Abbonati a Delos Science Fiction

Intervista con William Gibson

inizio - pagina 2 di 3 - continua

Cosa pensa delle etichette, della fantascienza "tradizionale", del, "cyberpunk"...?

Sono molto in dubbio davanti alle etichette. Non sono mai stato interamente soddisfatto né con "fantascienza", né con "cyberpunk". Ammiro gli scrittori come Thomas Pynchon e William Burroughs il cui lavoro mi ha suggerito che elementi di fantascienza sono ora strumenti necessari per ogni profonda ricerca della realtà contemporanea. Il nostro mondo è diventato fantascienza.

Quale dei suoi lavori considera maggiormente profetico?

Non credo che la mia funzione sia di quelle da profeta. Al momento faccio persino fatica a vedermi come futurista. Penso che la mia funzione coinvolga le interrogazioni della realtà contemporanea con alcune tecniche associate al profetico. Tra i miei libri il preferito è "The Difference Engine", perché realizza le sue interrogazioni in maniera metodica.

Da quale opera ha tratto maggiori soddisfazioni?

Anche in questo caso si tratta di "The Difference Engine". E' l'unico dei miei libri che rileggo per puro piacere.

Nel suo ultimo romanzo "Virtual Light" (pubblicato da Mondadori: Luce Virtuale) parla di gioventù bruciatatra le rovine tecnologiche di una civiltà consumistica. Da dove attinge per ottenere la rabbia e la frustrazione che descrive?

Per molta gente vivere oggi nel nostro mondo è sicuramente un incubo. Non certo in Vancouver o Roma, ma noi siamo (al momento) i più fortunati. In una certa misura scrivo come se fossi in circostanze meno privilegiate.

Da dove nascono personaggi atipici come Turner, il Samurai cibernetico che appare nel suo secondo romanzo "Count Zero"?

Il personaggio fu un vero e coscienzioso sgretolamento del mito dell'eroe americano. In effetti viene letteralmente distrutto (con una bomba) nelle prime righe e successivamente ricostruito da operazioni chirurgiche che sostituiscono i suoi occhi e i suoi genitali con quelli di qualcun altro. (Di chi? Turner non pensa mai di chiederlo.)

Gli scrittori americani sono gli indiscussi leader di romanzi, dalla fantasy a giallo. Quali sono le ragioni di questo successo, secondo lei?

Con l'inglese (scusatemi) la lingua franca del mondo post-bellico, gli scrittori americani con la loro vasta economia di mercato sono stati in grado di assicurarsi una larga fetta del mercato globale. Personalmente, in questo periodo, quando cerco un'esperienza di lettura soddisfacente tendo verso gli scrittori britannici.

Quale lavoro avrebbe voluto fare se non avesse ottenuto successo con i suoi romanzi?

Se non avessi fatto questo lavoro penso che starei probabilmente lavorando in una libreria. Per natura non sono una persona estremamente ambiziosa e i miei libri sono andati oltre le mie migliori aspettative. A questo punto la mia ambizione è sforzarmi di ignorare l'intero "business" del successo e semplicemente cercare di scrivere i libri che voglio scrivere.

(Versione integrale dell'intervista apparsa sul quotidiano "L'Avvenire" il
18/2/94.) (c) Luigi Pachì e Franco Forte

Apparso su Delos Cyberzine n. 1, dicembre 1994.

inizio - pagina 2 di 3 - continua
Autore: Franco Forte e Luigi Pachì - Delos Science Fiction 95 - Data: 20 novembre 2004

Vota questo articolo

Voti dei lettori

ancora nessun voto

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Gran bella intervista... recuperata a 7 anni di distanza; i posteri diranno che oggi (23 anni prima del 2035 dell'ambientazione del Neuromante...) stiamo vivendo nel "prequel" dell'era Cyber... mi dispiace tanto di essermi perso William Gibson per strada, 10 anni fa leggevo le sue opere, poi l'ho perso dopo American Acropolis ("All American Party"), cmq sono d'accordo con lui il 2035 rischia di essere molto più strano di quello che ci aspettiamo, forse più "fashion" e meno brutto e sporco, con tanti iphone, ipad e via dicendo, non so se nei suoi nuovi romanzi, da l'Accademia dei Sogni in poi, Gibson racconti questo; leggendo qua e là mi sembra che si sia sempre più rivolto verso il presente che verso il futuro... posso dire che peccato!?

» postato da Micronaut alle 09:18 del 06-02-2012

2 «Gran bella intervista... recuperata a 7 anni di distanza» In realtà -17- anni di distanza. S*

» postato da S* alle 10:18 del 06-02-2012

3 « cmq sono d'accordo con lui il 2035 rischia di essere molto più strano di quello che ci aspettiamo, forse più "fashion" e meno brutto e sporco, con tanti iphone, ipad e via dicendo, non so se nei suoi nuovi romanzi, da l'Accademia dei Sogni in poi, Gibson racconti questo; leggendo qua e là mi sembra che si sia sempre più rivolto verso il presente che verso il futuro... posso dire che peccato!?» Da Aidoru in avanti i suoi romanzi sono focalizzati su un presente o un futuro dove i lavori e gli stili di vita sono fortemente influenzati dal "brand", in particolare quello informatico:insomma meno sporchi e cattivi e piu' fetenti e "aziendalizzati". Il fatto e' che Gibson ha uno stile talmente particolare e riuscito che quando racconta le sue storie quello che e' gia' realta' sembra finzione ben raccontata, in un rimescolamento di previsioni e presente suggestivo ed intrigante.

» postato da Davide Siccardi alle 13:50 del 06-02-2012

4 ««Gran bella intervista... recuperata a 7 anni di distanza» In realtà -17- anni di distanza. S*» Pensavo che l'intervista fosse del 2004!... 17 anni è un sacco di tempo, eppure quello che Gibson dice mi sembra ancora valido. « Il fatto e' che Gibson ha uno stile talmente particolare e riuscito che quando racconta le sue storie quello che e' gia' realta' sembra finzione ben raccontata, in un rimescolamento di previsioni e presente suggestivo ed intrigante.» Come dicevo, poco dopo lo Sprawl mi sono fermato... per quanto riguarda quello che ho letto, concordo con te sulla sua capacità di Gibson di presentare in modo "suggestivo ed intrigante" anche la realtà attuale; un esempio su tutti che mi viene in mente: "Tredici immagini di una città di cartone"... :arrow:

» postato da Micronaut alle 17:53 del 06-02-2012

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.