La chiesa elettrica (The Electric Church) è il primo dei tre romanzi di Jeff Somers con protagonista Avery Cates (gli altri due sono The Digital Plague e The Eternal Prison), killer in un mondo di killer, morti di fame ed elite di ultra-ricchi; un mondo unificato, piatto, globalizzato in senso assoluto e sotto la cappa pesante di forze di polizia ben oltre il limite dell’umana tolleranza. In un posticino così accogliente, prolifera il culto di Mr. Squalor, che millanta di rendere immortali con un semplice trapianto di cervello in un organismo cibernetico, destinato a sfidare senza timore alcuno le sabbie del tempo. Insomma, cercare di vedere “un’infinita scia di tramonti” per provare a mondarsi di ogni peccato.

Le premesse per un romanzo concept sul misticismo e la religione ci sarebbero tutte (Dio ce ne scampi!), ma Somers già dalle prime pagine getta solide basi per lo sviluppo di un plot dal thrillig serrato. Mette Avery nella merda fino al collo e lo fa inseguire da mezzo mondo.

Non nego che la lettura è stata piacevole e divertente, alla fine tutto torna ma… per buona parte del romanzo si ha la sensazione di essere presi per il culo con l’intervento di un deus ex machina che salva a ripetizione la pelle al nostro eroe. Interventi più che giustificati dalla soluzione del finale, ma che perpetrati nella ripetività delle situazioni e delle scene d’azione, svilisce il ruolo del lettore che, credo, oltre che spettatore vorrebbe essere partecipe dello sviluppo della trama. Questo, unito agli scenari non sempre brillanti, fa perdere di potenziale un romanzo che nel complesso risulta essere comunque buono e godibile.

Resta la curiosità di vedere che combinerà Somers con le prossime uscite, tutto sommato non è un autore da perdere di vista. Chissà, forse potremmo vedere uno spaccato più preciso dell’interessante (ma poco auspicabile) Mondo Unificato in cui sguazza Avery Cates.