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Ian Watson
Per quanto riguarda la narrativa breve Watson è uno di questi, della sua ampia produzione di racconti e romanzi brevi (la Multimedia Encyclopedia of Science Fiction, parla di oltre cento titoli) cosa è giunto in Italia? Poco e mal distribuito. Nato nel 1943, Watson fa il suo esordio nel 1969. Stiamo parlando di un autore inglese e questo sarà molto evidente nel momento in cui andremo a parlare delle opere, anche se bisogna dire che nel tempo, la differenza tra la corrente americana e quella inglese della fantascienza è andata via via sfumando. Tra gli altri tratti salienti possiamo riportare che è stato docente di lingua e letteratura inglese e di futurologia e che all'attività di narratore ha costantemente accompagnato quella di critico e saggista. Stiamo parlando quindi di un autore di un certo spessore. Watson è un autore multiforme, i suoi interessi sono vari, ma mai legati alla pura e semplice avventura escapista. Watson è esplicitamente un autore di idee e la sua adesione alla fantascienza non è casuale. La fantascienza è per l'appunto, come lui stesso ha dichiarato (www.ansible.demon.co.uk/writing/iwatson.html), una letteratura di idee. Non che questo automaticamente significhi che ci troviamo di fronte ad opere noiose. Tutt'altro. E' difficile dare conto di tutti i temi che possono essere ritrovati nell'opera di Watson. Tra i più importanti: il problema della percezione della realtà, se esista o meno una realtà oggettiva o se questa dipenda dal linguaggio che la descrive; il problema della trascendenza, in particolare verso una realtà maggiormente compiuta; la memoria.
Le opere più rappresentative
In ogni modo Watson è maggiormente noto per i suoi romanzi: a cominciare da quello che gli ha dato la notorietà e che alquanto enfaticamente lo ha fatto dichiarare dalla critica inglese il successore di H. G. Wells: The Embedding, del 1973. Il focus del romanzo è intorno al linguaggio: un gruppo di bambini viene allevato con un linguaggio artificiale, nel tentativo di trasformare la loro percezione della realtà, ma stranamente questa lingua è molto simile a quella parlata da una tribù di indiani dell'Amazzonia durante le estasi indotte dalla droghe. Su questa premessa abbiamo l'innesto dell'arrivo degli alieni, disposti a commerciare in cervelli in grado di parlare le varie lingue dell'umanità. Nel romanzo successivo, The Jonah Kit (1975) assistiamo alla mutazione delle balene in qualcosa di alieno in seguito all'acquisizione di una consapevolezza umana. Questo è uno dei motivi cardine dell'opera di Watson, il passaggio a uno stato superiore e spesso lo si può ritrovare nei racconti o nei romanzi, anche diversi tra loro. Importante è Miracle Visitors (1978): apparentemente, nel nostro immaginario, dominato dalla serie televisiva X-files il romanzo potrebbe sembrare scritto ad imitazione di questa; ma non dimentichiamo che stiamo parlando di più di venti anni fa. Allora la fantascienza aveva troppa paura di essere associata a "quelli dei dischi volanti" per civettare con gli UFO, e infatti se andiamo alla ricerca di racconti riguardanti non tanto gli alieni o i primi contatti, ma in cui si trattava il problema degli UFO in termini realistici, ci troviamo di fronte a una manciata di titoli. Nel romanzo di Watson, la ricerca di contatti UFO porterà a una conclusione sorprendente: la loro stessa presenza conduce a una trascendenza che induce a superare le leggi fisiche, passando in uno stato di realtà superiore. Possiamo saltare qualche anno e arrivare direttamente alla cosiddetta trilogia della Corrente Nera: The Book of the River (1984), The Book of the Stars (1984) e The Book of Being (1985), poi riuniti nel 1986 sotto il titolo The Books of the Black Current. I protagonisti dei tre romanzi sono due: Il fiume che divide il mondo in due e che forse è un'entità senziente e Yalen, che seguiamo dall'adolescenza sino all'età matura in un percorso di vita che attraverso vari stati di passaggio, richiederà anche la morte e la rinascita. Sopra il mondo di Yalen si stende il conflitto tra il Serpente e la Mente Divina e Yalen nei tre romanzi finisce per divenire strumento della corrente nera contro i piani della Mente Divina che apparentemente ha per scopo la fine del genere umano, ma sarà veramente così? La trilogia è forse il luogo più emblematico per conoscere Watson, la sua capacità evocativa ma anche la sua abilità nel disciogliere il contenuto "filosofico" in una narrazione sempre interessante e mai banale o scontata Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto. |