Archive for Settembre, 2009

Cimitero radioattivo

Posted on Settembre 13th, 2009 in Bassitalia, Megafono, Rassegna stampa | 3 Comments »

Così Antonio Cianciullo definisce le coste calabre sul suo blog. A venti miglia dalle coste di Cetraro (CS) viene ritrovato il relitto inabissato, pieno di merda ancora senza nome, di cui aveva parlato un pentito di mafia.

La nave dei veleni, carico mortale, cimitero radiotattivo: titoli buoni per Sci-fi d’appendice se non fosse che, cazzo, quello è il mio mare! E’ il nostro mare. Mare Nostrum, già…

Media Warfare

Posted on Settembre 11th, 2009 in Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Fuori logica: qui si comncia a fare tabula rasa, a fare piazza pulita. Di solito, l’equilibrio di una dittatura leggera lascia un contraddittorio per tenere a bada la banda di oppositori da salotto, di indignati casalinghi. O almeno, era così fino a poco tempo fa. Il contraddittorio di cui sopra era fondamentale per montare crociate anticomunismo. Dove li andrà poi a pescare Mr. B. i bolscevichi, se adesso li fa tutti fuori?

Proprio in questi giorni, leggendo World War Z, La guerra mondiale degli Zombi di Max Brooks (su cui tornerò a tempo debito), mi sono imbattuto in questa semplice verità: “Le grandi notizie sono un grande business, e bisogna sempre avere delle novità se si vuole avere successo”.

Acqua calda, è vero. Ma temo che non ci servirà più neanche quella quando traslocheremo una volta per tutte nella Nostra Futura Prossima Repubblica delle Banane.

Sonic Phil & Youth Bill

Posted on Settembre 10th, 2009 in Emersioni, Grammofono | 1 Comment »

My Future is static
It’s already had it
I could tuck you in
And we can talk about it
I had a dream
And it split the scene
But I got a hunch
It’s coming back to me

Questa strofa dei Sonic Youth viene da Schizophrenia, tratta dall’album Sister. Domanda da dieci trilioni di dollari bucati: chi era lo scrittore ossessionato dalla morte di una sua sorellina ancora in fasce? Esatto, proprio lui, P. K. Dick, che da un mese a questa parte pare seguirmi ovunque, anche nei miei tuffi nel passato. Perché è da lì che ho ripescato la band di Thurston Moore e Kim Gordon.

Avevo abbandonato i Sonic Youth in una di quelle musicassette senza titoli di album né tracklist, quei polpettoni da novanta minuti che ci scambiavamo noialtri adepti del brufolo, quasi quindici anni fa. Li avevo ascoltati distrattamente, senza mai apprezzarli fino in fondo. Adesso che li sto riscoprendo in tutta la loro meravigliosa follia sonora, vengo a sapere che Sister, datato 1987, è un mezzo concept album su Phil Dick, proprio mentre la lettura di una sua biografia, lo propone nello spazio che sta tra i miei occhi e il cervello come un personaggio/idolo/ossessione.

Sincronicità?

Tutto questo mentre nella tracklist di Daydream Nation (l’album successivo, del 1988) fa capolino lo Sprawl di William Gibson. Forse sarà il caso che dedichi un po’ di tempo al profeta del cyberpunk, visto che la mia confidenza con lui non si spinge oltre Neuromante e qualche racconto leggiucchiato qua e là?

I grew up in a shotgun row
sliding down the hill
out front were the big machines
steel and rusty now I guess
outback was the river
and that big sign down the road
that’s where it all started

Avanguardie Futuro Oscuro

Posted on Settembre 9th, 2009 in Bassitalia, Connettivismo, Emersioni, Fantascienza | No Comments »

E’ uscita per EDS - da un po’, da un bel po’ - la terza antologia del Connettivismo. A curarla ci ha pensato Sandro Battisti, a impreziosirla, Sergio Altieri con una sua postfazione. 15 racconti che corrono dentro il lato oscuro della sf.

In attesa di averla fra le mani e di leggerla per intero, posso dire due parole sul racconto con cui sono presente, E’ la guerra, cercando di non farmi una pippa: è un atto osceno in luogo pubblico.

In buona sostanza, ho spostato nel tempo il mondo di Carlo Levi, la tragica desolazione di Bassitalia descritta in Cristo si è fermato a Eboli. L’incipit è una dedica colma di riconoscenza a questo autore, che meglio di chiunque altro ha saputo cogliere su più livelli l’abbandono e la rassegnazione genetica del Meridione.

Sono passati molti anni, di guerra, dolore, superstizione e menzogne. La Storia è morta, dicono. Niente di più falso. Di grandi eventi, non se ne registrano più, è vero. Ma la storia dell’uomo continua scorrere in avanti, sotterranea, fino al punto zero. Umano, ormai, è lettera morta, una parola vuota.

Sostituita la magia superstiziosa di Levi con la tecnologia, non è difficile immaginare uno scenario di guerra e piccole resistenze territoriali.

In tutta sincerità, auguro a Bassitalia un futuro migliore di quello che ho spiattellato in queste quattro cartelle.