Oggi viviamo nell’era di Google. Siamo abituati a usare Google per cercare qualsiasi cosa, usiamo verbi come “googlare” o anche “autogooglarsi” per vedere chi parla di noi.

Ma c’è stato un tempo in cui Google non c’era ancora, e i motori di ricerca erano altri. Quando internet era ancora una cosa “piccola” andavano di moda le directory, elenchi più o meno ragionati di siti. Yahoo e Virgilio hanno cominciato così. Poi è arrivato Altavista, della Digital (gloriosa azienda di informatica in seguito inghiottita da Compaq in seguito inghiottita da HP). Altavista per la sua epoca era straordinario. Mancava la capacità di Google di dare un corretto ranking alle pagine, ma trovava tutto, e questo era già un bel risultato.

Più o meno in quel periodo andavano per la maggiore anche Lycos, Excite e qualche altro motore; all’epoca lavorare sul posizionamento nei motori di ricerca significava fare in modo di essere su più motori possibili, non, come oggi, essere piazzati bene nell’unico motore che conta.

Molti di questi siti hanno fatto in tempo a fare fortuna con la bolla della new economy. E i più grossi esistono ancora: Lycos usa un motore Google; Altavista appartiene a Yahoo; ed Excite è passato attraverso mani diverse e oggi è un portaletto di quelli che vorrebbero fare un po’ di tutto ma che in definitiva non hanno una vera ragione d’essere.

È proprio Excite che mi ha spinto a scrivere questo post, quando abbiamo trovato una pubblicità su Fantascienza.com, negli annuncini Google, che diceva “Cerchi fantascienza? Visita il Blog con pagine dedicate!” e mandava a un indirizzo “magazine.excite.it/fantascienza”.

Curiosamente, cliccando sul link si arriva a una pagina inesistente che rigira poi all’home page di Excite. Ok, un errore capita a tutti. Ma, incuriosito, ho voluto fare il mio solito “test” per motori di ricerca. Ho scritto “fantascienza” nella buca di ricerca di Excite e ho cliccato “cerca”.

Allora, il primo risultato fornito è una pagina su un sito con dominio numerico, che sfortunatamente non risponde. La seconda è una pagina web ma un rss di Excite stesso. La terza è la pagina non di Wikipedia ma del Wiktionary, che spiega che fantascienza significa science fiction.

Seguono pagine secondarie di altri siti vari. Per trovare un link a Fantascienza.com bisogna arrivare alla seconda pagina, e non è un link alla home page ma a una news qualsiasi (del settembre 2006, tra l’altro). Le due righe di testo descrittivo della pagina illustrano la data di registrazione in tribunale della testata: difficile trovare due righe meno significative.

Un pochino meglio, dibbiamo dirlo, va se cerchiamo con l’opzione “solo italiano”. Che però non è l’opzione di default (siamo su Excite.it, ricordiamolo). Qui Fantascienza.com è al secondo posto, dopo Carmilla, segue il sito dello Stic e al quarto posto il sito di Fabio Faminò. Senza la “ò”: queste cose aliene come i caratteri accentati non ci si può aspettare che vengano riconosciuti.

Ho provato anche a cercare “Gelmini”, tanto per fare un test sull’attualità. Il primo riferimento al ministro dell’istruzione era nella seconda pagina di risultati, ed era una pagina di un blog datata maggio che rimandava a una pagina di un altro sito datata dicembre 2007, quando la Gelmini era una qualsiasi portavoce di Forza Italia.

Insomma, povero Excite, ha un motore di ricerca che forse avrebbe potuto soddisfare un utente nel 1995, ma oggi può servire a malapena per farsi due risate. E ad apprezzare di più la fortuna che abbiamo di poter utilizzare Google.