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a cura di Lanfranco Fabriani

Ursula K. Le Guin

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La consacrazione

La consacrazione per Ursula Le Guin arriva presto, tre anni dopo il suo esordio, con il romanzo The Left Hand of Darkness (La mano sinistra delle tenebre, Nord, 1984) premio Hugo e premio Nebula. E' la storia di un etnologo in visita al pianeta Gethen. I Gethiani sono ermafroditi, normalmente neutri e cambiano sesso nel corso del loro ciclo sessuale. Ma questo noi veniamo a scoprirlo nel corso della narrazione. Inizialmente li consideriamo molto vicini a noi, le differenze infatti si mostrano lentamente e questo progressivo svelamento costituisce parte integrante della narrazione. Noi e il protagonista scopriamo e comprendiamo le differenze mano a mano che l'incontro con la civiltà gethiana si approfondisce, e siamo costretti a cambiare le nostre convinzioni durante l'intero arco del romanzo. Il tutto scritto in una prosa di straordinaria forza evocativa.

 

Nel 1975, dopo ben due Hugo e un Nebula nel giro di due anni nelle categorie romanzo breve e racconto, la Le Guin bissa il successo della Mano sinistra con il romanzo The Dispossessed: An Ambiguous Utopia (Quelli di Anarres, Nord 1994, noto anche come I reietti dell'altro pianeta), premio Hugo e Nebula. Questo è forse uno dei romanzi di fantascienza più noti presso il grosso pubblico. La storia è presto detta, anche qui siamo davanti a un confronto: quello tra il pianeta Anarres, anarchico, ugualitario e Urras, quello capitalista per eccellenza. In questo caso il confronto è visto attraverso gli occhi di Shevek, un fisico costrettto a spostarsi da un mondo all'altro. Ma anche se cambia la professione del protagonista, non cambia il reale personaggio drammatico: il confronto, per l'appunto. Solitamente il romanzo viene visto come un confronto tra utopia e distopia, ma questo non è completamente esatto: nell'immaginario della Le Guin, spesso fondato su una divisione tra culture, raramente c'è un migliore e un peggiore, un superiore e un inferiore. Per la Le Guin il contrasto deve portare all'equilibrio, lo yang e lo yin, in una reciproca compenetrazione.

Ugualmente notevole la sua narrativa breve. Spesso si tratta di antefatti o storie collaterali ai romanzi, sarebbe però troppo lungo prendere in esame i singoli racconti, molti dei quali ormai classici della fantascienza.

Altra particolarità, che va messa in rilievo è la capacità della Le Guin di lavorare in contemporanea in due campi diversi, la science fiction e il fantasy. Nel campo del fantasy resta notevole il suo Ciclo di Earthsea: A Wizard of Earthsea,1968 (Il mago, Mondadori, 1998), The Tombs of Atuan,1971 (Le Tombe di Atuan, Nord 1989) and The Farthest Shore,1972 (La spiaggia più lontana, Nord 1989). I tre romanzi, ambientati in un mondo tratteggiato con poche parole ma grande realismo, dove la magia è perfettamente funzionante, narrano della vita di Ged, un giovane apprendista mago, dalla sua istruzione alla maturità e sino alla morte con un notevole potere evocativo. Il ciclo venne completato nel 1990 dal romanzo: Tehanu: The Last Book of Earthsea (L'isola del Drago, Teadue, 1995). Chi ha amato Harry Potter non potrà non amare il primo romanzo del ciclo, dove assistiamo all'istruzione del giovane Ged presso la scuola dei maghi.

Si ringrazia Ernesto Vegetti per l'uso del suo catalogo, gli errori sono naturalmente nostri, nelle citazioni bibliografiche, tranne che per la storia della pubblicazione in Italia, si è fatto riferimento sempre all'ultima edizione disponibile, sperando che fosse al tempo stesso la più facilmente reperibile.

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Autore: Lanfranco Fabriani - Delos Science Fiction 73 - Data: 20 settembre 2002

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