Andrea Pazienza, particolare da \Segnalo il fulminante e caustico Vita embrionale di Alessandra Daniele, pubblicato ieri su Carmilla. Ricorda un po’ Rosanna, un mio racconto apparso su Thriller Magazine nel 2006, per la violenza del testo e, in parte, il tema.

Ecco l’incipit:

- Perché mi avete fermato?
- Controlliamo il suo chip subcutaneo – rispose l’agente, puntandole il lettore alla schiena – lei risulta incinta.
La ragazza sgranò gli occhi, l’agente continuò in tono burocratico.
- Incinta da quattro ore e ventidue minuti – fece un cenno al collega, che scese dal furgoncino della Life Police. Afferrarono la ragazza per le braccia, lei si divincolò.
- Un momento, non potete!…
Il secondo agente la immobilizzò con una leggera scarica elettrica alla nuca, in corrispondenza dei centri motori del cervelletto. La ragazza si afflosciò sul marciapiede. Il primo agente le recitò con voce monotona la formula di rito.
- Da questo momento, per evitare che lei possa volontariamente o involontariamente nuocere al nascituro, lei è in custodia statale.

* * *

Il testo è brevissimo e affilato. A parte qualche ingenuità sulla forma e qualche stonatura (in my opinion, un racconto così, soprattutto se ha sfumature fantascientifiche, va scritto al presente: ne gode la resa narrativa), merita una lettura e più di qualche riflessione. E’ una deriva mentale, psicotica. L’estrema violazione del corpo femminile. Contro una certa propaganda che infesta i media in questi giorni.