La bocciatura del Lodo Alfano ha provocato un vero e proprio terremoto politico. È il punto zero da cui riparte la lotta per la salvaguardia dei principi fondanti di una democrazia. Una vera e propria doccia fredda per il premier, che torna fra gli umani ed è chiamato a dar conto nei processi in cui è coinvolto. Silvio Berlusconi prende una spallata che dovunque – tranne che nelle nazioni sotto legge marziale o dittatura – avrebbe fatto cadere il governo.

Strano eh?
Ma noi abbiamo accumulato montagne di simili “strange days” e viviamo, ça va sans dire, in una terra di mezzo in cui la confusione regna sovrana. Che poi tradotto vuol dire che viviamo Veri Giorni di Merda.

Così ho cercato di chiarirmi un po’ le idee. Impresa non facile, ma dovuta.

L’altro ieri ho ridotto al minimo la televisione, limitandomi ad ascoltare l’annuncio della notizia sul Tg4 e sul Tg3, vicini sul telecomando, quanto si suppone siano lontani nel trattare le notizie. Vedo un Emilio Fede terreo, quasi senza parole, impreparato. Già questo è indice di qualcosa.

Va bene così. A livello umorale, la situazione mi è chiara e ovvia: la Destra è in banana. Dopo aver sotterrato il telecomando e dormito sogni beati, ieri mattina do un’occhiata alle testate giornalistiche in edicola e alle loro incarnazioni in Rete.

E qui viene il bello. Perché le analisi del dopo-bocciatura dipingono uno scenario frammentato e poco rassicurante: una cosa gustosa che accade già nel pomeriggio in cui la Corte Costituzionale era ancora riunita (e che, di primo acchito, ho trascurato)  è che Bossi ha minacciato per l’ennesima volta l’insurrezione popolare provocando, forse, l’effetto di convincere qualche costituzionalista a bocciare il Lodo piuttosto che del contrario; a sentenza emessa si scatena una guerra tra le istituzioni, col Primo Ministro che attacca il Presidente della Repubblica mentre si levano le voci dei suoi alleati che parlano di golpe e attentati che minano la volontà popolare; Berlusconi che inaugura una mostra, si fa fotografare col cardinal Bertone e denuncia sei tipi che gliela cantano; e mi evito volentieri il solito spettacolo di Porta a porta in cui il Cavaliere spara su Rosy Bindi, di cui vengo a sapere solo dal Corriere.it

Wow!

Scelgo di prendere due quotidiani in edicola. Mando affanculo il pluralismo e leggo il Manifesto e il Fatto Quotidiano. Il quotidiano comunista conta i battiti vitali del cuore politico del Cavaliere, come nella Mostra delle Atrocità Jim Ballard immagina succeda a un Reagan più che sul viale del tramonto, con un piede nella fossa. Il foglio di Padellaro e Travaglio è più pragmatico, lasciando trapelare che ci-sarebbe-da-parte-una-piccola-leggina-ad-personam-che-toglie-il valore-di-prova-a-sentenze-passate-in-giudicato-il-che-vuo-dire-che-visto-lo-stralcio-della-posizione-di-Mr-B-al-processo-Mills-i-tempi-si-allungheranno-a-dismisisura-e-via-di-prescrizione….

Mentre prendo fiato, seguono scazzi, baci e abbracci tra le più alte cariche dello Stato che tubano e si fanno gli scherzetti.

Ah, dimenticavo! Nel mentre Montezemolo aveva già immaginato l’Italia Futura con Gianfranco Fini ed Enrico Letta…what a wonderful world!

La sinistra italiana (minuscolo d’obbligo) intanto abbaia quando con contenuta grazia quando con qualche sputacchio e sbavata. Di Pietro, bé, se gli altri abbaiano lui come minimo ulula.

Alla fine riaccendo la Scatoletta. Santoro imbastisce una bellissima puntata sul rapporto/patto tra Stato e Cosa Loro e poi scatena un Vauro in formissima che manda in bestia l’avvocato Ghedini. Manco a dirlo e subito qualche poltrona si scomoda, questa volta quella di Scajola, per fare sentire la voce del padrone della Tv italiana.

E alura?

I’m on the outside looking inside
What do I see
Much confusion, disillusion
All around me. I’m on the outside looking inside

Dimissioni? Elezioni anticipate? Ma va là! Niente di nuovo all’orizzonte, forse solo l’ombra di un Celebrity Death Match tra De Benedetti e Mr. B…