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I commenti sarebbero inutili

Frank Herbert avrebbe detto che lo scopo della fantascienza non è sempre quello di prevedere il futuro, ma potrebbe essere anche quello di prevenirlo.

Questo che segue è un passo tratto da Dune Messiah, in cui viene riportato il testo della lettera che Lady Jessica scrive alla figlia.

No doubt my son is an epochal figure of history. [...] but I cannot see this as an excuse for submitting to a rabble invasion. [...] You produce a deadly paradox. [...] Government cannot be religious and self-assertive at the same time. Religious experience needs a spontaneity which laws inevitably suppress. And you cannot govern without laws. Your laws eventually must replace morality, replace conscience, replace even the religion by which you think to govern. Sacred ritual must spring from praise and holy yearnings which hammer out a significant morality. Government, on the other hand, is a cultural organism particularly attractive to doubts, questions and contentions. I see the day coming when ceremony must take the place of faith and symbolism replaces morality.

The Audacity of Hope

Image of The Audacity of Hope

As he walked away, I was remainded of something Justice Luois Brandies once said: that in a democracy, the most important office is the office of citizen.

Ho preso questo volume più per curiosità che per altro in aerostazione il giorno in cui son partito per le ferie, spinato anche dalla copertura informativa molto precisa offerta da Jefferson Ming, che seguo ogni volta che mi è possibile.

Questo libro viaggiava assieme Singularity Sky e al Cybook e, dopo aver sfogliato le prime pagine, ho fatto un po’ fatica a metterlo da parte per terminare il libro di Stross.

Lungi dal voler fare campagna elettorale, anche perché dubito che qualche lettore di queste righe possa votare per le presidenziali e, comunque, dubito che possa essere mosso da questo post.

La parte più interessante del libro è la prima metà, quando vengono trattati temi che vanno oltre i confini degli States. Indubbiamente Obama scrive con uno stile sopra la media rispetto agli scrittori americani: nessuna ripetizione, vocabolario esteso e periodi con più di cinque parole.

Le sue riflessioni, quelle di un docente di diritto costituzionale, sono molto interessanti ed equilibrate. Ci sono passi in cui viene voglia di stringere la mano all’autore, anche per la sua visione dei Repubblicani, che non vengono demonizzati, ma sono semplicemente persone che non la pensano come lui.

Dalle righe traspare anche la notevole differenza (nel bene e nel male) tra il modo di fare politica americano e italiano. Da Senatore, Obama scende in mezzo alla gente, va a parlare con le persone, si reca nei piccoli paesi del suo Stato per ascoltare i suoi concittadini. Il tutto non solo senza frapporre guardie del corpo tra lui e la gente ma senza nemmeno portarle con sé.

Singularity Sky

Image of Singularity Sky

The day war was declared, a rain of thelephones fell clattering to the clobblestones from the sky above Novy Petrograd.

Inizia proprio con una pioggia di telefoni il bel romanzo di Charles Stross che ho appena finito di leggere.

Stross è il solito vulcano di idee, riesce a rendere non noiosa una storia che, dopotutto, è un classico della space opera e aggiunge ogni tanto delle note veramente spassose. È un tomo cospicuo, se lo si paragona alle altre opere di Stross, ma, dopotutto la storia regge, anche se ogni tanto ci sono dei cali, quasi fisiologici. Ancora una volta, ho apprezzato la bassa prevedibilità di ciò che sta per succedere nel corso della narrazione.

Singularity Sky è anche hard science fiction e potrebbe causare problemi a chi disdegna deliberatamente l’aspetto scientifico della fantascienza. Dal mio punto di vista non credo sia un problema, non di più di quanto si possa apprezzare l’aderenza alla storiografia in un romanzo storico.

33.000 record di iscritti a Clear rubati a SFO

La CBS riporta (via Slashdot) che all’aeroporto di San Francisco il 26 luglio u.s. è stato rubato un computer portatile che contiene le informazioni personali di 33.000 clienti di Clear, un servizio che consente a chi paga 100$/anno di seguire una procedura più rapida durante le operazioni di controllo di sicurezza negli aeroporti americani.

A parte l’idiozia di far pagare un quid per evitare i controlli di sicurezza, le informazioni personali contenute nel computer non erano protette da alcun sistema di crittografia, perciò chi ha in mano in questo momento il portatile ha libero accesso ai dati personali e agli estremi dei documenti di identità di 33.000 cittadini americani, molti dei quali, è ragionevole presumere, sono utenti abituali del servizio aereo.

Facendo un rapido calcolo, quei 33.000 clienti hanno generato un fatturato di oltre 3.000.000$ (ipotizziamo che alcuni siano dati di test, o dipendenti, oppure omaggi): è mai possibile che un’organizzazione con un simile fatturato annuo non si sia mai posta il problema della sicurezza? In una pagina apposita del sito, Clear dichiara che «in June, 2007, Ernst & Young LLP concluded a comprehensive, independent audit of our privacy policies and practices», evidentemente l’audit non era così approfondito.

A mio modo di vedere, stando ai dati pubblicati, il problema in questo caso è duplice.

Da un lato c’è un’organizzazione che non è in grado di tutelare i dati che le vengono consegnati. La nostra legge prevede non per nulla una serie di norme da rispettare in questo settore, molte delle quali sono pensate per far capire a chi sta gestendo i dati l’importanza di ciò che ha in mano. È fuor di dubbio che ci sia stata della leggerezza nell’affrontare questo problema.

Dall’altro lato abbiamo il personale che, probabilmente, non è stato sufficientemente addestrato o reso consapevole dei rischi che comporta la sottrazione di un computer con quei dati. Spesso chi commette leggerezze in questo settore lo fa perché nessuno gli ha mai spiegato quanto possano valere i dati che sta trattando per persone con finalità poco legali.

Concludo con una riflessione per i miei tre lettori. Pensate alle chiavette USB e ai dischi rigidi tascabili che vi portate dietro. Pensate alle conseguenze di un furto di quegli oggetti e ricordatevi che il mondo è piccolo, molto piccolo…

Little Brother

Cory Doctorow - Little BrotherLittle Brother di Cory Doctorow mi è piaciuto davvero molto.

È la storia di un ragazzo hacker (nel senso originale del termine) di San Francisco. Un brutto giorno la sua città viene colpita da un atto terroristico molto sanguinoso; per varie ragioni il DHS lo considera coinvolto nell’attentato e per lui inizia una serie di brutte avventure, nonostante le quali sceglie di combattere per i principi che lui ritiene essere alla base della società in cui vive.

Little Brother contiene molti spunti di riflessione ed è un testo che potrebbe far squillare qualche campanello di allarme nei lettori. Cory Doctorow su Boing Boing ogni tanto segnala abusi simili a quelli raccontati in questa storia; credo sia bene tenere sempre gli occhi aperti da questo punto di vista.

Questa è una storia sull’abuso dell’autorità e sul cattivo uso della tecnologia da parte specialmente di chi non la conosce o la conosce in maniera superficiale.

Come altre opere di Doctorow, Little Brother puo essere scaricato gratuitamente in diversi formati.

Lettura consigliata.

Aggiunta del 9/8/2008: L’articolo Agency sues to stop Defcon speakers from revealing gaping holes pubblicato da The Register dovrebbe far seriamente riflettere su alcuni pericoli descritti in questo racconto.

Halting State

Image of Halting State

The real security is all in the firewalls, and the data integrity schemas. Nobody ever imagined a band of Orcs would steal a database table…

The traffic looks like game-play to GCHQ or CESG or NSA or whoever’s sniffing packets; looking in-game for characters run by Abdullah and Salim holding private chat about blowing up the White House garden gnomes won’t get you a handle on what’s going on because they’re using it as a transport layer! They’re tunnelling TCP/IP over AD&D!

Altro bel romanzo di Chales Stross: divertente, appassionante e niente affatto prevedibile.

La storia è narrata in seconda persona utilizzando i punti di vista di tre personaggi, con uno stile che ricorda deliberatamente le avventure testuali e i giochi di ruolo. La storia, infatti, è una sorta di gioco di nidificazioni di giochi di ruolo. Tutto inzia da un furto di oggetti virtuali depositati in una banca virtuale di un mondo virtuale. Tuttavia, le ripercussioni del gesto si propagano molto violentemente nel mondo reale con conseguenze imprevedibili.

A costo di ripetermi, anche in questo romanzo Stross scavalca e rompe le costrizioni dei generi letterari fantastici: il romanzo è difficilmente catalogabile in uno dei “soliti” generi. Se, da un lato, chi cerca la sicurezza nei canoni di un genere non apprezza Stross, dall’altro l’autore non si sente legato a delle inutili limitazioni di genere che hanno l’unico effetto, secondo me, di limitare la cratività di chi ha belle storie da raccontare.

Ben vengano, quindi, romanzi di questo tipo che divertono e trattengono il lettore fino all’ultima pagina.

Una piccola nota per chi acquista la versione originale: i testi sono scritti in inglese e in scozzese, nel senso che molti dialoghi sono riportati come verrebbero pronunciati da uno scozzese. Chi è alle prime armi con la lettura in inglese si potrebbe trovarsi in difficoltà.

Never Surrender Dreams

The Babylon 5 Scripts of J. Michael StraczynskiSe dovessi citare un vecchissimo quiz televisivo, direi che ho spaccato il 15.

Qualche impressione dopo aver terminato la lettura di tutti i tomi riprodotti a lato.

La prima e più viscerale è WOW! (da tradurre nell’esclamazione che preferite del vostro vernacolo locale).

Questi volumi sono unici perché è unica l’impresa di Straczynski, il cui più grande merito è stato di credere fermamente nella validità del proprio lavoro con un senso di orgoglio e una caparbietà che ultimamente vedo di rado in giro, non solamente nello show biz.

Leggere questi libri è stato come rivivere l’emozione della produzione e della trasmissione della serie, con le gioie e i dolori che ha comportato. Purtroppo quando è andata in onda per la prima volta Babylon 5 seguivo l’evolversi della serie solamente attraverso TV Zone, dopo aver acquistato in Inghilterra la videocassetta del pilot. Quando ho iniziato a vedere la serie in DVD avevo già visto anche In The Beginning, la cui visione anticipata mi ha aiutato a cogliere la grandiosità del progetto Babylon 5.

Straczynski ha fatto un preziosissimo regalo a chi vuol scrivere per la televisione perché in questi libri si trovano innumerevoli avvertimenti e insegnamenti, alcuni dei quali derivati da errori che lui stesso ha candidamente ammesso. I non professionisti trovano in questi volumi due storyline piene di sense of wonder, colpi di scena, vittorie e sconfitte: quella di Babylon 5 e quella della produzione della serie.

Ancora una volta JMS ha fatto qualcosa di inusuale e ancora una volta mi sento di dire «Grazie, Joe!»

ARRIVATO!

ARRIVATO!Dopo lunga attesa, finalmente è arrivato: spedito il 25 aprile da Luoisville, KY, USA, è arrivato ieri. Non è comunque il record perché il libro di Gaiman con lo script di Day of the Dead autografato dall’autore è partito dagli States lo scorso anno all’inizio di luglio ed è arrivato a destinazione alla fine di novembre.

L’evento è assai strano perché ogni altro libro degli script di Babylon 5 inviato da CafePress anche dopo questo arriva in un mese e mezzo al massimo.

Probabilmente non ha aiutato un piccolo errore di CafePress che questa volta ha inspiegabilmente dichiarato il contenuto del pacco “Apparel Ceramics and Misc” anziché “Books”. Fortunatamente qualcuno alla Poste si è accorto, senza aprirlo, che il plico conteneva libri.

La collezione non è però terminata: mi è già arrivato il primo volume di Other Voices e il secondo è in viaggio.

Glasshouse

Image of Glasshouse

The worst dark age was caused by the failure to understand informational economics and the consequent adoption of incompatible data representation formats.

It’s implicit in this society. They set us up to make it easy to make people kill for an abstraction.

Charles Stross non è autore prevedibile, o comunque non lo è ancora diventato; come altre sue opere, Glasshouse parte presentando temi molto classici, se non logori, della fantascienza per poi svilupparsi in maniera autonoma o, meglio, strossiana.

Glasshouse non è un libro che scorre via liscio come, per esempio, The Jennifer Morgue: questo romanzo è decisamente più denso. Probabilmente verso la metà c’è un punto morto della narrazione in cui accade veramente poco, superato il quale l’azione riprende ritmo e vivacità per arrivare ad un finale mozzafiato che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina.

Cerco di fare un breve cenno alla storia cercando di non rivelare nulla che possa rovinare la sorpresa.

Si parte da un’umanità estremamente evoluta uscita da vari tipi di conflitti, pochi dei quali di tipo militare: tempo addietro le persone sono state infettate da un virus, Curious Yellow, che ha rimosso selettivamente alcuni tipi di ricordi. L’infezione è stata resa possibile dall’uso pervasivo di T-gate e A-gate, ovvero, per dirla con la terminologia di Star Trek, teletrasporto e replicatore, anche se di gran lunga più complessi e versatili degli omologhi della serie televisiva. <battuta_informatica>No, i virus non sono stati originati dai B-Gates.</battuta_informatica>

Il nostro eroe è un reduce di guerra con non pochi problemi a cui viene offerto di entrare a far parte di una simulazione stile Grande Fratello (quello televisivo) a lunga durata. La simulazione ricrea l’ambientazione e lo stile di vita di ciò che per le persone del futuro sono i secoli bui, ovvero (nessuno si stupirà) i nostri tempi; lo scopo tutto ciò è di studiare quel periodo, in quanto moltissimi dati che lo riguardano sono andati perduti.

Se non è difficile intuire che le cose non andranno per il verso giusto, è tutt’altro che facile immaginare cosa accada venti pagine più in là, una volta guadato il breve pantano narrativo di cui sopra.

Babylon 5 - Other Voices

Othe VoicesFra poco verranno spediti il volume 14 e 15 delle sceneggiature di Babylon 5 scritte da J. Michael Straczynski. Chi ha acquistato l’opera completa ha sicuramente già espletato le poche formalità necessarie per avere il quindicesimo volume in regalo autografato dall’autore. Scriverò del quindicesimo volume non appena mi arriverà, visto che tra i contenuti ci dovrebbe essere la storyline originale della serie, ovvero quella prevista se Michael O’Hare fosse rimasto nel ruolo di Sinclair.

Straczynski ha scritto 92 dei 110 episodi della serie; per leggere gli script dei rimanenti episodi bisogna, quindi, che i rispettivi autori decidano di pubblicarli. L’unico altro script pubblicato (prima dell’iniziativa di Straczynski) è stato quel capolavoro di Day of the Dead di Neil Gaiman di cui consiglio caldamente di procurarsi una copia, avendone l’occasione.

Ieri sera ho ricevuto una mail con l’annuncio che la prossima settimana sarà possibile ordinare il primo volume degli script che rimangono. Non vengono forniti altri dati se non la copertina riportata in questo post. Se andiamo a consultare HyperB5 possiamo cercare di capire quali potrebbero essere gli episodi presenti nel volume:

Spero che Straczynski riesca a pubblicare gli script commentati di tutti gli episodi della serie e magari anche quelli dei film TV e di Crusade, in quanto i primi tredici volumi sono stati una lettura veramente gustosa.

Aggiornamento del 15 Maggio: Il volume è ora ordinabile e ne usciranno altri due. Gli episodi inclusi sono Born to the Purple, The War Prayer, Deathwalker, Belivers, Survivors e Grail.