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eNatale

Probabilmente l’eBook sarà una delle novità natalizie di quest’anno.

Se così fosse, prepariamoci a (evitare di) leggere inutili articoli di presunti esperti che suggeriscono quale eBook regalare per Natale, come regalarlo, a chi regalarlo e a chi non regalarlo. I più astuti faranno notare che un eBook si può acquistare da casa anche un minuto prima di recarsi dalla persona a cui lo si vuol regalare, senza timore che le scorte siano esaurite. Ah, la tecnologia!

Ci saranno gli articoli degli entusiasti degli eBook e dei detrattori incalliti che ci romperanno le scatole ad nauseam con la storia del profumo del libro, un mix polvere di carta e composti chimici che qualsiasi regolamento sulla qualità dell’aria bollerebbe come tossico.

Appena dopo Natale ci saranno articoli di persone che, dopo un entusiasmo iniziale, decideranno di “tornare alle origini” e abbandoneranno gli eBook per i libri di carta (non le tavolette di argilla, sarebbe chiedere troppo).

E, in mezzo a tutto questo, quelli che rimarranno scottati dai DRM, ma non lo diranno vuoi per non avere la possibilità di scriverlo su un giornale, vuoi per vergogna.

Insomma, il pattern standard che abbiamo già visto con Internet, ICQ, Napster, i blog, gli i-device di Apple, facebook…

eBook, previsioni e fesserie

La mia posizione sui DRM l’ho più volte detta e ripetuta: sono contrario senza alcun appello. Questa tecnologia di protezione si basa sul fatto che un’operazione matematica sia lunga (mesi, anni) da eseguire se non si conoscono alcuni dati, ma il caso dell’HDCP dovrebbe insegnare qualcosa.

Silvio ha chiarito molto bene quali siano i problemi dei libri protetti da DRM, che i potrebbero riassumere in “non si possono utilizzare come i libri”.

Da noi gli eBook sono più comuni di alcuni Paesi europei, checché ne dicano i soliti mugugnatori che vedono sempre l’Italia dietro tutti gli altri. Come in ogni nuova tecnologia, arrivano prima i piccoli e i pesi massimi seguono con la loro forza, la loro arroganza e anche con la loro stupidità (IOL, VOL… ricordate?).

Sembra quasi che qualcuno voglia deliberatamente rallentare l’avanzata degli eBook con lo scopo di mantenere una posizione di privilegio che sta scricchiolando rumorosamente offrendo dei prodotti implicitamente difettosi per usarli come argomento a supporto delle proprie tesi.

Prendiamo la frase “la carta è destinata a sparire”, dove la si legge nella stragrande maggioranza dei casi? Negli articoli di chi confuta questa affermazione attribuita a chissà chi. In realtà chi ha adottato gli eBook, in parte o in toto, non ha più interesse verso la polpa di alberi morti: semplicemente non costituisce più un problema e il suo destino riveste poco interesse.

Quando, alla fine del 1994, stavamo (io e relativamente poche altre persone) iniziando a lavorare con Internet non avremmo potuto certo prevedere cose come Internet Explorer, Mac OSX, Google, gli smartphone, ICQ, la fibra ottica in casa, YouTube, Napster, Skype… Eravamo lì con i telefoni ETACS grossi come mattoni che manco mandavano gli SMS, Trumpet Winsock, i modem a 28.8 e Windows 3.11 for Workgroup su un 486 sfigato. E la maggior parte delle previsioni del periodo hanno mancato il bersaglio peggio di uno stormtrooper imperiale (Altavista della grande Digital: morti stecchiti entrambi da lì a poco tempo).

È vero che è difficile far previsioni, specialmente quando si parla del futuro, ma è pur vero che le previsioni tipo “il trend costante verrà mantenuto” (o similari) sono altrettanto ridicole. Gli editori stanno scendendo in campo con gran squilli di trombe, che, loro sperano, dovrebbero coprire le urla di rabbia di chi inizierà a scottarsi con i DRM: “Ha aggiornato il firmware del telefono e ha perso tutti i suoi libri? Eh, mi dispiace, ma doveva fare prima un’esportazione delle chiavi, poi l’aggiornamento, poi l’importazione, poi la validazione, poi… [CLICK!]“.

Molti si stanno chiedendo come sarà il 2011 (più in là non azzardano, ma non per i Maya). Il futuro siamo noi consumatori a costruirlo e una cosa è certa: ogni acquisto di prodotti coperti da DRM è un voto a favore del DRM, quindi pensateci bene. Se volete regalare un libro elettronico, magari val la pena iniziare da chi non tratta l’acquirente come un ladro. È un sacrificio? Certamente! Ma ne potrebbe valere la pena.

Sony PRS-600

SONY PRS-600 Secondo lettore di ebook, dopo la fine traumatica del precedente, il cui video è rimasto vittima dell’uso incauto del sottoscritto.

Mi trovavo davanti alla scelta tra un Kindle e un altro lettore “neutro” dal punto di vista dei fornitori di contenuti. Il Kindle ha dalla sua la comoda possibilità di ricevere direttamente i contenuti senza bisogno di un computer che faccia da intermediario, ma è una piattaforma chiusa, quasi blindata, la qual cosa mi mette sempre un po’ di disagio. L’ultimo viaggio negli USA è stato decisivo: approfittando di un cambio assai favorevole, ho preso un Sony PRS-600 e, vista la fine del Cybook, ho preso anche la relativa custodia in pelle con lampada integrata, accessorio rivelatosi fondamentale.

Non sono un fan di Sony, ma l’onestà mi impone di riconoscere che il PRS-600 sia un oggetto di indubbia qualità.

Partiamo con l’unico difetto del lettore: lo schermo touch crea dei riflessi che possono risultare fastidiosi durante il primo periodo d’utilizzo, ma non sono così fastidiosi come quelli della carta patinata. Qualche ora d’uso permette di capire istintivamente come inclinare correttamente il lettore per evitare i riflessi.

I vantaggi sono notevoli. Innanzi tutto la velocità del software: nel negozio della catena Best Buy dove mi sono recato ho potuto confrontare questo lettore in parallelo con un PRS-300: la differenza di prestazioni sul medesimo file di testo è stata impressionante al punto da mettere nettamente in secondo piano il problema del riflesso sullo schermo. Se le performance del PRS-300, sono paragonabili a quelle del Cybook, il PRS-600 risponde molto più velocemente ai comandi.

Il software del lettore è intuitivo e semplice da utilizzare. La possibilità di effettuare una ricerca di un testo specifico attraverso una tastiera virtuale è molto utile. L’interfaccia touch è comoda in alcune specifiche situazioni ma non è pervasiva come quella di un iPhone. Il set di tasti fisici permette un controllo essenziale delle funzioni più comuni; secondo il mio modo di utilizzo, i pulsanti per sfogliare le pagine sono comodi solamente se si ruota il lettore di 90 gradi, ma il riconoscimento dei gesture per il cambio pagina mitiga questa limitazione.

La penna elettronica in dotazione permette di annotare o evidenziare il testo e avere in un menu apposito l’elenco delle parole evidenziate per poterle richiamare a piacimento. È anche disponibile un software di draw a mano libera ad oggetti: nulla di professionale, ma utile per schizzi ed appunti veloci.

Il software di gestione per PC in dotazione è intelligentemente registrato in una partizione dedicata della memoria del lettore, scelta che rende finalmente inutile l’inclusione di un CR-ROM nella confezione. Una volta installato, il programma verifica la disponibilità di un nuovo firmware del lettore. Questo era il mio caso: l’aggiornamento è avvenuto senza problemi in un paio di minuti. Non posso dire altro di questo software perché l’ho subito accantono to in favore di Calibre, di cui parlerò in un altro post.

L’esperienza di lettura è molto piacevole, specialmente, come nel mio caso, se viene ruotato il display di 90 gradi. Il cambio pagina è molto veloce; il software lascia anche un paio di righe della pagina precedente nella pagina successiva e le colora di grigio per agevolare la lettura a cavallo tra le pagine.

Con i file PDF, vera bestia nera per i reader di questo tipo, il dispositivo se la cava egregiamente e non mostra evidenti segni di affanno nel rendering delle pagine.

L’impressione complessiva è molto positiva; la visualizzazione non è così penalizzata dal touch screen come molti sostengono; i gesture per il cambio pagina sono molto utili.

Gutenberg 2.0

Kindle sta per sbarcare da questa parte dello stagno, Sony pare creda davvero nei lettori di ebook e Barnes and Noble ha annunciato una sua versione di lettore. Potrebbero essere questi i segni che le pietre stanno veramente iniziando a rotolare?

Gutenberg ha avuto successo non tanto per la bontà della tecnologia che utilizzava, quanto per i costi nettamente inferiori dei suoi libri rispetto a quelli del suo periodo: la stampa a caratteri mobili non era solamente una buona idea, ma era dannatamente conveniente e permetteva di distribuire tante copie a costi ridotti rispetto agli amanuensi. Parimenti, il libro elettronico permette di evitare di far girare polpa di alberi morti sui camion ed arriva velocemente al fruitore del contenuto senza troppi passaggi intermedi.

Lasciando da parte la carta stampata per la notizia quotidiana, che fine faranno gli editori di libri? La mia opinione è che dipende da loro. Il rischio degli editori è che la grande distribuzione dei libri (Amazon, Barnes and Noble, Waterstone, Feltrinelli) prenda il sopravvento ed estrometta l’editore dalla catena alimentare del libro, che si ridurrebbe ad autore-distributore-lettore. L’alternativa dell’editore è che diventi esso stesso distributore, visto che non deve farsi più carico di portare il mazzo di fogli stampati in libreria o a casa del lettore, ma è il lettore che accede alla vetrina dell’editore tramite la Rete.

Probabilmente i grandi editori per primi diventeranno essi stessi distributori di contenuti o si affilieranno a catene di distribuzione (Amazon). Però Internet ha dimostrato che, diversamente dal mondo reale, anche un piccolo editore può godere di visibilità paragonabile al grande, puntando magari sulla specificità o sulla verticalità di un settore, come ad esempio ha fatto l’editore che ospita questo blog. Purtroppo nell’ultima fiera dei piccoli editori di Belgioioso (PV) non ho visto nulla di tutto ciò, ma, salvo rarissime eccezioni, solamente una distesa di alberi morti con stampati argomenti ritriti, di poco interesse e, spesso, anche un po’ presuntuosi. Ebook? Nemmeno l’ombra!

Se (o dovrei scrivere quando?) si farà strada l’editoria elettronica ci saranno degli scossoni iniziali di non poco conto: chi non si sa innovare non farà una bella fine e urlerà contro il mercato, contro l’ignoranza della gente, contro il sistema… Chi riuscirà a vedere oltre il proprio naso, chi non avrà paura di osare, chi non tratterà i propri clienti come dei pirati potrebbe avere una sorte migliore.

L’opzione per ridurre i costi di produzione e concentrarsi sui contenuti è lì fuori dalla porta che sta bussando: amanuensi o caratteri mobili?

Potete leggere questo articolo a voce alta

O potete anche farvelo leggere da un sintetizzatore vocale, o anche da un fine dicitore: io non mi sognerò certo di pensare che voi stiate violando qualche astrusa interpretazione delle leggi sul diritto d’autore.

Come ho accennato nell’articolo di Fantascienza.com, l’annuncio della funzione text to speech del nuovo Kindle 2 di Amazon ha scatenato le ire dei difensori degli incassi dei diritti d’autore. Secondo i sostenitori di questa teoria, la funzione di sintesi vocale del Kindle 2 violerebbe i diritti degli audiolibri.

Qualsiasi persona con un minimo di senno e di esperienza con la voce sintetizzata e gli audiolibri capisce quanto assurda sia questa ipotesi per i seguenti motivi:

  • gli audiolibri sono narrati da speaker o attori professionisti che recitano i testi oltre che leggerli. La lettura è spesso accompagnata da rumori di sottofondo che aiutano a contestualizzare la narrazione;
  • la voce sintetica è monotòna ed è già tanto se riesce ad interpretare correttamente le pause dei segni di interpunzione;
  • i sintetizzatori vocali sono stati introdotti nel mercato home e desktop attorno al 1990 (anno più anno meno); molti sistemi operativi attuali hanno una funzione di lettura vocale del testo. In quasi venti anni mai nessuno si è mai sognato di formulare un’accusa di violazione di copyright;
  • la funzione di lettura sintetica favorisce chi ha problemi (anche temporanei) di vista o chi vuole fruire dei contenuti legittimamente acquistati in scarsa condizione di visibilità.

Queste teorie di presunta illegalità sono state espresse da Paul Aiken, direttore esecutivo della Authors Guild americana, sul Wall St. Journal. L’analogia tra voce sintetica e audiolibro è talmente risibile che traspare nettamente il secondo fine di Aiken, ovvero quello di “colpire” un bersaglio importante come Amazon per riuscire ad ottenere dei soldi. Tra l’altro Aiken ignora (o finge di ignorare) che Amazon è proprietaria di Audible, un sito che vende audiolibri.

Va detto che il fronte degli autori non è compatto e c’e’ già qualcuno, come Neil Gaiman, che si dissocia da queste posizioni.

Cybook firmware 1.2

Cybook Gen3 firmware upgradeQualche giorno fa è stata rilasciata la versione 1.2 del firmware del Cybook Gen3.

L’installazione, come le precedenti, è stata banale ed è stato sufficiente seguire le semplici indicazioni presenti sul sito.

La prima novità da segnalare è senza dubbio la funzione di zoom per i file PDF, senza la quale era praticamente impossibile leggere la maggior parte dei file PDF. Purtroppo la gestione dello spostamento nella visualizzazione è tale per cui la visione viene spostata a “paginate” e non è possibile effettuare uno spostamento fine della finestra di visualizzaizone. La conseguenza di ciò è che una pagina PDF con ampi margini ai lati viene visualizzata con il margine bianco a destra oppure a sinistra e non è possibile escludere i margini dalla visualizzazione per concentrarsi sul testo.

Spero che sia stato corretto un piccolo baco tale per cui ogni tanto girando la pagina il led lampeggiava per qualche secondo ma non veniva girata la pagina.

È stata anche aggiunta la funzione di ripristino delle impostazioni di fabbrica del dispositivo attivabile premendo il tasto di diminuzione del volume durante lo spegnimento del Cybook.

Ultima ma non ultima la disponibilità dell’interfaccia in sei lingue differenti, tra cui anche l’italiano.

A differenza di ciò che avevo sentito questa primavera, il Cybook è un prodotto ancora in crescita e supportato dal produttore, che promette altre nuove aggiunte nei firmware a venire.

Quaranta giorni dopo

Cybook e il mio libro su Babylon 5

È quello che gli ospiti dicono mentre ripartono in macchina che conta.

Quaranta giorni dopo l’acquisto ho ricaricato per la prima volta le batterie del Cybook ed è ora di fare un piccolo report sull’oggetto.

Sono stati quaranta giorni abbastanza movimentati, il Cybook mi ha seguito su quattro voli aerei nazionali senza creare problemi, a parte una volta in cui si è bloccato mentre ero in volo ed avevo bisogno di un oggetto appuntito (terrorista!) per forzare un reset dell’apparecchio; fortunatamente una normale penna a sfera riesce ad azionare il pulsante apposito.

Era tanto tempo che non comperavo delle schede Secure Digital perché ho quasi pensionato la fotocamera digitale che le utilizza; ho notato con estremo piacere che con 5€ si possono acquistare delle SD da 2 Gb, che non saranno velocissime, ma per i miei scopi vanno benissimo.

L’interfaccia utente del Cybook è un po’ ruvida e necessita di alcuni miglioramenti come un feedback immediato di «comando ricevuto», ma sostanzialmente fa quello che deve e ci si abitua. Se ci fosse un comando per girare pagina anche sul lato sinistro dell’apparecchio sarebbe un’ottima cosa.

I PDF non predisposti per i lettori di questo tipo si vedono abbastanza male a causa dell’assenza dello zoom. Tutti gli altri formati con testo riformattabile si leggono benissimo, specialmente per il fatto che è ovviamente possibile impostare tipo e dimensione di font.

Il problema resta l’approvvigionamento legale di testi. Ci sono autori che, dal mio punto di vista, riescono a vedere lontano come Charles Stross o Cory Doctorow e che stanno facendo in modo di poter pubblicare anche su Internet le loro opere, possibilmente prive di DRM. Credo che sarà una strada lunga, a meno che non intervenga qualche fattore esterno come per esempio lo scarseggiare della polpa di legno.

Nel frattempo qualcosa pare si stia muovendo: secondo Register Hardware, Sony sbarcherà oltremanica in settembre con il suo PRS-505 e sembrerebbe imminente (mesi?) la disponibilita’ del Readius, un dispositivo tascabile con display pieghevole dotato di connettività cellulare, bluetooth e USB, anche se non mi è ben chiaro come stia bene assieme tutta quella roba assieme governata da WinCE; le specifiche sono comunque ancora molto fumose. Se il mercato ci crede, l’eBook reader potrebbe essere il gadget di Natale o del prossimo anno.

I, Robot (di Cory Doctorow)

I, Robot di Cory Doctorow è uno dei racconti disponibili gratuitamente che ho caricato sul mio Cybook che ho letto qualche giorno fa.

Il racconto è notevole e dipinge una possibile evoluzione del sistema economico americano, in cui vincono le pressioni monopoliste di chi detiene la quota maggioritaria del mercato, che di fatto blocca il progresso tecnologico utilizzando dei pretesti per mantenere la posizione dominante.

I temi della negatività di sistemi economici o tecnologici “chiusi” ricorrono sia in Doctorow sia in Stross; credo che entrambi abbiano ragione a sensibilizzare il lettore in merito ai pericoli che si corrono “dando le chiavi di casa” a terzi che in cambio forniscono solamente un maggiore controllo coercitivo sulla fruizione dei contenuti.

Sia chiaro, non sono un sostenitore del “tutto gratis”, ma ritengo che chi paga per un contenuto non debba essere più limitato di chi non paga, bensì debba avere qualcosa in più, o comunque non debba avere qualcosa in meno.

Credo che il paravento della pirateria regga fino ad un certo punto e sia più un pretesto (vedi sopra) che un vero problema. I veri amante di libri, di film, di musica, quelli che spendono centinaia di Euro l’anno in questi campi possono sì scaricare qualcosa in maniera non propriamente legale, ma spesso per provarlo, o per avere un’anteprima. Queste persone (ripeto: quelle che danno tanti quattrini a chi ci presume tutti colpevoli di furto) conoscono il valore di un film, di un libro o di una canzone e tengono troppo agli autori di queste opere per non pagare un corrispettivo.

Ho divagato un po’ rispetto al titolo del post, ma oggi va così.

Aggiornamento: secondo quanto citato oggi nel blog di Stefano Quintarelli, le major avrebbero perso in numeri assoluti lo 0,1% dei ricavi in quattro anni.

After the Siege

Ieri sera ho letto After the Siege di Cory Doctorow, vincitore nel 2008 del Locus Award for Best Novella.

Il racconto è una rivisitazione fantascientifica romanzata dell’assedio di San Pietroburgo/Leningrado così come l’autore l’ha sentito dal racconto della madre, la quale ha vissuto l’assedio in prima persona da bambina.

Il racconto è crudo, come si addice ad un racconto di guerra. Quel che fa riflettere è il casus belli, ovvero una disputa di qualche tipo in merito ai diritti digitali. Probabilmente non scoppierà un conflitto armato per questi motivi, almeno finché le priorità economiche saranno altre, ma l’(ab)uso a volte sproporzionato delle cause civili intentate contro presunti pirati informatici dovrebbe far fermare per riflettere se tutte le perdite delle major siano da imputare alla pirateria informatica o se ci sia dell’altro.

Cybook: l’ho preso

Cybook e un PADD di Star TrekAlla fine non ho resistito e ho comperato un Cybook Gen3 di Bookeen.

Tecnologicamente non è il migliore sul mercato, l’iLiad è decisamente superiore, ma è il più comodo ed è quello che fa bene una sola cosa: il reader leggero di eBook.

Il servizio di Simplicissimus è stato rapido, cortese ed efficiente: ho ordinato sul sito il dispositivo il sabato sera e mercoledì il corriere era già sotto casa mia con il pacco, peccato che io non fossi a casa, così l’ho ritirato oggi.

La confezione base del Cybook è essenziale: il lettore, il cavetto USB e un foglio con le istruzioni iniziali; il manuale completo è naturalmente precaricato sul reader. La carica della batteria avviene tramite porta USB, io ho preferito investire qualche Euro in più e prendere un adattatore per caricare la batteria usando una presa di corrente per poterlo ricaricare quando non è disponibile un computer.

Il tempo di startup da dispositivo spento è assolutamente accettabile. La vera sorpresa c’è quando si guarda lo schermo: sono i primi tempi dell’ePaper ed è ancora un po’ difficile convincersi che quello che abbiamo letto per anni nei romanzi di fantascienza è ora un oggetto tecnologico che si può prendere da uno scaffale di un negozio.

Il sistema di collegamento con il computer, con qualsiasi computer, è assolutamente semplice: una volta connesso il sistema operativo vede la memoria del Cybook come se fosse una chiavetta USB: nessun bisogno di driver o software strano in dotazione. Bravi! È così che si fa: si usano gli standard anziché inventare ogni giorno la ruota.

Lo slot per le SD è favoloso: si inserisce una memoria, il lettore ne analizza il contenuto e aggiorna in tempo reale l’elenco dei libri, senza dover impartire alcun comando. Analogamente, estraendo la scheda SD, i libri scompaiono dall’elenco.

Se devo fare degli appunti al prodotto, introdurrei la possibilità di zoommare i PDF a piacimento e renderei meno liscio l’esterno del dispositivo. Un’asola e un laccetto da infilare al polso come quello delle fotocamere digitali sarebbe la ciliegina sulla torta. Nell’angolo inferiore sinistro è presente un’asola, probabilmente per infilare un laccetto simile a quello delle macchine fotografiche, non viene però fornito alcun laccetto.

Da ultimo le dimensioni: il Cybook è più piccolo di un foglio A5, assolutamente maneggevole e per nulla pesante; qui sotto una foto del dispositivo collocato sopra un libro a caso di Delos Books:

Cybook e il mio libro su Babylon 5