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Quello che più ho trovato straordinario è quanto, anche per uno straniero come me, negli Stati Uniti ci siano davvero tante occasioni di lavoro, molte delle quali strettamente correlate alla mia passione per lo spazio e le tecnologie spaziali. Forse questa mia percezione è in qualche modo influenzata dalle mie origini sarde, provenendo da una regione generosa in bellezze naturali, ma purtroppo avara in termini di occasioni lavorative e di opportunità. Sta di fatto che la maggiore dinamicità del sistema americano consente a una persona piena di determinazione come me di raggiungere qualche piccolo grande traguardo con nuove possiblità che si stanno via via concretizzando per l'immediato futuro. A tale riguardo devo anche sottolineare che, pur provenendo non certo da una famiglia facoltosa, ho potuto seguire e cercare di realizzare il sogno di andare negli Stati Uniti e lavorare in progetti d'avanguardia nell'esplorazione umana dello spazio grazie ai miei stupendi genitori e a un fratello più giovane (e molto più capace di me). Non si realizzano piccoli e grandi sogni senza altre persone sempre pronte a starti vicino entusiasticamente e nonostante le inevitabili sfide e difficoltà.

Penso che l'esplorazione e la colonizzazione umana del Sistema Solare e magari anche della nostra galassia e forse oltre, siano un'occasione irrepetibile per legare il progresso morale, sociale e tecnologico non più a sanguinose guerre e conflitti, ma a una missione comune e di fratellanza, animata dal desiderio di conoscere e capire di più non solo l'universo attorno a noi, ma sopratutto noi stessi. Oltre a tutte le scoperte e invenzioni che vengono e verranno dall'esplorazione umana dello spazio, il risultato che più importa è l'acquisizione di una maggiore consapevolezza del nostro ruolo nell'universo. In altre parole, l'esplorazione dello spazio porta e porterà non solo sensibili e duraturi miglioramenti nella nostra vita quotidiana, ma anche e soprattutto ci doterà di ulteriori strumenti, idee e teorie sui significati più profondi della nostra esistenza, di quel mistero che chiamiamo vita, che sembra sfidare ogni legge nota della fisica e che — nonostante cio' — rende la nostra esperienza umana così straordinaria e irripetibile. E' questo il motivo per cui credo che non ci sia niente di più audace e importante, niente che valga più la pena, dell'esplorazione dello spazio.
2 se bush quei soldi li spendesse, ad es, per medicinali generici per il terzo mondo, invece di sostenere le industrie che fanno causa alle aziende che, legalmente li producono in loco, ecc ecc ecc... ecco, questa sarebbe davvero FANTASCIENZA (scusate)
» postato da tzenobite alle 20:07 del 26-09-2006
3 «Ecco perché la nostra tuta è diversa da quelle che vediamo usare dagli astronauti in orbita nello Space Shuttle e nella Stazione Spazione Internazionale »
Stazione Spazione Internazionale? ![]()
» postato da Sim Dawdler alle 14:42 del 16-11-2006
4 Spezzo una lancia in favore di Sau. Difende Bush solo per quello che riguarda la sua politica nei riguardi della NASA. Non mi sembra di leggere da nessuna parte una difesa della sua politica estera. Mi viene da pensare che l'antipatia per il personaggio vi impedisca di valutare obbiettivamente quel (poco?) di buono che ha fatto.
» postato da Capt. Crik alle 15:06 del 16-11-2006
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1 George Bush ha fatto un ottimo lavoro? Mah... se quei soldi che spende per guerre personali e per "esportare democrazia" li usasse in altri progetti, per esempio l'esplorazione spaziale... allora sì che farebbe un buon lavoro. E speriamo che il governo americano non "esporti democrazia" anche sugli altri pianeti, quando sarà... D'accordo su tutto il resto, ma su Bush proprio no. Saluti
» postato da Zio Zofu alle 18:12 del 26-09-2006