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Un autentico "personaggio" insomma, Ernesto Gastaldi-"Julian Berry", e una scoperta per molti fra i nuovi lettori. E' un piacere e un onore ospitarlo su queste pagine; e ringrazio per tale esito un amico, Marino de Pascalis (ex barese da tempo residente a Roma; anch'egli da sempre appassionato fanta-lettore; mentre fanta-scrittore di romanzi ucronici si è rivelato solo da qualche anno): a de Pascalis devo il contatto con Gastaldi, che a sua volta molto gentilmente mi ha inviato materiale riguardante la sua attività e si è mostrato ben lieto di apparire su Delos.
Dunque, partiamo da Ernesto Gastaldi autore di fantascienza.
Da lui ho ricevuto un racconto, La fine dell'eternità (Asimov non c'entra), pubblicato negli Usa nel 1965 ma... inedito in Italia! (caso rarissimo, magari unico). Ho ritenuto inoltre, data l'estrema brevità del racconto, di offrire al lettore anche secondo un saggio più corposo delle caratteristiche di questo autore, riproponendo le prime trenta pagine del romanzo apparso su Urania, il già menzionato Iperbole infinita.
Infatti ho trovato tuttora interessante questa storia, per più d'un motivo. Anzitutto rassicuro il lettore su un fatto: benché si tratti di un brano tronco è un pezzo di estrema leggibilità, e soprattutto riesce nell'intento di fornirci un'idea di com'era una certa nostra fantascienza degli albori. Una narrativa giovane, ancorata di solito a stilemi Usa, ma in cui ricorrevano anche temi quali la civiltà degli Atlantidi, o scene di "fanta-preistoria" (un po' sulla scia di L.R. Johannis, Peter Kolosimo e altri scrittori-pionieri degli inizi). Alcuni di questi elementi, e altri ancora, si ritrovano nel romanzo di Berry-Gastaldi. Per vari anni, a pag. 2 Urania pubblicò un brano che presentava il romanzo (un po' come in una IV di copertina). Credo possa essere interessante riproporre di seguito ciò che veniva scritto per Iperbole infinita:
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