Il video ufficiale del nuovo singolo dei Depeche Mode, Wrong, è già stato criptato per il nostro paese sul loro canale ufficiale. Per riuscire a vederlo basta comunque cercare il titolo nel motore You Tube per agganciarsi a fonti non ufficiali, che verranno oscurate a loro volta per questioni di copyright, credo.

But anyway, non è di licenze che volevo parlarvi.

Mi sono imbattuto nel video per caso e l’ho trovato eccezionale: un uomo viene costretto ad attraversare a ritroso un paesaggio urbano con la macchina, con le mani legate dietro la schiena e una maschera in volto. C’ho visto dentro molto Lynch e anche un po’ di Ballard. Esemplare il fatto che sia girato nel cubicolo meccanico nel quale la maggior parte di noi contringe anima e corpo ogni giorno; in questo caso, una “macchina del tempo” reale e paranoide. La metropoli sullo sfondo rappresenta quello che nel vecchio immaginario psicologico pre-tecnologico si figurava col mare o con l’oceano - il subconscio - sempre meno profondo, sempre più a fior di pelle. Uno strato di coscienza che, paradossalmente, più si palesa e più, nella sua evidenza, ci appare evanescente.

In definitva, un viaggio neurale. Una folgorazione.

I was in the wrong place at the wrong time
For the wrong reason and the wrong rhyme
On the wrong day of the wrong week
I used the wrong method with the wrong technique

Ovvero: inutile tornare indietro, tantomeno desiderarlo. Guardare avanti, ritrovare il futuro semplice di muovere un passo dopo l’altro.