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The Audacity of Hope

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As he walked away, I was remainded of something Justice Luois Brandies once said: that in a democracy, the most important office is the office of citizen.

Ho preso questo volume più per curiosità che per altro in aerostazione il giorno in cui son partito per le ferie, spinato anche dalla copertura informativa molto precisa offerta da Jefferson Ming, che seguo ogni volta che mi è possibile.

Questo libro viaggiava assieme Singularity Sky e al Cybook e, dopo aver sfogliato le prime pagine, ho fatto un po’ fatica a metterlo da parte per terminare il libro di Stross.

Lungi dal voler fare campagna elettorale, anche perché dubito che qualche lettore di queste righe possa votare per le presidenziali e, comunque, dubito che possa essere mosso da questo post.

La parte più interessante del libro è la prima metà, quando vengono trattati temi che vanno oltre i confini degli States. Indubbiamente Obama scrive con uno stile sopra la media rispetto agli scrittori americani: nessuna ripetizione, vocabolario esteso e periodi con più di cinque parole.

Le sue riflessioni, quelle di un docente di diritto costituzionale, sono molto interessanti ed equilibrate. Ci sono passi in cui viene voglia di stringere la mano all’autore, anche per la sua visione dei Repubblicani, che non vengono demonizzati, ma sono semplicemente persone che non la pensano come lui.

Dalle righe traspare anche la notevole differenza (nel bene e nel male) tra il modo di fare politica americano e italiano. Da Senatore, Obama scende in mezzo alla gente, va a parlare con le persone, si reca nei piccoli paesi del suo Stato per ascoltare i suoi concittadini. Il tutto non solo senza frapporre guardie del corpo tra lui e la gente ma senza nemmeno portarle con sé.

Cybook firmware 1.2

Cybook Gen3 firmware upgradeQualche giorno fa è stata rilasciata la versione 1.2 del firmware del Cybook Gen3.

L’installazione, come le precedenti, è stata banale ed è stato sufficiente seguire le semplici indicazioni presenti sul sito.

La prima novità da segnalare è senza dubbio la funzione di zoom per i file PDF, senza la quale era praticamente impossibile leggere la maggior parte dei file PDF. Purtroppo la gestione dello spostamento nella visualizzazione è tale per cui la visione viene spostata a “paginate” e non è possibile effettuare uno spostamento fine della finestra di visualizzaizone. La conseguenza di ciò è che una pagina PDF con ampi margini ai lati viene visualizzata con il margine bianco a destra oppure a sinistra e non è possibile escludere i margini dalla visualizzazione per concentrarsi sul testo.

Spero che sia stato corretto un piccolo baco tale per cui ogni tanto girando la pagina il led lampeggiava per qualche secondo ma non veniva girata la pagina.

È stata anche aggiunta la funzione di ripristino delle impostazioni di fabbrica del dispositivo attivabile premendo il tasto di diminuzione del volume durante lo spegnimento del Cybook.

Ultima ma non ultima la disponibilità dell’interfaccia in sei lingue differenti, tra cui anche l’italiano.

A differenza di ciò che avevo sentito questa primavera, il Cybook è un prodotto ancora in crescita e supportato dal produttore, che promette altre nuove aggiunte nei firmware a venire.

Singularity Sky

Image of Singularity Sky

The day war was declared, a rain of thelephones fell clattering to the clobblestones from the sky above Novy Petrograd.

Inizia proprio con una pioggia di telefoni il bel romanzo di Charles Stross che ho appena finito di leggere.

Stross è il solito vulcano di idee, riesce a rendere non noiosa una storia che, dopotutto, è un classico della space opera e aggiunge ogni tanto delle note veramente spassose. È un tomo cospicuo, se lo si paragona alle altre opere di Stross, ma, dopotutto la storia regge, anche se ogni tanto ci sono dei cali, quasi fisiologici. Ancora una volta, ho apprezzato la bassa prevedibilità di ciò che sta per succedere nel corso della narrazione.

Singularity Sky è anche hard science fiction e potrebbe causare problemi a chi disdegna deliberatamente l’aspetto scientifico della fantascienza. Dal mio punto di vista non credo sia un problema, non di più di quanto si possa apprezzare l’aderenza alla storiografia in un romanzo storico.

33.000 record di iscritti a Clear rubati a SFO

La CBS riporta (via Slashdot) che all’aeroporto di San Francisco il 26 luglio u.s. è stato rubato un computer portatile che contiene le informazioni personali di 33.000 clienti di Clear, un servizio che consente a chi paga 100$/anno di seguire una procedura più rapida durante le operazioni di controllo di sicurezza negli aeroporti americani.

A parte l’idiozia di far pagare un quid per evitare i controlli di sicurezza, le informazioni personali contenute nel computer non erano protette da alcun sistema di crittografia, perciò chi ha in mano in questo momento il portatile ha libero accesso ai dati personali e agli estremi dei documenti di identità di 33.000 cittadini americani, molti dei quali, è ragionevole presumere, sono utenti abituali del servizio aereo.

Facendo un rapido calcolo, quei 33.000 clienti hanno generato un fatturato di oltre 3.000.000$ (ipotizziamo che alcuni siano dati di test, o dipendenti, oppure omaggi): è mai possibile che un’organizzazione con un simile fatturato annuo non si sia mai posta il problema della sicurezza? In una pagina apposita del sito, Clear dichiara che «in June, 2007, Ernst & Young LLP concluded a comprehensive, independent audit of our privacy policies and practices», evidentemente l’audit non era così approfondito.

A mio modo di vedere, stando ai dati pubblicati, il problema in questo caso è duplice.

Da un lato c’è un’organizzazione che non è in grado di tutelare i dati che le vengono consegnati. La nostra legge prevede non per nulla una serie di norme da rispettare in questo settore, molte delle quali sono pensate per far capire a chi sta gestendo i dati l’importanza di ciò che ha in mano. È fuor di dubbio che ci sia stata della leggerezza nell’affrontare questo problema.

Dall’altro lato abbiamo il personale che, probabilmente, non è stato sufficientemente addestrato o reso consapevole dei rischi che comporta la sottrazione di un computer con quei dati. Spesso chi commette leggerezze in questo settore lo fa perché nessuno gli ha mai spiegato quanto possano valere i dati che sta trattando per persone con finalità poco legali.

Concludo con una riflessione per i miei tre lettori. Pensate alle chiavette USB e ai dischi rigidi tascabili che vi portate dietro. Pensate alle conseguenze di un furto di quegli oggetti e ricordatevi che il mondo è piccolo, molto piccolo…

Little Brother

Cory Doctorow - Little BrotherLittle Brother di Cory Doctorow mi è piaciuto davvero molto.

È la storia di un ragazzo hacker (nel senso originale del termine) di San Francisco. Un brutto giorno la sua città viene colpita da un atto terroristico molto sanguinoso; per varie ragioni il DHS lo considera coinvolto nell’attentato e per lui inizia una serie di brutte avventure, nonostante le quali sceglie di combattere per i principi che lui ritiene essere alla base della società in cui vive.

Little Brother contiene molti spunti di riflessione ed è un testo che potrebbe far squillare qualche campanello di allarme nei lettori. Cory Doctorow su Boing Boing ogni tanto segnala abusi simili a quelli raccontati in questa storia; credo sia bene tenere sempre gli occhi aperti da questo punto di vista.

Questa è una storia sull’abuso dell’autorità e sul cattivo uso della tecnologia da parte specialmente di chi non la conosce o la conosce in maniera superficiale.

Come altre opere di Doctorow, Little Brother puo essere scaricato gratuitamente in diversi formati.

Lettura consigliata.

Aggiunta del 9/8/2008: L’articolo Agency sues to stop Defcon speakers from revealing gaping holes pubblicato da The Register dovrebbe far seriamente riflettere su alcuni pericoli descritti in questo racconto.

Quaranta giorni dopo

Cybook e il mio libro su Babylon 5

È quello che gli ospiti dicono mentre ripartono in macchina che conta.

Quaranta giorni dopo l’acquisto ho ricaricato per la prima volta le batterie del Cybook ed è ora di fare un piccolo report sull’oggetto.

Sono stati quaranta giorni abbastanza movimentati, il Cybook mi ha seguito su quattro voli aerei nazionali senza creare problemi, a parte una volta in cui si è bloccato mentre ero in volo ed avevo bisogno di un oggetto appuntito (terrorista!) per forzare un reset dell’apparecchio; fortunatamente una normale penna a sfera riesce ad azionare il pulsante apposito.

Era tanto tempo che non comperavo delle schede Secure Digital perché ho quasi pensionato la fotocamera digitale che le utilizza; ho notato con estremo piacere che con 5€ si possono acquistare delle SD da 2 Gb, che non saranno velocissime, ma per i miei scopi vanno benissimo.

L’interfaccia utente del Cybook è un po’ ruvida e necessita di alcuni miglioramenti come un feedback immediato di «comando ricevuto», ma sostanzialmente fa quello che deve e ci si abitua. Se ci fosse un comando per girare pagina anche sul lato sinistro dell’apparecchio sarebbe un’ottima cosa.

I PDF non predisposti per i lettori di questo tipo si vedono abbastanza male a causa dell’assenza dello zoom. Tutti gli altri formati con testo riformattabile si leggono benissimo, specialmente per il fatto che è ovviamente possibile impostare tipo e dimensione di font.

Il problema resta l’approvvigionamento legale di testi. Ci sono autori che, dal mio punto di vista, riescono a vedere lontano come Charles Stross o Cory Doctorow e che stanno facendo in modo di poter pubblicare anche su Internet le loro opere, possibilmente prive di DRM. Credo che sarà una strada lunga, a meno che non intervenga qualche fattore esterno come per esempio lo scarseggiare della polpa di legno.

Nel frattempo qualcosa pare si stia muovendo: secondo Register Hardware, Sony sbarcherà oltremanica in settembre con il suo PRS-505 e sembrerebbe imminente (mesi?) la disponibilita’ del Readius, un dispositivo tascabile con display pieghevole dotato di connettività cellulare, bluetooth e USB, anche se non mi è ben chiaro come stia bene assieme tutta quella roba assieme governata da WinCE; le specifiche sono comunque ancora molto fumose. Se il mercato ci crede, l’eBook reader potrebbe essere il gadget di Natale o del prossimo anno.

I, Robot (di Cory Doctorow)

I, Robot di Cory Doctorow è uno dei racconti disponibili gratuitamente che ho caricato sul mio Cybook che ho letto qualche giorno fa.

Il racconto è notevole e dipinge una possibile evoluzione del sistema economico americano, in cui vincono le pressioni monopoliste di chi detiene la quota maggioritaria del mercato, che di fatto blocca il progresso tecnologico utilizzando dei pretesti per mantenere la posizione dominante.

I temi della negatività di sistemi economici o tecnologici “chiusi” ricorrono sia in Doctorow sia in Stross; credo che entrambi abbiano ragione a sensibilizzare il lettore in merito ai pericoli che si corrono “dando le chiavi di casa” a terzi che in cambio forniscono solamente un maggiore controllo coercitivo sulla fruizione dei contenuti.

Sia chiaro, non sono un sostenitore del “tutto gratis”, ma ritengo che chi paga per un contenuto non debba essere più limitato di chi non paga, bensì debba avere qualcosa in più, o comunque non debba avere qualcosa in meno.

Credo che il paravento della pirateria regga fino ad un certo punto e sia più un pretesto (vedi sopra) che un vero problema. I veri amante di libri, di film, di musica, quelli che spendono centinaia di Euro l’anno in questi campi possono sì scaricare qualcosa in maniera non propriamente legale, ma spesso per provarlo, o per avere un’anteprima. Queste persone (ripeto: quelle che danno tanti quattrini a chi ci presume tutti colpevoli di furto) conoscono il valore di un film, di un libro o di una canzone e tengono troppo agli autori di queste opere per non pagare un corrispettivo.

Ho divagato un po’ rispetto al titolo del post, ma oggi va così.

Aggiornamento: secondo quanto citato oggi nel blog di Stefano Quintarelli, le major avrebbero perso in numeri assoluti lo 0,1% dei ricavi in quattro anni.

Robot 54

Image of Robot 54Robot è diventato un gradevole appuntamento fisso, uno di quelli che ogni tanto ti fa pensare «ma quando esce il prossimo Robot?»

L’appuntamento nell’appuntamento per me è l’editoriale di Vittorio: non c’è nulla da fare, ci potrebbe essere anche un inedito di $noto_autore, ma prima di tutti viene l’editoriale.

Robot 54 mi è arrivato da poco e ho già finito di leggere tutti i racconti, gli articoli me li tengo per una lettura più calma.

Come al solito, la scelta è variegata ed intrigante e ogni racconto è peculiare. Per questo numero non ho un mio preferito perché ne farei arrivare almeno tre a pari merito e quindi tanto vale.

Bellissima anche la copertina di Maurizio Manzieri, intervistato da Silvio Sosio in questo stesso numero.

La sensazione complessiva sfogliando questo numero è che il sense of wonder non sia (ancora?) morto, ma sia, anzi, vivo e scoppiettante sotto varie forme e incarnazioni.

Halting State

Image of Halting State

The real security is all in the firewalls, and the data integrity schemas. Nobody ever imagined a band of Orcs would steal a database table…

The traffic looks like game-play to GCHQ or CESG or NSA or whoever’s sniffing packets; looking in-game for characters run by Abdullah and Salim holding private chat about blowing up the White House garden gnomes won’t get you a handle on what’s going on because they’re using it as a transport layer! They’re tunnelling TCP/IP over AD&D!

Altro bel romanzo di Chales Stross: divertente, appassionante e niente affatto prevedibile.

La storia è narrata in seconda persona utilizzando i punti di vista di tre personaggi, con uno stile che ricorda deliberatamente le avventure testuali e i giochi di ruolo. La storia, infatti, è una sorta di gioco di nidificazioni di giochi di ruolo. Tutto inzia da un furto di oggetti virtuali depositati in una banca virtuale di un mondo virtuale. Tuttavia, le ripercussioni del gesto si propagano molto violentemente nel mondo reale con conseguenze imprevedibili.

A costo di ripetermi, anche in questo romanzo Stross scavalca e rompe le costrizioni dei generi letterari fantastici: il romanzo è difficilmente catalogabile in uno dei “soliti” generi. Se, da un lato, chi cerca la sicurezza nei canoni di un genere non apprezza Stross, dall’altro l’autore non si sente legato a delle inutili limitazioni di genere che hanno l’unico effetto, secondo me, di limitare la cratività di chi ha belle storie da raccontare.

Ben vengano, quindi, romanzi di questo tipo che divertono e trattengono il lettore fino all’ultima pagina.

Una piccola nota per chi acquista la versione originale: i testi sono scritti in inglese e in scozzese, nel senso che molti dialoghi sono riportati come verrebbero pronunciati da uno scozzese. Chi è alle prime armi con la lettura in inglese si potrebbe trovarsi in difficoltà.

Never Surrender Dreams

The Babylon 5 Scripts of J. Michael StraczynskiSe dovessi citare un vecchissimo quiz televisivo, direi che ho spaccato il 15.

Qualche impressione dopo aver terminato la lettura di tutti i tomi riprodotti a lato.

La prima e più viscerale è WOW! (da tradurre nell’esclamazione che preferite del vostro vernacolo locale).

Questi volumi sono unici perché è unica l’impresa di Straczynski, il cui più grande merito è stato di credere fermamente nella validità del proprio lavoro con un senso di orgoglio e una caparbietà che ultimamente vedo di rado in giro, non solamente nello show biz.

Leggere questi libri è stato come rivivere l’emozione della produzione e della trasmissione della serie, con le gioie e i dolori che ha comportato. Purtroppo quando è andata in onda per la prima volta Babylon 5 seguivo l’evolversi della serie solamente attraverso TV Zone, dopo aver acquistato in Inghilterra la videocassetta del pilot. Quando ho iniziato a vedere la serie in DVD avevo già visto anche In The Beginning, la cui visione anticipata mi ha aiutato a cogliere la grandiosità del progetto Babylon 5.

Straczynski ha fatto un preziosissimo regalo a chi vuol scrivere per la televisione perché in questi libri si trovano innumerevoli avvertimenti e insegnamenti, alcuni dei quali derivati da errori che lui stesso ha candidamente ammesso. I non professionisti trovano in questi volumi due storyline piene di sense of wonder, colpi di scena, vittorie e sconfitte: quella di Babylon 5 e quella della produzione della serie.

Ancora una volta JMS ha fatto qualcosa di inusuale e ancora una volta mi sento di dire «Grazie, Joe!»