Sommario Delos 70

Memories of green
a cura di Vittorio Curtoni

Arditi dello spazio, a noi! (2/2)

Dopo mesi di assenza pienamente giustificata dalle colonne elettroniche di Delos (sono stato in giro per mezza Italia del nord, da Milano a Bologna, da Trieste a Bolzano, da Novara a Rovigo, sempre a predicare il verbo fantascientifico al popolo; okay, ho anche mangiato e bevuto un pochino. Pignoli), torno infine a raccontarvi tutto ciò che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere su Astrotau. Be', intanto vi ho lasciato respirare, no?

Eravamo rimasti alle lacrimevoli morti dei miei due robot, quello a pile e quello a pompetta, quando ero fanciullo imberbe; e avevamo concluso che il robot a pompetta mi era arrivato per posta grazie alla raccolta dei punti di Astrotau. Il Comandante in capo degli Arditi dello Spazio. Per me, all'incirca l'equivalente di quel che è oggi l'amatissimo presidente del club dei Jurassians, i fantascientisti nati prima del 1950, cioè l'Ugo Malaguti nazionale; anche se sono certo che Astrotau possedesse una panza di dimensioni notevolmente inferiori, e non fumasse o bevesse alcolici nella stessa misura di Ugo, ma son codeste quisquilie che non incidono sulla stoffa morale e sull'autorevolezza dei personaggi. Anzi.

Astrotau fu una brillantissima invenzione pubblicitaria della Perugina-Buitoni, azienda benemerita nel campo della fantascienza. Può anche darsi che le strategie contemporanee di pubblicità siano tanto intelligenti e creative, però di idee così fertili nella loro incontaminata ingenuità io sento la mancanza. Sarò idiota, o retrogrado. Poco mi cale. In soldoni, accadde che trovai sul Corriere dei Piccoli, al quale ero abbonato e che leggevo con religioso fervore (da piccolo ero leggermente integralista, lo devo ammettere), un tagliando da ritagliare e inviare per iscriversi al club degli Arditi dello Spazio. Da bravo bimbino qual ero, chiesi a mio padre il permesso di farlo. Egli, uomo di provata fede fantascientifica, mi rispose con la lapidaria frase: "Basta che non ci sia da pagare." Non c'era da pagare. Ritagliai, compilai e spedii. Divenni un aspirante Ardito. Correva l'anno di grazia 1959. Io avevo dieci anni, e il mio destino era già segnato.

Mi arrivò per posta un bustone gonfio che ricordo ancora con la bava alla bocca. Conteneva un sacco di materiale cartaceo del quale non ho nemmeno vaghe memorie, ma rimembro benissimo due cose: il pieghevole plastificato con il codice per decifrare i messaggi segreti di Astrotau, e la tessera di iscrizione. Sulla tessera erano stampati, racchiusi da piccoli rettangoli, i gradi da acquisire per salire nella scala della gerarchia astrotauica: Aspirante, Allievo, Cadetto, Ardito, Capogruppo. Avendo a disposizione la truppa umana necessaria, si potevano anche fondare gli "Equipaggi Astrotau", all'interno dei quali esistevano suddivisioni tra Piloti, Ufficiali di rotta, Radaristi, eccetera. Volendo, c'erano pure le Hostess, in una limpida dimostrazione di non maschilismo e oserei dire di superamento delle barriere sessuali tanto forti nell'Italia bacchettona di quell'epoca. Che gente, che idee progressiste.

Organo ufficiale del club era la rivista Astrotau, che arrivava a casa tutti i mesi e che io attendevo con un'ansia semplicemente indicibile: una pubblicazione a colori, all'incirca formato tabloid (un po' più piccola), col suo bravo romanzo a puntate (Appello alla Terra!, del celebre J. Donald Ross), le imprese di Timoteo Smile (l'eroe delle fette biscottate spaziali), gli articoli di divulgazione scientifica, i "Rapporti segreti dell'ufficio X" con storie vere di UFO, alieni, eccetera (è ovvio che quelli degli X Files hanno fregato l'idea lì), le storie paleolitiche di Fulgenzio il Cavernicolo, la posta del Club Spaziale, e in ultima pagina le avventure di Toni & Gina (Buitoni & Perugina, se rendo l'idea), gli intrepidi astronauti nemici giurati del perfido H. Lappia. E, ovviamente, i messaggi cifrati del Comandante Astrotau che, una volta decifrati, invitavano a comperare i prodotti dello sponsor...

Si ringrazia Andrea Jarok per le scansioni delle copertine dei due rarissimi numeri di Astrotau

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Autore: Vittorio Curtoni - Delos Science Fiction 70 - Data: 20 ottobre 2001

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Commenti

1 Quante cose mi hai fatto venire in mente! L'unica differenza è che Astrotau lo scoprii sul Giorno dei ragazzi, dove c'erano le avventure del mitico Dan Dare. Quanta ingenuità, quanta immaginazione sprecata, quanti sogni rivelatisi irrealizzabili. Oggi sostituirei "arditi dello spazio" con "pezzenti dello spazio". Ciao e grazie per i ricordi sopiti risvegliati.

» postato da mordicchiolo alle 11:21 del 25-02-2006

2 Ho letto, navigando su Internet (forse con un ritardo di anni) il ricordo scritto da Vittorio Curtoni su Astrotau. Mi ha fatto riemergere un bel ricordo: anch'op, come lui, ero abbonato ad Astrotau, anch'io come lui abitavo in un piccolo comune (Mombercelli) dove mio padre faceva il segretario comunale e, nel leggere quanto scrive, mi sono ricordato di quel pacco arrivatomi da Astrotau e delle riviste che, per un po', ho ricevuto. E che, ahimè, non ho più, sparite in uno dei tanti traslochi che la mia famiglia ha fatto. Tutto qui. Mi è riemerso un bel ricordo. Mi piacerbbe ritrovare qualcuna di quelle riviste di Astrotau. E' possibile? Qualcuno sa dirmi dove posso trovarle? Sarebbe bello. Grazie di cuore.

» postato da argo12 alle 13:53 del 30-03-2007

3 Prova su ebay. Io li ho visti un paio di volte. Può darsi ora non ci siano ma prima o poi capitano. Ciao.

» postato da mordicchiolo alle 11:52 del 03-04-2007

4 Bellissimo ricordo, ero anch'io socio del club ASTROTAU, ricordo ancora una piccola parte del codice segreto ma non ho più neanche un numero della rivista. Comunque è stata una bella avventura ed a distanza di tanti anni (oggi ne ho ben 62) la rammento ancora con piacere. Un saluto a tutti gli ex arditi dello spazio da joss.

» postato da (giovanni oddenino) alle 18:29 del 13-04-2008

5 Stamattina, quando mi sono svegliato, ho avuto un flashback con un nome preciso: Comandante Astrotau. Per verificare se questa lontana reminiscenza adolescenziale, sepolta nei meandri della memoria, era condivisa da qualcun altro ho digitata su Google queste due mitiche parole. Non molto, ma qualcosa è venuto fuori. Curtoni e qualcun altro se lo ricordano. Inutile dire che, leggendo l'articolo, ho provato le stesse sensazioni descritte da Voi. Quelle mitiche copertine, poi, sono state come una macchina del tempo che mi ha portato indietro di quasi cinquant'anni (anch'io ne ho quasi 62). Mi è anche venuto in mente un nome: Borkal. Ma ha a che fare con il fumetto? Chissà! Io avevo gli stessi problemi dell'autore dell'articolo (noto che è stato scritto nel 2001, data simbolica): nel mio paese non si trovavano i prodotti. Anch'io lo segnalai alla Perugina-Buitoni ma non ci furono riscontri e dopo pochi numeri per me Astrotau finì. Mi rimase una grande delusione dentro. Averne parlato stamattina forse guarisce una piccola ferita rimasta nell'animo di uno che, come Voi, era un ragazzino nel '60. Internet, che forse a quei tempi neanche nella fantascienza era ipotizzabile, ha permesso tutto ciò. Ciao

» postato da (Alessandro Masotti) alle 10:51 del 18-05-2008

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