Archive for the ‘Grammofono’ Category

Ecomostri

Posted on Giugno 25th, 2009 in Bassitalia, Grammofono, Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Round and round we go,
When will it stop, nobody knows
The same old chords, the same old words
It all sounds familiar, all starts to sound the same

Carcass - Ever increasing circles
 
Gira e rigira siamo sempre là. I bubboni scoppiano ciclicamente. E scoppiando uno dopo l’altro, danno il tempo a quelli già scoppiati di riformarsi, e poi scoppiare again, again and again… vecchia consuetudine, in Bassitalia. Qualcosa che negli anni siamo riusciti a esportare nel resto del Paese, anche dove, per tradizione, dal dopoguerra in poi si è sempre ben amministrato: l’immobilismo secolare.

Adesso è il turno degli ecomostri sulle coste della Calabria. Poi torneranno di moda i depuratori, poi la monnezza, la sanità (a dire il vero questa è una costante cronica) e via dicendo. Se solo cominciassimo a risolver i problemi, non dico del tutto, ma magari cominciare a farlo, col tempo potremmo trovarci di fronte a bubboni sempre più piccoli da far scoppiare.

Spoonman

Posted on Giugno 6th, 2009 in Emersioni, Grammofono, Megafono | No Comments »

Quando vi sentirete chiamati in causa, quando sarete sotto pressione, quando vi verrà posta una domanda imbarazzante, usate la terza persona. E’ comoda, sicura, chiara e vi toglie dai guai. 

Questo è l’unico dato di fatto che riesco a estrapolare dopo avereLo ascoltato. 

Noi non siamo persone, amici miei. Siamo simulacri di cittadini.

* * *

Stasera ho rivoltato casa per trovare la tessera elettorale. E’ stato un po’ come tirare fuori una vecchia arma spuntata. Ha un timbro solo, è quasi intonsa perché sono pochi anni che sto a Bologna, eppure mi sembra così vecchia. Lottando contro ogni disgusto, domani finirò per usarla ancora una volta. Dicono che è il mezzo decisivo per fare sentire la propria voce nel Paese. Sarà…

Mi sento come  in una prigione colma di merda, armato solo di un cucchiaino: qualcuno forse lo affilerebbe e si taglierebbe le vene, io provo a spalare, per l’ennesima volta. 

All my friends are skeletons
They beat the rhythm with their bones,
Spoonman
Soundgarden
- Superunknown 

Wrong

Posted on Marzo 4th, 2009 in Grammofono, Sguardi | 3 Comments »

Il video ufficiale del nuovo singolo dei Depeche Mode, Wrong, è già stato criptato per il nostro paese sul loro canale ufficiale. Per riuscire a vederlo basta comunque cercare il titolo nel motore You Tube per agganciarsi a fonti non ufficiali, che verranno oscurate a loro volta per questioni di copyright, credo.

But anyway, non è di licenze che volevo parlarvi.

Mi sono imbattuto nel video per caso e l’ho trovato eccezionale: un uomo viene costretto ad attraversare a ritroso un paesaggio urbano con la macchina, con le mani legate dietro la schiena e una maschera in volto. C’ho visto dentro molto Lynch e anche un po’ di Ballard. Esemplare il fatto che sia girato nel cubicolo meccanico nel quale la maggior parte di noi contringe anima e corpo ogni giorno; in questo caso, una “macchina del tempo” reale e paranoide. La metropoli sullo sfondo rappresenta quello che nel vecchio immaginario psicologico pre-tecnologico si figurava col mare o con l’oceano - il subconscio - sempre meno profondo, sempre più a fior di pelle. Uno strato di coscienza che, paradossalmente, più si palesa e più, nella sua evidenza, ci appare evanescente.

In definitva, un viaggio neurale. Una folgorazione.

I was in the wrong place at the wrong time
For the wrong reason and the wrong rhyme
On the wrong day of the wrong week
I used the wrong method with the wrong technique

Ovvero: inutile tornare indietro, tantomeno desiderarlo. Guardare avanti, ritrovare il futuro semplice di muovere un passo dopo l’altro.

How’s it gonna end

Posted on Marzo 1st, 2009 in Grammofono | No Comments »

 

The sirens are snaking their
Way up the hill
It’s last call somewhere in
The World
[...]
And down in the front of the row
The old man is asleep
And the credits start to roll

And I want to know
The same thing
Everyone wants to know
How it going to end?

Tom Waits, dall’album Real Gone, 2004