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È forse per questo che la fantascienza è vista con sospetto da molti nella comunità letteraria che ha spesso pubblicizzato la spiacevole nozione di “verità eterne”, che la natura umana non può o non dovrebbe cambiare. Scrittori autorevoli sostengono che siamo esseri statici e che i bambini devono ripetere gli errori che hanno commesso i loro genitori, all’infinito. Ma poiché la letteratura dovrebbe, idealmente, istruire, muovere e trasformare le menti con nuove intuizioni, questa idea fissa sulle “verità eterne” riflette soltanto una intrinseca perdita di fiducia nel potere stesso della letteratura.La fantascienza crede invece che gli esseri umani possono rinnovarsi. In realtà, la maggior parte delle storie sono alquanto provocatorie al riguardo, in quanto ammoniscono sui fallimenti o gli effetti negativi che derivano dalla trasformazione. Ma tali avvertimenti portano con sé l’idea implicita che questa può essere fatta anche bene. Se, ad esempio, diamo retta a racconti lungimiranti!
La fantascienza sembra essere in declino in Occidente, dove è nata. Ma sta crescendo rapidamente in Cina e in Oriente. Forse è anche la letteratura della fiducia in se stessi. Forse popolazioni più vecchie non si appassionano più alle avventure fantastiche di possibili incontri con gli alieni. Questo può essere piuttosto un tratto caratteristico di culture più giovani e vigorose. Spero di approfondire l’argomento quando sarò in Cina
per l’anno asiatico della fantascienza nel 2007.
Non ho un modello preciso che mi guida. Qualche volta è un sogno o una frase o un’idea scientifica o un personaggio.
Come ogni altro genere della narrazione umana, la fantascienza ha uno spettro molto ampio in termini di qualità e intensità, che va dal divertimento leggero di Star Wars alle esplorazioni più profonde e oscure di George Orwell, Aldous Huxley e Mary Shelley. Paul Anderson è stato il più grande narratore. Frederik Pohl ha esplorato le idee. Umberto Eco ci ha mostrato come la lotta per la verità, per la luce vada ricercata molto indietro nel tempo. John Brunner si è concentrato sul futuro prossimo e Alice Sheldon sulle nature frammentate, incrinate.
È un esperienza interessante: viaggio in giro per il mondo tenendo conferenze sul futuro. Ho, però, una nuova azienda di software (una molto piccola), a cui dedico parte delle mie attività scientifiche. Insomma, in una parola, mi tengo occupato.
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