L’uomo nero di Sergio Rubini è un film quadratissimo, molto ben scritto, con poche sbavature (la Falchi… vabbuò…). Una pellicola popolare - nel senso più positivo del termine - che racconta Bassitalia come regione umorale. Un lungo flashback circolare, con inserti onirici felliniani. Certo, qualcuno potrebbe vederci un po’ troppa melensa ma, cosa volete farci, il sud è anche questo, spalmato su livelli sentimentali decisamente contrastanti, spesso e volentieri esagerati: rabbia, frustrazione, amore, desiderio, illusioni, aspirazioni e speranze. La Terra delle Grandi Beffe.