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E' vero che è un telefilm di fantascienza, quindi in linea teorica non è detto che ciò racconta debba corrispondere alla verità. Tuttavia, la frase che viene pronunciata nell'episodio 1x10 (Red Flag) di Jericho, andata in onda anche in Italia qualche settimana fa, ha lasciato molti perplessi. Anche perché l'affermazione non viene fatta come se si svelasse un mistero ignoto ai più, ma come se si parlasse di una realtà nota più o meno a tutti, o almeno ai bene informati. E i tutti in questo caso non sarebbero solo i personaggi della serie, ma in generale gli abitanti degli Stati Uniti. Ecco la frase incriminata. In una discussione, parlando del sorvolo dei cieli di Jericho da parte di aerei apparentemente cinesi, i fratelli Green e il padre dicono: "Da quando permettiamo a jet stranieri di volare sul nostro spazio aereo?" "E' accaduto solo una volta. L'Italia ha perlustrato il confine dopo l'11 settembre." "Ma solo quella volta." "E l'Italia e' nostra alleata."
Il fatto che aerei italiani abbiano attraversato l'oceano per andare a fare la guardia sui confini americani appare strano, tanto che molti hanno pensato anche a un errore di adattamento, ma in effetti anche nella versione originale il dialogo è lo stesso: "Italy patrolled the border after nine eleven".
Ci siamo chiesti cosa potesse esserci di vero e ci è venuto in aiuto un nostro affezionato lettore, Matteo, ex ufficiale dell'Aeronautica Militare Italiana, in servizio all'epoca dell'11 settembre e delle varie operazioni che partirono dopo l'attacco. Ecco la sua testimonianza:
"Per quanto ne so io, l'affermazione è un falso. O almeno, non è del tutto corretta. Poco dopo l'11 settembre, il governo americano richiese alla NATO l'autorizzazione a usare un certo numero di suoi E-3 Sentry (callsign Magic) AWACS, Boeing 707 modificati (riconoscibili per il 'discone' radar posizionato sopra la fusoliera) per la sorveglianza, il comando e il controllo. Gli Stati Uniti hanno dei loro E-3, ma le forze armate avevano bisogno di riposizionarli in Asia per l'imminente attacco all'Afghanistan. Per questo, venne chiesto alla NATO di sopperire alla mancanza di E-3 americani con i suoi. Gli AWACS vennero usati all'interno dell'Operazione Noble Eagle, cioè la difesa dello spazio aereo americano dopo l'11 settembre. Gli E-3 hanno equipaggi misti, appartenenti alle varie nazioni aderenti alla NATO, quindi, in quel senso, personale italiano ha contribuito a pattugliare lo spazio aereo americano, ma parlare di aerei italiani mi sembra eccessivo! Ricordo che la notizia destò scalpore in ambito militare, perchè era la prima volta che veniva richiesto a degli stranieri di contribuire alla difesa dello spazio aereo americano."
C' è anche un'altra possibilità, dice sempre Matteo. "Ci sarebbe anche un'altra ipotesi, ma ripeto, è solo un'ipotesi. L'Aeronautica Militare Italiana aveva, fino all'anno scorso, una propria rappresentanza a Goose Bay, in Labrador Canada. Si tratta di una grossa base dell'Aeronautica Canadese, che dagli anni '90 è stata adibita a centro addestramento al volo a bassa quota per gli equipaggi NATO. Da allora, la base è cogestita, oltre che dai canadesi, dalla Royal Air Force inglese, dalla Royal Netherland Air Force, dalla Luftwaffe tedesca e dall'AMI. L'Italia ha sempre avuto o dei Tornado o degli AMX schierati lì in addestramento. L'11 settembre 2001, in seguito alla chiusura dello spazio aereo americano, la maggior parte dei voli vennero dirottati sugli aeroporti canadesi (Operazione Yellow Ribbon), incluso l'aeroporto di Goose Bay. E' possibile, anche se non mi sembra che risulti niente di ufficiale, che in quella particolare situazione di estrema crisi sia stato chiesto ai piloti NATO di cooperare con i canadesi e scortare gli aerei civili al suolo. Ma ripeto, si tratta solo di un'ipotesi e anche molto azzardata. Però sono sicuro che non ci furono rischieramenti di aerei italiani dall'Italia agli Stati Uniti, quindi l'unica base da cui sarebbero potuto partire aerei militari italiani per pattugliare i confini è quella di Goose Bay."
Per parte nostra abbiamo fatto qualche ricerca su Google ma senza alcun esito. A questo punto, la nostra ipotesi è che qualcuno degli sceneggiatori di Jericho abbia avuto contatti diretti o indiretti con piloti italiani della Nato e abbia interpretato male. O semplicemente abbia voluto mettere nella serie un elemento appositamente falso per dare l'impressione allo spettatore che accadono cose strane di cui non l'opnione pubblica non sa nulla.
Oppure, lo sceneggiatore sa cose che non dovrebbe sapere...
2 «Adesso anche voi sapete cose che non dovreste sapere.....
Senza rancore, ma il lavoro è lavoro.
»
Occacchio
Quanto la TV accorcia la vita...
X
» postato da X alle 19:07 del 14-08-2007
3 «"Oppure, lo sceneggiatore sa cose che non dovrebbe sapere..." Adesso anche voi sapete cose che non dovreste sapere..... Senza rancore, ma il lavoro è lavoro. Anacho» oppure anche noi non sappiamo cose che dovremmo sapere....e sono molte...e molto più rilevanti di caccia (o similia) che pattugliano confini...magari sapere cosa successe il 27 giugno 1980...ma questa è fanta-storia...oppure no?!?!? bando le polemiche la frase riportata injericho è comunque inquietante, visto che se fosse buttata la sarebbe molto strano, viste la considerazione ( per quento ne so scarsa) che l'uomo medio Usa ha dell'esercito italiano ( e la serie non è certo rivolta ad esperti di advanced warfare)...se è stata studiata a tavolino magari nasconde quelche cosa di ambiguo sia legato alla serie che alla realtà di quei giorni, come Massimo testimonia nel suo intervento.... Ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
» postato da cateye10 alle 19:39 del 14-08-2007
4 boh... io ricordo che ne parlarono anche dei giornali a suo tempo. Berlusconi, appena avvenuto l'attacco, confermò la disponibilità a offrire qualunque tipo di supporto agli USA (come tutti gli altri paesi del mondo, non solo della NATO). Nei giorni seguenti, se non ricordo male, si parlò di qualcosa riguardo a supporto logistico (unità cinofile per la ricerca di sopravissuti sotto le macerie?) e di un aereo radar appunto (sono sicuro che se parlò, vista la situazione e l'assoluta unicità della cosa). Se qualcuno avesse la pazienza di andare a cercare nei giornali del tempo o li avesse conservati.... Ciao
» postato da Knight Gimmy alle 08:19 del 15-08-2007
5 Sul web niente di niente, compreso il sito dell'aeronautica italiana, propendo francamente sull'ipotesi dell'inserimento di un dato storico falsato funzionale alla trama. saludos
» postato da jetscrander alle 10:33 del 15-08-2007
6 io invece leggendo le testimonianze la trovo una cosa piu' che plausibile. il punto e' che se anche un nostro aereo avesse aiutato a pattugliare il confine USA con tutto il marasma che e' successo in quei giorni la cosa sarebbe scivolata via nell'oblio delle non-notizie.
» postato da Angelo.Rossi alle 02:19 del 16-08-2007
7 Quando ho sentito dire dal protagonista del telefilm che l'Italia aveva pattugliato le coste dell'America dopo l'11 settembre, vi confesso che ho pensato, in quel momento, che fosse un indizio, messo apposta lì dagli autori, per far credere a noi spettatori che gli avvenimenti si svolgessero in una realtà parallela. Il proseguo del telefilm ha escluso, però, questa mia ipotesi. Certo la cosa è curiosa assai.
» postato da luis alle 09:46 del 16-08-2007
8 «io invece leggendo le testimonianze la trovo una cosa piu' che plausibile. il punto e' che se anche un nostro aereo avesse aiutato a pattugliare il confine USA con tutto il marasma che e' successo in quei giorni la cosa sarebbe scivolata via nell'oblio delle non-notizie.» Io credo francamente il contrario ovvero che sarebbe stato messo in risalto, in ogni caso è strano che non ne sia rimasta memoria storica. saludos
» postato da jetscrander alle 14:26 del 16-08-2007
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1 "Oppure, lo sceneggiatore sa cose che non dovrebbe sapere..." Adesso anche voi sapete cose che non dovreste sapere..... Senza rancore, ma il lavoro è lavoro. Anacho
» postato da Anacho alle 17:10 del 14-08-2007