Sarà banale e anche superficiale dirlo, ma il Cile del 1988 raccontato dal film Pablo Larraín, non è troppo lontano da noi. Certo, quella di Pinochet era una dittatura vera, col suo triste corollario di morti, dispersi, oppressione e controllo. Ma quella gente, così sospesa tra luminose promesse di benessere e disilluso pessimismo, assomiglia un po’ al popolo europeo in questi anni di crisi economica. Perché - sempre coi dovuti distinguo - anche questa finanza iperbolica e perniciosa ha le caratteristiche di una dittatura, coi suoi morti, la paura e la disperazione. Solo, non ha faccia. Non ha un solo volto o personalità cui attribuire le responsabilità della tragedia.