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Cyberpunk e altre connessioni della Sezione Pi Quadro: Intervista a Giovanni De Matteo

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Nel romanzo, quindi, la tecnologia ha permesso progressi inconcepibili: la Sezione Pi-Quadro è uno dei prodotti della Singolarità, un corpo di polizia internazionale formato da agenti speciali che si sono sottoposti a un trattamento nanochirurgico e all’impianto di protesi neurali, un equipaggiamento che gli consente di passare allo scanner le memorie recenti delle vittime su cui si trovano ad investigare. Ma questi stessi agenti vengono guardati con sospetto dall’opinione pubblica, che gli ha affibbiato un nomignolo che echeggia tabù e vuol essere un omaggio a Gibson: “necromanti”. L’inasprimento delle tensioni sociali di fronte a un quadro politico sostanzialmente immobilizzato, è uno dei tanti aspetti che la lotta assume in questo mondo. Non tutte le coscienze sono sopite, insomma, e come dicevo sopra la città vive in uno stato di costante allarme. E su un diverso piano anche Briganti

ingaggia la sua personale lotta, che non è solo per la verità, per quanto necessaria in un romanzo congegnato con i meccanismi del poliziesco. La sua è soprattutto una battaglia contro il tempo, per mantenere vivo un ricordo che rischia la dissoluzione. In Sezione π2, il tema della memoria gioca un ruolo centrale. È da lì che prendono avvio le indagini dei necromanti della Pi-Quadro, ma la memoria con cui Briganti avrà l’obbligo di confrontarsi è di duplice natura: personale, come cittadino e padre, e professionale, dal momento che lo porta a scavare nella vita del suo defunto superiore, un uomo che è stato anche il suo modello di vita. In entrambi i casi è innegabile un comune fattore umano. In fondo non è stato Gibson a dire che “siamo una strana specie che costruisce strani manufatti tesi a rispondere al flusso naturale del dimenticare”? Sono parole che sottoscrivo in pieno. Memoria e tempo viaggiano sulla stessa direttrice, ma seguendo direzioni opposte. La preservazione della memoria e la capacità di valorizzare (e spesso anche alterare inconsciamente) i ricordi sono tra le caratteristiche più elevate sviluppate dalla nostra specie.

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Autore: Salvatore Proietti - Delos Science Fiction 103 - Data: 4 novembre 2007

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