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FANTASIA E NUVOLE |
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Violento, brutale, dai modi rozzi e volgari, Lobo si mette in testa di voler essere l'unico esponente della propria razza, nella quale proprio non si riconosce. Crea in un lurido laboratorio uno strano tipo di insetto, simile a uno scorpione, in grado di provocare lentamente la morte dei czarniani. Lobo ne è ovviamente immune, essendo fisicamente e geneticamente diverso dai propri malcapitati simili. Mentre cinque miliardi di alieni muoiono agonizzando, Lobo se ne sta nel suo balcone bevendo birra e strimpellando brani trash metal con la sua chitarra elettrica. Con rabbia, il nostro scopre che anche la sua maestra, la signorina Tribb, è immune al morso delle pestifere creature e si preoccupa di sistemare la questione entro breve (esattamente nel quarto numero della prima miniserie, L'Ultimo Czarniano).
Questo essere amorale, assassino della propria razza, dedito alle donne e all'alcol ha una speciale passione per i delfini, che ama e dai quali è stranamente ricambiato (contrariamente a tutte le creature dell'Universo, decise a farlo fuori).
Lasciato il pianeta morto di Czarnia a bordo di una potente moto cosmica, Lobo comincia a lavorare come cacciatore di taglie e assassino a pagamento per qualche tempo, bivaccando qua e là, provocando risse e facendosi odiare praticamente da tutti. Ma la sua vita non ha un vero senso finché Garryn Bek, leader del gruppo paramilitare L.E.G.I.O.N. non si imbatte in uno dei suoi adorati delfini spaziali. Lobo lo vuole morto ma Vril Dox, amico di Bek, lo sfida. Se Lobo perde si unirà all'esercito e suoi adorati delfini avranno cure e cibo per sempre. Lobo accetta senza pensarci troppo. Proprio mentre i due lottano e Lobo sembra avere nettamente la meglio, un meteorite colpisce accidentalmente la stazione radio della Cosmic Rock Zombie. La musica che per anni ha infestato il repellente cervello di Lobo cessa e con essa gran parte dello spirito guerriero del nostro (e la sua abilità rigenerante). Bo', privo della motivazione musicale che lo ha spinto a maltrattare tutti dal giorno della sua nascita, perde miseramente la lotta con Dox. Il suo posto è ora fra i L.E.G.I.O.N.
Bombardamenti, stermini, tonnellate di munizioni a disposizione e tanto, tanto sangue da versare: per un po' la vita miliare lo soddisfa pienamente e il nostro Bo' crede di aver trovato finalmente il giusto posto nella grande bacheca della vita. Mentre L'Uomo è impegnato in pericolosissime missioni e spargimenti di sangue vari, Dox prende il posto di Bek al comando della forza L.E.G.I.O.N. e vede nel selvaggio czarniano una possibile minaccia.
La causa di Dox & Co. (che tra l'altro Lobo ha sempre ignorato quale fosse) si sfalda in mere utopie e la forza si scioglie. A continuare il sogno sarà il figlio di Dox che fonderà i R.E.B.E.L.S.
Lobo ne fa parte per qualche tempo poi viene espulso per comportamento scorretto. Decide quindi di riprendere il vecchio lavoro di cacciatore di taglie e al momento vaga per il cosmo, altamente suscettibile e squisitamente attratto dalle risse nei bar.
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Keith Ian Giffen è nato il 30 novembre del 1952 nel New Jersey. In una intervista ha affermato che gli elementi che hanno maggiormente influito sulla propria carriera sono stati Jack Kirby, Alex Toth e il denaro. Particolarmente attratto dall'ultraviolenza e anticonformista, ha speso molto del suo tempo a creare visivamente il personaggio di Lobo dopo aver lavorato ad alcune importanti produzioni DC Comics come Superman e Batman, oltre a una lunga parentesi alla Marvel come disegnatore dei Fantastici Quattro. Nel 1981 propone a Slifer degli schizzi preparatori per una serie di fantascienza DC che non verrà mai completata. Dai ritagli di quel progetto nasce Lobo. Quando nel 1992 l'idea Image Comics si concretizza, Giffen è attratto dalla possibilità di produrre i propri lavori liberamente. Nel 1995 crea The Trencher, serie fantascientifica umoristica molto particolare che non verrà mai pubblicata in Italia e nel 1996 Images of Shadowhawk, una sorta di futuro alternativo incentrato sul personaggio di Jim Valentino. Deluso dalla mancata risposta del pubblico nei confronti della sua opera, Giffen si prende un periodo di pausa e ritorna nel 1997 scrivendo la serie di Erik Larsen (creatore di The Savage Dragon) Freak Force. Il fumetto, pubblicato in Italia dalla Star Comics sul mensile Spawn & Savage Dragon, non entusiasma i lettori. Giffen ritorna quindi ad occuparsi della creatura che lo ha lanciato nel mondo dei comics coadiuvato ai testi da quello che si può definire a tutti gli effetti il terzo "papà" di Lobo: Alan Grant.
Infarcito di umorismo nero e velenoso, Grant porta la serie ad una seconda nascita rielaborando il background e sbattendo l'Uomo ("Main Man" in originale) all'interno di incredibili avventure stracolme di invenzioni geniali. Lo sceneggiatore dai trascorsi illustri (famoso il suo lavoro per il Cavaliere Oscuro e per la J.L.A.) chiama l'amico Simon Bisley, visionario cover artist e disegnatore underground americano per una serie di progetti speciali legati al cattivissimo czarniano (in realtà il cartoonist aveva già collaborato con la coppia Slifer & Giffen in precedenza). Bisley (autore del delirante concept graphic di Heavy Metal F.A.K.K. 2) mette a disposizione della serie tutto il suo talento e vincendo la lentezza che lo contraddistingue illustra le copertine e alcuni numeri speciali.
Nel 2000 il successo della serie viene consacrato dall'uscita della serie animata targata Warner Bros dedicata al personaggio. Nell'imminente futuro è previsto il primo film di Lobo, giunto pare alla fase del casting.