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Pian piano…

Un anno e mezzo fa circa mi ponevo la domanda se servissero ancora DVD a cui anche S* aveva dato la sua risposta.

Pare che, finalmente, qualcosa si stia muovendo: Paramount Digital Entertainment (PDE) e Kingston hanno siglato un accordo per la distribuzione di contenuti multimediali su memorie a stato solido. Fuori dai tecnicismi: film su chiavette USB.

Finalmente.

Qualcuno in California deve aver capito che se le major non mettono i film su chiavette USB e assimilati, lo fanno i cosiddetti pirati. HARRRRRRR!!!

C’era stata un’avanguardia poco tempo fa: l’ultimo (per ora) film di Star Trek era stato reso disponibile su una chiavetta USB “da collezione” (qualsiasi gadget di Star Trek, anche il più becero, è identificato con questo termine), ovviamente pieno di DRM, ma è anche legittima la scelta, per ora.

La speranza è che questo genere di supporto prenda piede e ci si liberi da oggetti inutilmente ingombranti e delicati come i lettori di supporti ottici rotanti.

L’ombra di Star Trek

Ovviamente sono andato a vedere l’ultimo film di Star Trek, ma ho aspettato un giorno e mezzo per poter digerire la visione prima di scrivere qualcosa.

JJ Abrams è un uomo di marketing dello show biz, l’ha dimostrato in varie occasioni ed è un furbacchione. Fino a un mese dal lancio del film ha spergiurato che non fosse un reboot della serie per avere il consenso dei fan più convinti (gli unici che pendevano dalla sue labbra da un anno e mezzo), che saranno pure dei rompicoglioni, ma sono anche quelli che tengono vivo il franchise con la partecipazione alle convention o con l’acquisto di merchandise spesso di pessimo gusto, ma tant’è: al cuor non si comanda.

Ad un mese dal lancio, JJ ha cambiato registro perché doveva rivolgersi a quanta più gente possibile e ha scoperto le carte. Un vero maestro della comunicazione, non c’è che dire: in altre epoche avrebbe avuto un posto di rilievo in un regime totalitario. Ma basta parlare di JJ.

Il film è simile a tanti altri del suo periodo, troppo simile. È spettacolare, scenografico, ci sono gli effetti della ILM, un combattimento con le spade, un vecchio saggio con le orecchie a punta, un pianeta di ghiaccio con dei mostri e una base… Dove ho già visto tutte queste cose in un film? Fosse stato girato qualche anno prima, avremmo avuto decine di scene in bullet time, ora abbiamo due ore di finti lens flare, anche quando non c’è nessuna sorgente luminosa che possa provocarli, ma tanto sono aggiunti in digitale.

Non si può dire che sia un brutto film, ma manca l’essenza di Star Trek. Mancano i messaggi al di là della spettacolarità, mancano i personaggi che non siano le caricature di quelli della Serie Classica, manca soprattutto uno spirito di corpo tra i marinai dell’Enterprise, che in questo film vanno d’accordo quasi solamente quando si baciano. Certo, non si può pretendere profondità da un film i cui dialoghi a volte sfiorano l’idiozia: «Io sono sulla navetta, tu no» «Io sono sull’astronave, non sono sulla navetta» «Ma tu dovresti essere sulla navetta non sull’astronave» «Invece sono sull’astronave e tu è bene che resti sulla navetta» «Ma se tu resti sull’astronave, non potrai più essere sulla navetta!» «Sono sull’astronave perché il mio posto è qui» (manco fosse una canzone dei Pooh). L’avevamo capito da subito che una era sulla navetta e l’altro sull’astronave senza bisogno che ce lo dicessero i dialoghi; dopo la seconda battuta in molti hanno sperato che Nero sparasse un siluro alla navetta per porre fine a questo strazio di dialogo. Purtroppo il nemico anche questa volta è un incapace, probabilmente è una clausola contrattuale. In undici film di Star Trek ci sono stati probabilmente tre cattivi decenti (V’ger, Khaaaaaaan e Gorkon Chang), forse è il tristo fato dei film della serie.

Molti si sono entusiasmati per le citazioni di altri film (altra moda del momento: i film che citano gli altri, praticamente dei patchwork cinematografici), ma Star Trek ci aveva abituato ed essere la fonte ciò che veniva citato per la profondità dei temi, peccato.

Quarant’anni fa Star Trek è stato ciò che, in un panorama di telefilm di pura azione, ha trattato lo spettatore da essere senziente; vent’anni dopo il franchise è riuscito in un’altra missione simile perché aveva ancora molto da dire a chi stava ad ascoltare. Evidentemente adesso Star Trek non riesce più in questa missione e lascia, fatalmente, lo spazio ad altri perché, come in biologia, se si lascia un vuoto, altri lo riempiono.

HyperTrek

HyperTrekPiccolo spazio pubblicità.

In agosto ho aggiornato il motore di HyperTrek, che ora è alla versione 2.0. La novità più evidente è il cambio della grafica standard: ho voluto un po’ decostruire l’interfaccia e togliere filetti, sfondi, retini e ammennicoli vari, vuoi perché oramai ce ne sono troppi nei siti, vuoi perché spero che una grafica così leggera sia più fruibile dai dispositivi portatili. La nuova grafica è figlia dell’uso massiccio di DIV e SPAN al posto delle tabelle, che sono state ridotte al minimo indispensabile. Le immagini della nuova grafica sono opera del vulcanico Sat’Rain, impagabile collaboratore del sito. Questa scelta mette a disagio chi usa ancora Internet Explorer 6, ma spero che gli utenti di questo browser pieno di vulnerabilità note a tutto il mondo aggiornino velocemente il loro programma.

L’altra novità è l’introduzione delle skin, ovvero la possibilità di cambiare aspetto dell’interfaccia in tempo reale. Sat’Rain ha disegnato a tempo di record una skin per i nostalgici conservatori amanti della vecchia grafica del sito. e probabilmente altre sono in arrivo. Rimanete sintonizzati.

La pagina delle news è finita nel riciclatore dei byte perché non ricade negli scopi di HyperTrek quello di fornire notizie dell’ultim’ora. Al suo posto ho creato un aggregatore di notizie che controlla ogni ora vari feed RSS dedicati a Star Trek e riporta le ultime notizie sulla pagina principale del sito. Questa soluzione asincrona (il task che scarica e analizza i feed RSS non è quello che visualizza le pagine) permette di eliminare la noiosa attesa che si aveva con la versione precedente quando la pagina di apertura del sito era rallentata dal caricamento delle notizie di altri siti.

Noterete anche che è sparito il parametro ndx dall’URL delle pagine del sito. Nella nuova versione l’indice da visualizzare viene gestito attraverso una sessione PHP. Questo permette di uniformare i link anche a favore dei motori di ricerca. Sempre in tema di uniformità, tutti i link che hanno come destinazione hypertrek.org vengono rediretti su hypertrek.info.