Intervistato da Michel Ciment negli early 80’s su Arancia Meccanica (intervista riproposta parzialmente in coda al volume dell’edizione einaudiana dell’omonimo romanzo di Anthony Burgess), Stanley Kubrick afferma:

“Penso che l’establishment vada tenuto sotto controllo, e che dobbiamo tenerci pronti a lottare contro di esso. Ma non nutro certo l’impressione utopica che, distruggendo le istituzioni sociali, emergerebbe nell’uomo la sua bontà originaria. Uno dei problemi sociali da risolvere oggigiorno (ieri-giorno come domani-giorno, NdBHS) è in quale modo chi detiene l’autorità possa mantenerla senza diventare repressivo; come ridare alle persone fiducia nelle leggi e nella politica in quanto soluzioni possibili ai problemi sociali”.

Ammetto che rispolverare e bearsi delle parole del mostro sacro è facile e forse vigliacco, ma in tempi bui ogni fonte di luce è un mezzo sole.

Ora pensiamo al nostro, di establishment: controllo prossimo a zero, possibilità di lotta soffocate, repressione dolce e fiducia nella politica e nelle leggi in piena evaporazione a causa di aderenza pressoché esatta con la Personalità di un unico attore/agente.

C’è di che stare allegri.

Ma cerchiamo di ragionare, e di non piangere i soliti proclama funebri e di sventura che, l’abbiamo capito, non portano a un emerito cazzo.

Arancia meccanica - libro e film alla stessa maniera - anticiparono la deriva thatcheriana d’Albione e qui, in cerca di via d’uscita da una situazione a dir poco soffocante, la domanda nasce lubrianamente spontanea: come fece la Lady di ferro ad arrugginirsi e a farsi da parte?  Introducendo la cosiddetta pool tax, calcolata in base a ogni singolo cranio del Regno Unito. Scelta impopolare. Da lì sciopero fiscale di massa, emarginazione da parte del suo partito e tanti saluti.

Credete sia possibile oggi una cosa del genere nella nostra terra desolata?

I movimenti di massa sono belli che rincoglioniti, ma le spallate degli alleati continuano ad avere un loro peso. Triste, triste, scenario.

Credo proprio di non aver ancora risolto il cortocircuito che si annida tra le mie sinapsi.