e non, che svolgono molti dei lavori non amati dagli umani. Un giovane scienziato ritorna nella sua vecchia università a fare ricerca dopo un periodo di assenza e cerca di finire un progetto che aveva lasciato in sospeso riguardante la produzione di un cervello robotico emotivo simile a quello umano e indipendente, cioè non è un robot che dipende dagli umani ma è indipendente come una persona lo può essere.

Eva è la figlia di una sua collega di cui lui era innamorato ma che poi ha lasciato perché lei ha sposato un altro. O almeno così pensiamo. Non voglio dirvi nulla sulla vera identità di Eva perché è la protagonista insospettata del film e non voglio rovinarvi la visione.

Spettacolare il lavoro che lo scienziato fa sulla mente del robot, dove gli elementi sono visualizzati come gocce di cristallo che deve incastrare l’una con l’altra con le mani mentre sono sospese a mezz’aria e ingrandite, poi vengono miniaturizzate e mandate nella mente del robot.

Il film non è tecnologico malgrado le premesse robotiche, ma è molto asimoviano: cosa rende un robot simile agli umani? Quali caratteristiche deve avere per essere un robot buono e non un robot cattivo?

Il film è molto bello anche se non è un capovaloro e consiglio a tutti di vederlo. Io l’ho visto in spagnolo con i sottotitoli e merita veramente.

Oblivion odia le donne

Posted on Aprile 14th, 2013 in cinema, donne | 3 Comments »

Attenzione, spoiler come se piovesse!

Ho visto il film Oblivion con Tom Cruise e diretto da Kosinski che aveva già diretto con successo Tron: Legacy. Il film è chiaramente un veicolo per Tom Cruise, che evidentemente sa segliersi bene i film di fantascienza. Se poi le protagoniste femminili sono totalmente insignificanti meglio ancora.

Per tutto il primo tempo del film Cruise è l’unico uomo della storia ed è affiancato da una compagna, Victoria, che segue ciecamente gli ordini di un capo missione, Sally, chiaramente anche lei donna. Jack, il personaggio di Tom Cruise, è uno che quando c’è da disobbedire non se lo fa ripetere due volte e si getta a capofitto nelle avventure anche quando gli viene tassativamente proibito dal comando. Per tutto il primo tempo Jack disobbedisce agli ordini perché li giudica stupidi e inopportuni, sono gli ordini di due donne che cercano di controllare la sua vita. Anche quando cerca di ricordare una partita di football americano disobbedisce agli ordini castranti delle due donne. Sono due str*§&e che non vogliono fargli esprimere tutta la sua vera natura di uomo. Ecco il messaggio del primo tempo.

La scena più terribile è quando lui vuole essere gentile con Victoria, le dà il vasetto di fiori e lei glielo butta giù dal terrazzino, ci sono rimasta di sasso. Jack poi ogni tanto sparisce e si rifugia in una specie di valle dell’eden dove ha costruito una capanna e dove si ritira con le cose che trova in giro, libri, dischi, oggetti. Victoria naturalmente non vuole che lui se ne vada in giro e sparisca. È la classica immagine della moglie castrante che vuole controllare il marito e lui scappa per rifugiarsi in un mondo da uomini, dove può sentirsi il re del mondo lontano da donne invadenti. Jack è uno che non solo si diletta di sport ma anche di poesia, che lo aiuta a dare un senso alla sua vita. Victoria invece è quanto di più lontano ci possa essere dalla poesia, è una persona bidimensionale che segue gli ordini ciecamente e lo tradisce porprio quando avrebbe dovuto sostenerlo. Bel modello di moglie davvero.  Questo tipo di rapporto mi ricorda molto Fahrenheit 451.

Non parliamo poi di Sally che è la tipica capo-missione che non capisce niente perché non è sul campo ma vuole le cose fatte anche a costo di un sacrificio personale. Veramente un bel film femminista questo.

Nel secondo tempo del film, scopriamo “la bella addormentata” interpretata da Olga Kurylenko che ha bisogno di essere risvegliata e protetta per tutto il resto del film. Un personaggio di poche parole, nel senso che dice solo un paio di battute per tutto il film, poi le sparano e viene salvata dal suo eroe, poi lei vuole morire con lui ma lui invece la inganna e la porta alla sua capanna segreta (perché tanto quello che vogliono fare le donne non conta, io sono un uomo e so io cosa è meglio per te), così lei si trasforma nella donna che aspetta il marito a casa con la figlia che nel frattempo ha avuto, e poi scopriamo che dell’eroe “ci sono molte copie” e quindi eccola sistemata con un nuovo clone di Jack, tanto uno vale l’altro. Adamo, Eva e il frutto del loro amore per ripopolare la terra, un vero film biblico-apocalittico.

Nel secondo tempo poi scopriamo altre cose interessanti contro le donne. Sally in realtà non esiste ma è espressione della volontà di alieni invasori. Quindi non solo era un capo-missione arrogante e insopportabile ma era il modo con cui gli alieni controllano i cloni di Jack e Victoria. Un personaggio più negativo di così non si può. Non solo l’unica donna in una posizione di comando è caratterizzata come assolutamente negativa ma è anche il vero nemico.

Gli Scavenger poi sono principalmente uomini. Gli unici sopravvissuti della terra sono comandati da un anziano militare e da un giovane militare che prende il suo posto alla fine del film. Insomma non solo i cattivi sono tutti donne ma i buoni sono tutti uomini, compreso Tom Cruise e l’unica donna buona è quella che fa la moglie e madre a casa.

Che io nel 21° secolo sia costretta a guardare film misogini fino a questo punto è veramente inaudito. Quando ho deciso di andare a vedere Oblivion al cinema sapevo che il film sarebbe stato un film interamente incentrato su Tom Cruise ma non credevo che sarei stata sottoposta a messaggi così chiaramente  anti-donne. In questo film l’unico personaggio femminile buono è quello che ti aspetta a casa con i figli dopo che hai salvato il mondo. Più arretrato di così non si può. Vergogna Tom Cruise e vergogna Kosinski e chi ha scritto la sceneggiatura. Un film così spettacolare e visivamente meraviglioso rovinato da un’arretratezza culturale che arriva al Neanderthal. Puàh!

Fantascienza italiana senza donne

Posted on Marzo 25th, 2013 in cinema, donne | No Comments »

Al Photoshow di Milano ieri  24 marzo ho assistito alla presentazione di un film di fantascienza italiano. Il titolo è “New Order”, scritto e diretto dal giovanissimo Marco Rosson, con protagonista un carismatico Franco Nero. La trama è abbastanza conosciuta: in un mondo devastato da una nuova pestilenza che ha ucciso il 90% della popolazione, uno scienziato (Franco Nero) e pochi sopravvissuti cercano di trovare una cura o un vaccino per salvare l’umanità. I dettagli della storia non li conosco e ho potuto vedere solo alcuni minuti del film senza audio. Purtroppo in questi minuti non è apparso alcun personaggio femminile anche se nella lista degli attori figura una attrice italiana, ma non so che parte abbia. Non sono affatto sorpresa anche perché la presenza di un attore del calibro di Franco Nero fa oscurare tutti gli altri. New Order è un film indipendente della durata di 90 minuti, costato 37.500 euro (un dato confermato dal regista), girato in Italia con macchine fotografiche reflex Canon, in particolare la 7D e la 5D, ecco quindi spiegato il motivo della promozione al Photoshow.  Data la mia passione per il video girato con le reflex non posso che essere contenta che questa tecnologia permetta alle nuove generazioni di entrare nel mondo del cinema anche se dalla porta di servizio.

Sono solo un po’ delusa che gli stereotipi di genere non permettano neanche alle nuove generazioni di creare personaggi femminili che siano persone e non personaggi di sfondo. Mi rendo conto che avere nel cast un attore come Franco Nero è il sogno di ogni giovane regista indipendente ma possibile che non ci sia una attrice italiana del suo calibro? In grado poi di creare un personaggio carismatico?

Non lo so, rimango sempre perplessa e delusa dal cinema in generale e dal cinema italiano in particolare, che insegue solo l’ultimo paio di tette arrivato dall’Europa orientale o dal Brasile in cerca di fortuna. Non ci sono attrici italiane brave?

Ronal the Barbarian

Posted on Marzo 6th, 2013 in cinema | No Comments »

E’ il titolo di un film d’animazione danese che, a quanto ne so, in Italia non è mai uscito ma che è in circolazione già da un paio d’anni. E’ la storia di Ronal, un giovane barbaro filiforme in un villaggio pieno di guerrieri culturisti e questo gli causa molte difficoltà nel trovarsi a suo agio tra i  coetanei. Purtroppo la sua mancanza di prestanza fisica causa l’attacco e la distruzione del villaggio perchè non riesce a suonare l’allarme dato che è troppo debole per farlo. Tutti i guerrieri barbari vengono fatti prigionieri eccetto lui che riesce a fuggire insieme a un cantastorie che sa a memoria moltissime ballate tra cui anche quella sul guerriero che aveva fondato il villaggio. Pieno di sensi di colpa il giovane barbaro si mette alla ricerca di un modo per salvare i suoi compagni di sventura e nella sua missione viene aiutato anche da un elfo strampalato e da una ragazza anche lei guerriera, il cui destino è sposare e sottomettersi al guerriero che riuscirà a sconfiggerla in duello.

La storia quindi è abbastanza semplice, ma il modo in cui viene narrata è assolutamente innovativo. Il linguaggio è molto forte, pieno di parole come ca**o, trombare, pa**e ecc, naturalmente in inglese perché il film è possibile trovarlo solo in inglese con i sottotitoli. Ci sono alcune scene che raggiungono il delirio in fatto di comicità e sono talmente surreali che non riuscirete a riprendere fiato per quanto ridete. Per esempio c’è un pezzo in cui il povero Ronal usa una crema per diventare invisibile ma gli finisce e non riesce a coprire gli slip di pelle e quindi quando va in giro si vede questa sacchetta copri-pa**e  che sbuca dal nulla e che passa in mezzo a guerrieri ecc. Non la si può raccontare, bisogna vederla. I cattivi poi sono vestiti di pelle nera e hanno piercing dappertutto e sono caratterizzati come sado-maso, comprese le canzoncine che cantano quando marciano in formazione: “quanto è bello essere vestiti di pelle nera, ce l’ho sempre dri**o, e così via.

Nel film c’è una guest appearance di Brigitte Nielsen, ex-moglie di Stallone e protagonista di alcuni film da dimenticare come Red Sonja. Interpreta la regina delle Amazzoni. Con lei ci sono alcune delle scene indimenticabili del film.

Il film non è mai volgare perchè è molto autoironico. Comunque non fatelo vedere ai vostri figli a meno che non abbiano almeno 13 anni. Non è un film per bambini in stile Disney, ma è chiaramente un prodotto per adulti.

Consiglio di vederlo se volete una serata da ridere.

Wonder Woman fan film

Posted on Febbraio 28th, 2013 in cinema, donne, webseries | No Comments »

Non è proprio un film ma un trailer di un film su Wonder Woman che è possibile vedere a questo link

http://vimeo.com/60594348

Il trailer è ottimo. Ci sono i nazisti, i bracciali che respingono i proiettili, il costume dell’attrice è qualcosa di pietoso ma il modo di presentare il personaggio è assolutamente giusto. Ormai chi ha più bisogno degli Studios di Hollywood quando il talento e il genio sono sempre più spesso altrove?

Dopo lo schifo di pilot prodotto poco tempo fa, questo trailer è come un bicchiere di acqua fresca in mezzo al deserto.

Complimenti agli autori e all’attrice.

L’arrivo di Wang

Posted on Febbraio 18th, 2013 in cinema | No Comments »

http://www.youtube.com/watch?v=iz3lPildhFI

Attenzione spoiler a valanga!

A questo link è possibile vedere il film intero dei Manetti Bros dal titolo L’arrivo di Wang. Ho sentito parlare di questo film la prima volta a Fotografica 11, una manifestazione della Canon che si svolge ogni anno a Milano con seminari di fotografia, mostre, dibattiti e prove dei nuovi modelli della casa giapponese. I Manetti Bros avevano appena terminato le riprese e venivano a presentare alcune scene. La loro presenza alla manifestazione era giustificata dal fatto che hanno girato L’arrivo di Wang con le macchine fotografiche Canon, in particolare il modello 7D, in video HD naturalmente.

L’arrivo di Wang è un film molto intrigante con una trama anche abbastanza semplice ma con una conclusione che stravolge tutto quello che è accaduto in precedenza, pur richiamando immagini familiari della fantascienza classica.

Tutta la storia si svolge a Roma. Una traduttrice/interprete di cinese viene coinvolta dai servizi segreti del governo italiano in un interrogatorio di un prigioniero che evidentemente parla solo cinese. All’inizio l’interrogatorio si svolge al buio perché l’interprete non deve vedere in volto il suo interlocutore ma poi verrà accesa la luce e la poverina si trova davanti un alieno tentacolato. L’interrogatorio prosegue senza risultati finché succede qualcosa e c’è un finale a sorpresa. E così ho già detto troppo.

Il film si svolge tutto in una cella di un sotterraneo con l’interrogatorio dell’alieno. In pratica i Manetti Bros hanno fatto un film con tre attori, un solo set, due macchine fotografiche e alcuni effetti speciali tra cui l’animazione 3D dell’alieno.

Questo naturalmente è un modo semplificato di vederlo, perchè come vedrete dai titoli di coda, la gente che serve per fare un film è sempre tanta, ma indubbiamente non è una produzione hollywoodiana e dato che questo film è proprio ben fatto, mi immagino cosa riuscirebbero a fare i Manetti Bros con un budget serio e una sceneggiatura più lunga e complessa.

Posso dire che a tratti il film mi è sembrato leggermente lento, soprattutto nella seconda metà, ma è stato proprio un pensiero veloce perchè poi la trama ha ripreso il controllo. A parte questo, la recitazione è stata impeccabile da parte di tutti e la regia veramente formidabile, con inquadrature molto belle. Inutile dire che lo stile dei Manetti Bros mi è sempre piaciuto quindi non posso essere considerata oggettiva sull’argomento. Consiglio di vedere il film perchè ne vale la pena.

Kerry Washington

Posted on Febbraio 7th, 2013 in Televisione, Uncategorized, cinema, donne | No Comments »

Un paio di giorni fa mi chiedevo quale attrice e quale personaggio femminile potessero sostituire l’attrice Anna Torv e il personaggio di Olivia Dunham della serie Fringe che è appena finita. Forse ho trovato una buona sostituta. Kerry Washington è in onda in questo periodo con la serie Scandal di cui è la protagonista. Purtroppo non è una serie di fantascienza, fantastica, fantasy, horror ecc., è la classica serie americana ambientata a Washington dietro le quinte delle stanze del potere. Quindi è una serie con molta politica americana, ma come si può vedere guardando anche solo pochi episodi, i temi e i problemi che affrontano i politici americani sono veramente buffi e ridicoli rispetto agli scandali che sconvolgono la sKerry Washingtoncena politica italiana. La serie quindi, anche se densa di intrighi e di manovre nell’ombra, fornisce intrattenimento puro che per me è riposante rispetto ad altre serie, tipo Criminal Minds, che non riesco a guardare perchè troppo angosciose. Il personaggio è molto interessante perché viene chiamata a risolvere problemi che se venissero alla luce porterebbero allo scandalo e alla rovina molte persone. Le soluzioni a volte sono puramente legali, altre volte sono totalmente illegali e a volte anche pericolose. In più si viene a scoprire che lei è l’amante del Presidente degli Stati Uniti che pubblicamente è felicemente sposato e con la moglie incinta. Per chi non lo sapesse la serie Scandal è la prima serie americana che vede come protagonista una attrice di colore. Molte attrici di colore fanno da supporting actress nelle serie ma questa è la prima volta. Non ci potevo credere quando l’ho scoperto.

Oltre a Scandal possiamo ammirare la bravura di Kerry Washington anche al cinema nel film di Tarantino Django Unchained dove interpreta la moglie che deve essere salvata prima che lo schiavista Leonardo Di Caprio eserciti i propri diritti di proprietà sul suo corpo. E’ la solita parte della donna in pericolo che deve essere salvata dal suo principe sul cavallo bianco, ma l’ambientazione schiavista rende il tutto molto più serio e molto più drammatico.

Brava Kerry!

The Hobbit al cinema

Posted on Febbraio 5th, 2013 in Uncategorized, cinema, donne | 3 Comments »

Ho visto The Hobbit al cinema con la mia famiglia. Premetto che non ho mai letto i libri di Tolkien (lo so che state inorridendo) perché ho sempre preferito Asimov, mentre mia figlia li sta leggendo adesso, quindi le mie opinioni si basano esclusivamente sul lavoro di Peter Jackson.

La prima cosa che mia figlia mi ha detto all’uscita dal cinema è “A parte la breve scena con la regina degli Elfi, non c’era neanche una donna protagonista, però, malgrado questo, il film è stato bello”. Malgrado l’assenza di donne il film è stato bello! Mi viene da piangere. A un certo punto mi sembrava di guardare un programma di calcio, mi sono sentita esclusa, come se mi fossi introdotta di soppiatto al cinema a guardare un prodotto per soli uomini. Mi sono sentita alienata, distante, quello che succedeva sullo schermo non mi riguardava, era roba da uomini. E la scena con la regina degli Elfi  non ha fatto altro che rinforzare questa distanza. Alcune scene erano meglio di altre ma sono uscita dal cinema disgustata. Mia figlia si è lasciata invece coinvolgere dall’avventura e si è buttata a capofitto nei duelli e negli scontri, ma io non ci sono riuscita. Colpa mia? Colpa di Jackson? Colpa di Tolkien? No lo so, forse tutte e tre le cose insieme.

Un elemento femminile comunque c’era. Bilbo. Bilbo rappresenta la dimensione familiare, tradizionalmente relegata alle donne, in opposizione alla dimensione sociale dei nani, regno incontrastato degli uomini. Il contrasto tra di loro è palese nelle scene iniziali in cui vediamo come mangiano i nani e come considera invece il pasto Bilbo, con tutte le preoccupazioni per il servizio di piatti. Bilbo vuole condurre una vita tranquilla, con le sue routine, la sua comodità, l’assenza di sorprese, la calma e il buon cibo. Viene strappato con l’inganno da tutto questo da Gandalf che lo coinvolge nella lotta dei nani per la riconquista della loro antica città sotterranea. Bilbo si unisce a loro perché vuole aiutarli a ritrovare quella vita familiare tranquilla che i nani hanno perso. Nel film questa vita familiare però viene codificata come negativa, uno spreco di capacità e di energie, mentre la vera vita, quella che ha veramente valore e l’unica degna di essere vissuta, è quella dell’avventura, della lotta e della conquista. La dimensione femminile, statica, quindi è svalutata a favore della dimensione maschile, dinamica. E nel film vediamo come Bilbo si trasforma gradualmente da eroe femminilizzato in eroe mascolinizzato, attraverso la scoperta del coraggio, l’uso delle armi e l’intelligenza nelle situazioni impreviste.

Come devo considerare allora questo film? Un attacco misogino alla vita delle donne? Persino mia figlia si è resa conto che qualcosa non andava nella storia.  L’assenza delle donne era troppo palese e neanche la scena con Cate Blanchett/Galadriel l’ha potuta nascondere.

L’assenza delle donne nei film comunque non è una novità. Il pubblico femminile è abituato a identificarsi con l’eroe uomo, perché non ci sono eroine a portata. Ma in The Hobbit non sono riuscita a identificarmi con nessuno. Per me The Hobbit è stato un completo fallimento.

Un’ultima considerazione comunque la devo fare. Considerare la dimensione familiare come unica dimensione femminile marca The Hobbit come un prodotto culturale antiquato. Sappiamo tutti quali sono i pregi del mondo creato da Tolkien e l’attualità dei temi che in esso ha espresso, ma è innegabile che le donne non hanno alcun posto in questo mondo e questo fa di Tolkien un autore obsoleto, almeno da questo punto di vista femminista. Femminile e maschile non devono essere in opposizione, non devono essere identificati come positivo e negativo, giusto o sbagliato, superiore e inferiore, come invece succede nel mondo di Tolkien. Non dimentichiamoci che anche nella trilogia del Signore degli anelli Jackson si è dovuto arrampicare sugli specchi per creare personaggi femminili credibili e ampliare le loro scene.Questo significa che c’è una richiesta da parte del pubblico, ma se gli autori del cinema e della televisione continuano a non preoccuparsi troppo di questo, perderanno metà del proprio pubblico potenziale, perché noi donne iniziamo a stancarci di essere cancellate dalla rappresentazione della realtà che danno oggi i mass media.

Alexander Siddig protagonista di Inescapable

Posted on Settembre 11th, 2012 in cinema | No Comments »

Al Toronto International Film Festival, che si sta svolgendo proprio in questi giorni in Canada, è stato presentato a una serata di gala un film il cui protagonista è un nostro beniamino da molti anni e la cui carriera seguiamo con attenzione. Il film si intitola Inescapable e l’attore è Alexander Siddig, che benché abbia recitato in molti film e telefilm, è rimasto nel cuore degli appassionati per il suo ruolo del dottor Bashir in Star Trek: Deep Space 9. Alexander Siddig in Inescapable

Ecco la trama così come la racconta su IMDB la stessa regista, Ruba Nadda, canadese al suo secondo film importante:

Un pomeriggio, mentre si trova in ufficio, Adib (il nostro Siddig) riceve delle notizie devastanti, Muna, sua figlia maggiore è data per dispersa mentre si trovava a Damasco. Adib, che da 30 anni non tornava in patria, è costretto ad andare in Siria per affrontare i segreti del suo passato e riuscire a trovarla. Il film Inescapable è un thriller sulla disperata ricerca di un padre per ritrovare sua figlia e sul caos che regna in Medio Oriente e che pensava di essersi lasciato alle spalle.

Gli altri protagonisti del film, almeno quelli che io conosco, sono Joshua Jackson (Fringe) e Marisa Tomei.

Il film esce adesso in Canada e non ci sono notizie di distribuzione anche in Europa o in Italia. Vedremo se magari si riesce a trovare in DVD.

Sono contenta comunque che Alexander Siddig riesca ad avere una carriera oltre Star Trek, dato che le serie di Star Trek hanno fatto molti danni in passato alle carriere degli attori.

Per alcuni per fortuna questo non senbra essere un problema.

Oltre Siddig recentemente ho visto Michael Dorn (il Klingon Worf in varie serie e film) che faceva lo psichiatra di Beckett in Castle, che è una delle mie serie preferite. Poi ho visto anche Patrick Stewart in una serie sui re di Shakespeare che comincia con Richard II, in cui interpretava mi sembra John of Gaunt. E infine ho potuto godere di nuovo della spumeggiante recitazione di Kate Mulgrew  (la capitana della Voyager) in alcuni episodi di Warehouse 13. Insomma, molti si danno da fare e ci riescono pure bene, gli altri sono spariti. Peccato.