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a cura di Alessandro Vietti e Emiliano Farinella

Siamo soli nell'universo?
Ricerca della vita e dell'intelligenza extraterrestre e metodo scientifico

Giancarlo Genta, professore di Progettazione e Costruzione di Macchine presso il Politecnico di Torino, membro corrispondente dell'Accademia Internazionale di Astronautica e direttore del centro SETI Italia, il progetto per la ricerca della vita extraterrestre, illustra perché ritiene che la Terra sia per l'uomo una "culla troppo stretta" e che il nostro destino sia nella colonizzazione dello spazio.

L'uomo ha faticosamente preso coscienza dell'universo che lo circonda, e lentamente le sue prospettive si sono ampliate dalle immediate vicinanze del suo luogo di residenza alle immensità del cosmo come noi oggi lo concepiamo. Man mano che si rendeva conto della vastità dell'Universo, iniziò a chiedersi se la Terra è un'isola di vita in mezzo ad un oceano di materia inanimata oppure se altri esseri viventi, magari altri esseri intelligenti ed autocoscienti, popolano le vastità del cosmo.

Questa domanda non ha ancora trovato una risposta definitiva. Essa tuttavia è diversa dalle altre domande che l'uomo si pone sui fini ed il significato della vita, in quanto è suscettibile di essere affrontata con il metodo scientifico. Se infatti in passato le discussioni riguardanti la diffusione della vita nell'universo e l'esistenza di intelligenze extraterrestri erano sostanzialmente confiniate all'ambito filosofico o spesso teologico, oggi l'argomento è oggetto di serie indagini scientifiche che potranno, in futuro, dare risposte certe.

La vita al di fuori della Terra ed il suo sviluppo sono l'oggetto di studio della bioastronomia. Qualche critico ha messo in dubbio che la bioastronomia sia una vera propria scienza e l'ha definita come l'unica scienza che non ha un vero e proprio oggetto, in quanto non esiste alcuna prova che la vita extraterrestre esista veramente. Si tratta però di un'obiezione infondata, poiché la bioastronomia studia le condizioni necessarie allo sviluppo della vita (evoluzione chimica) e cerca di ricavare leggi generali per l'evoluzione dalle forme più semplici alle più complesse, il tutto in relazione alle conoscenze che l'astronomia e l'astrofisica stanno accumulando sulle condizioni che regnano sui diversi corpi celesti.

Negli ultimi quarant'anni l'uomo ha iniziato ad uscire dal proprio pianeta, ed ha visitato di persona il corpo celeste più vicino e, per mezzo di sonde automatiche, molti altri pianeti e satelliti del sistema solare. Tutti i pianeti che orbitano intorno al Sole, ad eccezione di Plutone, ed alcuni dei loro satelliti sono stati sorvolati da sonde e su alcuni di essi sono addirittura atterrati oggetti costruito dall'uomo. La tecnologia spaziale ha inoltre permesso di sistemare telescopi ed altri strumenti astronomici al di fuori dell'atmosfera terrestre, permettendo di riprendere immagini molto più dettagliate di quanto sia possibile ottenere da Terra. E' inoltre possibile studiare radiazioni di lunghezza d'onda diversa da quelle che riescono a filtrare attraverso l'atmosfera, essenzialmente limitate alla luce visibile e alle onde radio: accanto all'astronomia ottica ed alla radioastronomia sono nate l'astronomia infrarossa, quella basata sui raggi X e gamma, estendendo l'indagine astronomica a tutto lo spettro elettromagnetico.

 

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Autore: Giancarlo Genta - Delos Science Fiction 75 - Data: 20 novembre 2002

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