Gorbaciof, ovvero Le conseguenze dell’amore 2. Forse. In tutti e due il protagonista è Toni Servillo, la cui vita criminosa è sconvolta dall’amore per una donna. Si potrebbe anche dire che Gorbaciof è Le conseguenze dell’amore al contrario: lo status sociale e l’anima dei due Servillo amore funestati sono diametralmente opposti: Marino Pacileo è animato da tanto calore umano almeno quanto Titta Di Girolamo da una freddezza meccanica, uno è disgraziato quanto l’altro è ricco. A parte questo, e un certo prurito agli occhi che suggerisce il già visto, tra i film di Stefano Incerti e Paolo Sorrentino c’è di mezzo un abisso che rende il giochetto dei paragoni alquanto inutile.

In estrema sintesi, Gorbaciof è un lungo “assolo” di Toni Servillo. Gran parte dell’architettura del film è retta dalla bravura e dal talento cristallino dell’attore partenopeo. Il nome che da solo è capace di portarti al cinema, cosa rara nella storia recente della celluloide nostrana.

Ma non vorrei fare torto a Incerti, che comunque confeziona un buon film - una storia di solitudini ai margini della società, di ricatti e riscatti - solo con qualche faciloneria di troppo e pochi scossoni nell’intreccio.