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Il sogno transumanista di Johnny Mnemonic

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Centrale è il rapporto che sussiste tra corpo umano e tecnologia, tra organico ed inorganico


Una scena da Johnny Mnemonic
che si snoda in modo controverso ma non dualistico. I transumanisti di norma sono a favore dell'utilizzo delle tecnologie emergenti, inclusa l'ingegneria genetica applicata sull'uomo, la crionica (ibernazione), e gli usi avanzati dei computer e delle comunicazioni come parti integranti del vissuto quotidiano: il corpo comincia ad inglobare tecnologie meccaniche e cibernetiche che diventano un'effettiva estensione delle capacità fisiche e cognitive. Tale dottrina filosofica di stampo progressista si propone di elaborare, studiare e promuovere le tecnologie finalizzate al superamento dei limiti umani. Per superamento si intende la limitazione o l'eliminazione di processi naturali come l'invecchiamento, la malattia e la morte, nonché l'aumento delle capacità intellettuali, fisiche e psicologiche dell'uomo.

 

Ponendo grande enfasi sul ruolo emancipatore della scienza, della tecnica e delle libertà civili, i transumanisti partono dal presupposto che l'essere umano non è il prodotto finale dell'evoluzione ma un essere senziente destinato ad evolversi ulteriormente. Si notano subito elementi di continuità ed innovazione, come nota Riccardo Campa. L'uomo è da sempre in lotta con la propria condizione e se c'è una costante nella storia è proprio il tentativo di modificare la natura a proprio vantaggio.

 

Il transumanesimo, riferisce Campa, si pone coscientemente nel solco di questa tradizione ma si spinge oltre: già altre ideologie progressiste come l'illuminismo o il positivismo avevano promosso questo atteggiamento ma il transumanesimo riconosce all'uomo non solo il diritto di migliorare l'ambiente circostante ma anche se stesso. A questo punto non passiamo non parlare di etica, un dibattito aperto che coinvolge non solo il transumanesimo ma ogni applicazione della scienza sull'essere umano. Sarebbe banale esaurire la questione semplicemente prendendo atto del fervore transumanista nei confronti del perfezionismo; sebbene l'idea di progresso proietti nel futuro ombre e luci di una “tendenza” che è globalmente accettata, quella rivolta al miglioramento, dobbiamo soffermarci a valutarne le reali conseguenze. Nel testo di Riccardo Campa, Etica della Scienza pura, il filosofo mantovano sposta l'attenzione dalla bioetica e le nuove tecnologie sulla scienza pura, ossia sul valore intrinseco della conoscenza al di là delle possibili applicazioni. È evidente che esso non può non avere un impatto sul dibattito bioetico ma l'autore si impegna a ribadire che la verità scientifica è un valore in sé. Dal punto di vista filosofico potremmo dunque sostenere che etica e scienza sono ideologicamente correlate se consideriamo la seconda come un principio integrante della prima: etica della scienza pura significa dunque difendere la libertà della ricerca scientifica, fondata sulla riscoperta dei caratteri tipici della tradizione occidentale. In altre parole risulta essere l'esatto contrario di ciò che intendiamo quando parliamo invece di etica della scienza. “Chi parte dal presupposto che la scienza è contro il bene dell'uomo e che l'etica deve perciò essere contro la scienza, dovrebbe a nostro avviso denominare diversamente la propria prospettiva disciplinare. Suggeriamo tre denominazioni: etica dell'antiscienza,; antietica della scienza; etica dell'ignoranza scientifica”, afferma Campa, impegnandosi dunque in una minuziosa dissertazione sulla storia del pensiero scientifico, confutando e confrontando posizioni e principi prima ignorati. La filosofia di Riccardo Campa, espressione del movimento transumanista italiano, risulta essere dunque interessante per chiunque voglia approfondire l'argomento e sondare nuove posizioni. La fantasia gibsoniana e le controversie che gravitano attorno alla dottrina transumanista tornano a farsi sentire con le recenti scoperte dei ricercatori della Brown University che, in collaborazione con altri atenei e con la società privata Cyberkinetics-Neurotechnology Systems, stanno compiendo passi da gigante verso l'interfaccia neuronale definitiva.

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Autore: Elisa Ciambelli - Delos Science Fiction 111 - Data: 1 febbraio 2009

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Commenti

1 Articolo notevole e conclusioni condivisibili al 99%. Propenderei maggiormente verso una partecipazione attiva nel processo di dispiegamento della nuova frontiera, piuttosto che per la sua semplice constatazione a danze concluse. Ma in un mondo connesso a livello interstiziale e nella prospettiva (marxianamente accettabile) di un progresso evolutivo perdurante, il coinvolgimento è qualcosa che prima o poi dovrebbe comunque scattare. I miei complimenti all'autrice! X

» postato da X alle 02:01 del 01-02-2009

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