Intitolo questo breve commento sul Keynote di ieri rifacendomi all’articolo di Paolo Attivissimo, che titola Un tempo Apple faceva computer. In realtà l’articolo di Paolo non è polemico come il titolo lascerebbe supporre, e alla fine arriva a una conclusione simile a quella a cui arriverò io.

Il keynote: un po’ sottotono, soprattutto come spettacolo: delle cose presentate sapevamo già quasi tutto - a parte il prezzo - ed è mancato forse un po’ il ritmo. Ma in realtà i keynote della WWDC sono più o meno sempre così; non sono pensati come eventi di marketing, ma come eventi dedicati agli sviluppatori. Steve Jobs è stato poco sul palco, e sebbene sia apparso in forma qualcuno ha fatto notare che è sempre più magro. Del resto non è facilissimo accumulare grassi per un vegano.

Ha un po’ deluso in effetti lo scarsissimo interesse dedicato al nuovo MacOS X 10.6. Che sarà una release senza eclatanti novità che punterà soprattutto a migliorare efficienza e stabilità - e questo ci piace - ma che uscirà solo nel giugno del 2009, a quasi due anni da Leopard, e questo ci piace meno; l’impressione è che davvero tutti gli sforzi siano concentrati solo su iPhone.

La novità veramente importante è stata il ribasso del prezzo dell’iPhone. Che avrà un prezzo massimo di 200 $, dice Jobs (ma in Italia 200 dollari saranno 150 euro iva inclusa o 200 euro + iva?) anche se con questo prezzo sarà ottinibile solo insieme a contratti non economicissimi.

In realtà, quasi tutti gli smartphone - inclusi gli inutilizzabili Nokia basati su Symbian - costano molto più di 240 euro, per cui il prezzo è davvero competitivo. E l’iPhone ha senso solo se si ha una connessione dati senza troppi limiti, quindi comunque, anche con le ricaricabili, sarebbe necessario acquistare costose opzioni dati. Il contratto quindi non è poi così assurdo, a conti fatti.

E i computer?

Sono anni che sento ripetere la solfa che “finalmente il computer sarà integrato con la tv, allora sì che internet avrà successo”. Negli anni è tornata varie volte e più aziende sono fallite pensando che l’idea del secolo era portare il computer nel televisore. Ormai stanno cominciando a capire che forse è il televisore quello che è destinato a sparire, e che il computer ormai è parte della nostra vita come possono esserlo gli occhiali.

Una variante di questa favola è quella che il futuro nel computer era nel telefonino. Col risultato che circolano telefonini che fanno un miliardo di cose che nessuno usa perché sono impossibili da usare. Tuttavia, con palmari e smartphone la cosa è un pochino diversa; iPhone è un passo avanti deciso, e lo dimostrano le statistiche del consumo del traffico: iPhone lo usi davvero per navigare. Gli altri telefoni no.

La differenza a mio avviso è proprio nella mentalità di base. iPhone non è qualcosa che deve cercare di assomigliare ai computer e fare in piccolo quello che i computer fanno meglio. iPhone è un computer con un diverso modo di interagine, con funzionalità diverse. Fa cose che nessun computer fa e alcune le fa meglio.

Ora sono in arrivo decine di telefoni “touch” che consistono in affari con su la solita porcata di Windows Mobile con launcher studiati per assomigliare graficamente a un iPhone; un po’ come mettere un pezzo di cartone nei raggi della bici e far finta che sia una moto. Ma tutti questi aggeggi avranno le loro gatte da pelare, perché sono stati pensati per confrontarsi con un iPhone da 400 dollari. Contro un iPhone che costa la metà che chance avranno?