Io e il vecchio Sir John X abbiamo consacrato pomeriggio e serata di sabato alla celluloide, zompettando da una sala all’altra di Bologna sulle tracce di Randy The Ram e di Rorschach. Doppia proiezione quindi, prima The Wrestler  e poi i Watchmen.

Eravamo curiosi di vedere il talentuoso Darren Aronofsky (regista anche dei bellissmi Pi - il teorema del delirio e Requiem for a dream) alle prese con un soggetto così distante dalla follia che ha mosso la macchina da presa nelle sue prove precedenti: ovvero il declino e la deriva della vita di Randy l’ariete, il lottatore protagonista del film, interpretatto da un Mickey Rourke sugli scudi. Film quadratissimo, scritto e diretto senza sbavature, molto attento a eliminare eccedenze tragiche, ovvero sequenze strappalacrime sempre in agguato. Anche se non capisco come una pellicola così possa ottenere un premio prestigioso come il Leone d’Oro, il buon Darren si conferma con un’ottima prova, raccontando la caduta degli dei americani dall’olimpo del sogno del self-made-man su un paesaggio urbano periferico.

A proposito di american dream, ricordate la celebre domanda di Nite Owl al Comico?
- Che ne è stato del sogno americano?
- Si è avverato. Lo stai guardando.
E non è un bel vedere, né nella graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons né nella pellicola di Zack Snyder.

Daniele Pase, venerdì ha lasciato un commento su questo blog, mostrando le mie stesse perplessità sul regista di 300: “Condivido i tuoi dubbi rispetto a Snyder: Watchmen è la demolizione stessa del concetto di supereroe e dati i suoi precedenti, è difficile che Snyder riesca a cogliere il nocciolo satirico della questione. Però, è anche vero che libero dalla ingombrante presenza di Miller, chissà… spero di essere piacevolmente stupito.”

Cazzarola, Daniele! Piacevolmente stupiti è dire poco! Non solo il temi fondanti di Watchmen rimangono inalterati, ma gli sceneggiatori usano le forbici con perizia e astuzia, confezionando tutto il contrario della catastrofe narrativa che mi aspettavo.

Ma torneremo presto a parlare di Rorschach & Co, my friends. Assieme al compagno X abbiamo butteremo giù qualche riga per un mini-speciale Watchmen su Next-Station.org, in attesa della versione 2.0 del sito/centrale connettivista che vedrà la luce questa primavera.