New Thing è un gran bel viaggio nei 60’s americani della rivoluzione afro. Un peregrinare nella storia che ha il suono del free jazz suggerito dal titolo, guidati da un John Coltrane che è Virgilio e Caronte della audio-Commedia di Wu Ming 1, un fantasma fatto di vibrazioni. Una storia che, come spesso accade in quelle raccontate da ogni membro del collettivo bolognese, sa di mito; e «da sempre», dice bene Sir De Matteo, «i miti racchiudono un nucleo di meditazione su una condizione storica o uno slancio che si sforza di trascendere il contesto dell’epoca, anelando a una prospettiva universale».

Quale prospettiva, in questo caso? Rivolta, my friends! Rivolta di comunità, linguaggi, suoni, parole, racconti. E dove, poi? Qui. «Perché ovunque ambientiamo quello che scriviamo, è sempre del qui da noi che parliamo», come ha dichiarato lo stesso autore a Intercom. E il qui da noi oggi è il Mediterraneo.

Una storia partita dal molo nel 2000 e giunta al porto della pubblicazione quattro anni dopo, navigando nelle acque dei 60’s. Attraversa, sia nel tempo narrativo che nel periodo di stesura, dei continuum significativi. Il 2011 forse è l’anno buono per leggerlo o rileggerlo.