Clive Barker's Jericho

SPARATUTTO 3D, 2007, per Xbox 360 - sviluppatore: Mercury Steam - editore: Codemasters - distributore: Dde - giudizio: discreto

Jericho non è Undying. A parte il nome in calce di Clive Barker e la visuale in soggettiva, i due titoli hanno davvero poco in comune. Chi sperava di ritrovare in Jericho un videogame giocato essenzialmente sull’atmosfera, come Undying, deve invece accontentarsi di una più canonica svolta sul tema scenografico dell’azione. Meno avventura, insomma, e più sparatutto. Secondo quel leit motiv che vanta antesignani illustri anche al cinema, un esempio George A. Romero.

Stilisticamente, Jericho ricorda un po’ il suo La terra dei morti viventi, Blade II di Guillermo del Toro o Vampires di John Carpenter. Anche nel videogame firmato da Barker, prolifico scrittore dell’orrore e regista di Hellraiser, al centro delle vicende c’è una sorta di super squadra dei reparti speciali abbigliata con tute in pelle attillate. Si tratta del team Jericho, composto da sette esperti che non sono solo abili pistoleri. Ciascuno possiede infatti una facoltà particolare, che gli ha permesso di entrare nel Dipartimento di guerra occulta dell’esercito Usa.

 

Sebbene il gioco non indugi sulla descrizione dei protagonisti — preferendo l’intensità dei combattimenti -, la loro caratterizzazione rappresenta comunque un aspetto interessante della produzione. Sono tutti personalità problematiche.

Il sergente Wilhelmina Church è cresciuta in una setta cristiana del Tennessee. La famiglia credeva fosse in grado di compiere miracoli. Gli istruttori del governo le hanno insegnato a controllare la magia, ma i rituali restano dolorosi, perché serve che scriva i simboli arcani con il suo sangue. Frank Delgado, l’uomo arsenale del gruppo, ha stretto un patto con un antico spirito del fuoco, Ababanili. Ora quello spirito possiede il suo braccio destro, tramutato in un cannone incendiario le cui carni sono eternamente tormentate dalle fiamme.

Il caporale Simone Cole, un passato di autismo e frequentazioni precoci al Massachusetts Institute of Technology, è capace di alterare lo spazio e il tempo attraverso la cabala. È invece la telecinesi l’arte del tenente Abigail Black, un cecchino che dirige i suoi colpi con la forza del pensiero. Ottima cosa, non fosse per gli effetti collaterali dovuti allo sforzo, molto simili a quelli sperimentati dagli Scanners di Cronenberg.

Ci sono poi il capitano Xavier Jones, con il dono della preveggenza e della proiezione astrale; un prete, padre Paul Rawlings, che è un’enciclopedia ambulante sul paranormale; e il capo della compagnia, Devin Ross, guaritore degli altri, non di se stesso. Schiatta presto, ma torna subito in causa con un artificio narrativo, che è alla base delle logiche di squadra dello sparatutto, il quale costringe a passare continuamente da un personaggio all’altro, da un potere speciale all’altro, rianimando all’occorrenza i caduti.

 

L’obbiettivo è farsi largo tra i gironi infernali di Al-Khali, città dimenticata nel deserto mediorientale, dove si annidano le legioni del Firstborn, il primo tentativo abortito di creazione dell’uomo. Un cammino a ritroso in epoche diverse. Le guerre mondiali, le crociate, l’impero romano, i sumeri, fino all’origine di tutto, nel 4000 avanti Cristo. Proseguire il proprio viaggio significa immergersi in un mondo che a ogni tappa mostra segni più violenti della corruzione provocata dalla presenza del Firstborn, a cui i secoli hanno dato il tempo per plasmare le immagini cristallizzate delle antiche civiltà di Al-Khali con la sua follia.

È proprio questa follia, il cantico horror delle creature che popolano androni maledetti per il piacere blasfemo degli ancora più orribili lor signori (da sconfiggere nella classica alternanza di carne da macello e boss), l’elemento affascinante di un first person shooter dall’ambientazione curata, persino più di quanto non voglia far vedere, ma anche sofferente per uno sviluppo dell’azione ripetitivo e non così ispirato, mentre l’incubo, figlio delle malate fantasie di Barker, rimane sfocato sullo sfondo.

Autore: Riccardo Anselmi - Data: 26 novembre 2007

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1 concordo appieno...l'ambientazione è meravigliosa, pennellata da effetti di luce bellissimi...troppo "piatti" i personaggi principali...i mostri sono orrorifici e l'azione è uno splatter puro (io ci metterei anche un po' di Gridhouse: Planet Terror e una serie di Tromate molto (involontariemente) esileranti). la firma di baker penso sia stata soprattutto una manovra commerciale(molte delle tematiche sono bakeriane, ma alla fine come dice bene il recensore, rimangono sfuocate sullo sfondo) deidicato a tutti coloro che non disdegnano della sana ultrraviolenza horror e che amano gli FPS lineari. una nota veramentenegativa il doppiaggio in italiano del gioco...voci piatte ed inespressive...meno male che ho la versione Usa che mi permette di "switchare" l'audio in inglese! magari era da implementare meglio la parte del gioco di squadra... Undying rimane insuperabile come atmosfere... Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 17:20 del 29-11-2007

2 Sono d'accordo con la maggior parte delle cose già citate nella recensione: ottima atmosfera, un pò horror e un pò trash, ottima grafica, e frenesia fps allo stato puro (certi momenti pure troppo :lol: ). E concordo sul menzionare la ripetitività come grosso limite di questo Jericho. Però secondo me 3 stelline le merita, perchè comunque diverte a fondo con la sua natura volutamente spaccona e poco impegnata. l'ho detto più volte, se si fosse chiamato Jericho, invece di quel cacchio di Clive barker's Jericho tanto blasonato, l'hype sarebbe stato meno alto, e meno immotivato. :roll: Il nome di Clive barker ha fatto più danno che sponsor.

» postato da Darklight alle 00:25 del 30-11-2007

3 « l'ho detto più volte, se si fosse chiamato Jericho, invece di quel cacchio di Clive barker's Jericho tanto blasonato, l'hype sarebbe stato meno alto, e meno immotivato. :roll: Il nome di Clive barker ha fatto più danno che sponsor.» concordo per le tre stelline...ma il giudizio in questo caso è soggettivo, viso che per come mi ci diverto sarebbe stato da 4!!!eheheh per il fatto dell'hype non posso che concordare con LuceOscura....a volte il nome blasonato non è sempre un vantaggio... Ciauzzzzzzzzzzz

» postato da cateye10 alle 08:51 del 30-11-2007

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