Da repubblica.it apprendo delle dimissioni dell’assessore alle politiche sociali del capoluogo abruzzese, Giustino Masciocco: “La città subisce giornalmente una violenza sia essa amministrativa, politica, contabile, finanziaria. Per coprire i torti e le mancanze fatte a questo territorio, di fronte all’opinione pubblica nazionale, siamo spesso rappresentati come una massa di ingrati o di ‘menti fragili’ e rancorose. Non meritiamo questo. Né vogliamo che si nasconda dietro alle difficoltà della crisi economica mondiale la discriminazione che subiamo rispetto al trattamento di altri terremotati”.

Una città, dice Masciocco, “ostaggio del governo”.

Pochi giorni fa ho visto l’ex assessore in Draquila, il discusso film di Sabina Guzzanti. Non prendo parte alla discussione “Guzzanti sì, Guzzanti no” e vi dico che il documentario merita di essere visto, al di là di tutto. Mette in fila i fatti ed evita di speculare sulle sofferenze della gente che il terremoto l’ha vissuto sulla pelle. Una sconcertante galleria degli orrori: dal duty free del mattone alla sospensione della democrazia. Certo, un’inchiesta giornalistica coi fiocchi è un’altra cosa, ma in questi tempi afosi ogni spiffero diventa un respiro.