“Il coltello dice di averlo comprato presso un venditore di ferrivecchi a Piazza Francese. Odio tutti i Re. Non appartengo ad alcuna setta. Cuoco. Da maggio venuto in Napoli, proveniente da Salerno ove rimasto dodici anni, e propriamente nel 1866. Il 16 maggio 1870 fu arrestato in Salerno per principi di Repubblica Universale - tre mesi stette in carcere a Salerno, ebbe la libertà provvisoria e fu amnistiato con l’indulto in occasione dell’entrata del governo a Roma. Da due giorni ha fatto proposito di uccidere il Re, perché si fa tanto spendere in pompe, mentre soffre l’artigianato nella miseria. Non aveva mezzi per comprare un revolver, altrimenti avrebbe pensato a munirsi di tale arma. Non avendo mezzi per comprare il coltello ha venduto una giacca”.

Aldo De Jaco, Gli anarchici, Cronaca inedita dell’Unità d’Italia, Editori Riuniti, pag. 542

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Il volumone di De Jaco era troppo invitante per lasciarlo solo solo tra i reminder. Così, organizzata apposita spedizione col capitano Van Matthews, ce ne siamo appropriati, attirati dalla ghiottissima parte riguardante Giovanni Passannante, l’anarchico lucano che già da un po’ era entrato a gamba tesa nel nostro immaginario scribesco.

Questo stralcio è parecchio succoso, soprattutto se ci si diverte con traslitterazioni di pompe e ci si intristisce con sovrapposizioni d’artigianato e miseria dei tempi che furono e che sono.