Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Forse qualcuno di voi si ricorderà che nel lontano 1986 un robot creato per scopi militari si beccava un bel fulmine durante un'esercitazione, diventando di fatto una sorta di bambinone robotico affamato solo di conoscenza e inseguito dai militari, un po' preoccupati per il proprio investimento.
Questa era la trama di Corto circuito del veterano John Badham, di grande successo all’epoca. Più una commedia che non un film di vera fantascienza, se non per il cingolato protagonista che lavorava a fianco di Steve Guttenberg e Ally Sheedy, chiamato Numero 5 (indovinate perché), uno dei primi e rari esempi di effetto speciale presente in carne e ossa, o meglio plastica e metallo, su un set cinematografico. Infatti, a parte la voce che lo doppiava, la maggior parte dei suoi movimenti erano reali e controllati a distanza, creando all'epoca un gran bell'effetto di fantarealismo.
Qualche anno dopo venne il meno riusciuto sequel, che non vedeva nessuno dei protagonisti principali e soprattutto aveva una trama un po' troppo infantile.
Pensate quindi che Numero 5 fosse tornato al deposito?
Forse, ma si direbbe che la casa di produzione stia pensando a un rimodernamento tecnologico, con un nuovo film e un robot decisamente più credibile e adatto ai nostri tempi. Inoltre sembra probabile il ritorno del cast originale, anche se non è chiaro se si riferiscano a quello del primo o a quello del secondo film, che aveva attori pressochè sconosciuti anche oggi.
Comunque, in mezzo all’odierno trionfo di pessimismo cosmico alquanto furbetto, rivedere Numero 5 gridare trionfalmente "Inpuuut!", non sarebbe neanche una brutta idea.
2 No comment!!!!!!!!
saludos
» postato da jetscrander alle 11:24 del 12-12-2006
3 «Non sopporto i remake, soprattutto di film recenti e che possiedono i requisiti per potersi reggere da soli; senza aiuti dal terzo millennio.
Numero 5 è Numero 5.
Non serve alcun sostituto.
E poi, mi domando: ma le idee nuove dove sono finite?
Nessuno vuole rischiare più, a quanto pare.»
Concordo ed anche se "Corto circuito" non è certo un capolavoro, resta pur sempre il mio primo film di fantascienza... ![]()
» postato da Hal alle 13:14 del 12-12-2006
4 Vero mi piacerà rivere il tutto... come non dimenticare il primo film . spensierato. bei tempi. Claudio zago
» postato da Claudio zago alle 14:14 del 12-12-2006
5 ««Non sopporto i remake, soprattutto di film recenti e che possiedono i requisiti per potersi reggere da soli; senza aiuti dal terzo millennio.
Numero 5 è Numero 5.
Non serve alcun sostituto.
E poi, mi domando: ma le idee nuove dove sono finite?
Nessuno vuole rischiare più, a quanto pare.»
Concordo ed anche se "Corto circuito" non è certo un capolavoro, resta pur sempre il mio primo film di fantascienza...
»
Anche alcuni film di Carpenter non sono capolavori, eppure non si possono toccare, perché la loro semplicità è talmente evidente che funge da personaggio.
Diventa un tratto disitintivo.
![]()
» postato da Sergio Donato alle 14:39 del 12-12-2006
6 «««Non sopporto i remake, soprattutto di film recenti e che possiedono i requisiti per potersi reggere da soli; senza aiuti dal terzo millennio.
Numero 5 è Numero 5.
Non serve alcun sostituto.
E poi, mi domando: ma le idee nuove dove sono finite?
Nessuno vuole rischiare più, a quanto pare.»
Concordo ed anche se "Corto circuito" non è certo un capolavoro, resta pur sempre il mio primo film di fantascienza...
»
Anche alcuni film di Carpenter non sono capolavori, eppure non si possono toccare, perché la loro semplicità è talmente evidente che funge da personaggio.
Diventa un tratto disitintivo.
»
Non mi sembra che Carpenter ed i suoi film siano considerati intoccabili anzi è un regista che raccoglie giudizi contrastanti tra i suoi stessi fans che non riescono a capire (tre cui il sottoscritto) come sia possibile creare capolavori come "La cosa", "Fog" e "1997, Fuga da New York" e contemporaneamente prodotti orripilanti come "Vampiri su marte".
saludos
» postato da jetscrander alle 15:49 del 12-12-2006
7 già l'idea stessa di fare remake è irritante. se poi fanno pure remake di film inizialmente inutili, c'è davvero poca speranza per il cinema. 
» postato da jonny lexington alle 15:59 del 12-12-2006
8 « come sia possibile creare capolavori come "La cosa", "Fog" e "1997, Fuga da New York" e contemporaneamente prodotti orripilanti come "Vampiri su marte".» Ghosts on Mars è un gran film. Vampires decisamente meno. Non ho traccia di eventuali crossover. Inutile il suo adattamento dell'uomo invisibile... X
» postato da X alle 16:04 del 12-12-2006
9 «« come sia possibile creare capolavori come "La cosa", "Fog" e "1997, Fuga da New York" e contemporaneamente prodotti orripilanti come "Vampiri su marte".» Ghosts on Mars è un gran film. Vampires decisamente meno. Non ho traccia di eventuali crossover. Inutile il suo adattamento dell'uomo invisibile... X» Naturalmente era la mia opinione e rispetto la tua, il mio era solo un esempio. Il concetto era quello di dire che non credo esistano registi intoccabili a prescindere da quello che fanno e questo aldilà dei gusti personali. saludos P.S.: chiedo venia per l'errore naturalmente intendevo Fantasmi su marte ovvero Ghost of Mars, ma come fa a piacerti io dopo il primo tempo volevo andare via.
» postato da jetscrander alle 17:25 del 12-12-2006
10 «Naturalmente era la mia opinione e rispetto la tua, il mio era solo un esempio.»
Anch'io, ci mancherebbe altro.
«chiedo venia per l'errore naturalmente intendevo Fantasmi su marte ovvero Ghost of Mars, ma come fa a piacerti io dopo il primo tempo volevo andare via.»
Intendi forse dire che per tutto il primo tempo non ti sei accorto di lei? Lo trovo strano, quindi forse è la sua vista che ti ha un po' distolto dalla trama.
Insomma: il paesaggio desolato che fa da sfondo alla più singolare Frontiera mai vista al cinema, il senso di claustrofobia crescente, l'avamposto assediato e le presenze da incubo, senza contare le relazioni tra i personaggi, le scene di battaglia e la grande fuga sul treno attraverso il deserto marziano, per non parlare del finale... Per me è uno dei 3 Carpenter migliori di sempre, e direi che se la gioca bene con i primi due (che sono ambientati pure quelli in due frontiere, una metropolitana e l'altra polare...
)
Ciao!
X
» postato da X alle 23:05 del 12-12-2006
11 ormai si fanno remake perchè idee originali sono troppo faticose da trovare....ma che bello avere degli sceneggiatori lobotomizzati!!!! Ciauzzzzzzzzzzzzzz
» postato da cateye10 alle 00:42 del 13-12-2006
12 « Naturalmente era la mia opinione e rispetto la tua, il mio era solo un esempio. Il concetto era quello di dire che non credo esistano registi intoccabili a prescindere da quello che fanno e questo aldilà dei gusti personali. saludos P.S.: chiedo venia per l'errore naturalmente intendevo Fantasmi su marte ovvero Ghost of Mars, ma come fa a piacerti io dopo il primo tempo volevo andare via.» I registi sono "toccabili", ma nel senso della critica. Fare remake vuol dire non avere idee. L'unico per il quale soccomberei sarebbe "Il mostro della Laguna Nera", ma anche lì, rifarlo vorrebbe dire dare una pedata al film del '54. La cosa comunque è già in cantiere, come ci disse Fantascienza.com nel lontano 2002. http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/2265/
» postato da Sergio Donato alle 10:17 del 13-12-2006
13 ««Naturalmente era la mia opinione e rispetto la tua, il mio era solo un esempio.»
Anch'io, ci mancherebbe altro.
«chiedo venia per l'errore naturalmente intendevo Fantasmi su marte ovvero Ghost of Mars, ma come fa a piacerti io dopo il primo tempo volevo andare via.»
Intendi forse dire che per tutto il primo tempo non ti sei accorto di lei? Lo trovo strano, quindi forse è la sua vista che ti ha un po' distolto dalla trama.
Insomma: il paesaggio desolato che fa da sfondo alla più singolare Frontiera mai vista al cinema, il senso di claustrofobia crescente, l'avamposto assediato e le presenze da incubo, senza contare le relazioni tra i personaggi, le scene di battaglia e la grande fuga sul treno attraverso il deserto marziano, per non parlare del finale... Per me è uno dei 3 Carpenter migliori di sempre, e direi che se la gioca bene con i primi due (che sono ambientati pure quelli in due frontiere, una metropolitana e l'altra polare...
)
Ciao!
X»
Insomma qualcosa di nuovo e originale, cosa ti devo dire, magari me lo riguardo e poi ti dico.
ciauzzz.....
» postato da jetscrander alle 21:28 del 13-12-2006
14 «« Naturalmente era la mia opinione e rispetto la tua, il mio era solo un esempio. Il concetto era quello di dire che non credo esistano registi intoccabili a prescindere da quello che fanno e questo aldilà dei gusti personali. saludos P.S.: chiedo venia per l'errore naturalmente intendevo Fantasmi su marte ovvero Ghost of Mars, ma come fa a piacerti io dopo il primo tempo volevo andare via.» I registi sono "toccabili", ma nel senso della critica. Anche nel senso del pubblico (che era quello che volevo dire) ed un esempio è il sottoscritto, fans di Carpenter fino al midollo ma ciò non toglie che ritenga alcuni suoi film (soprattutto gli ultimi) delle vere e proprie ciofeche. Fare remake vuol dire non avere idee. D'accordo credo di averlo scritto ogni qualvolta (spesso) si apriva un topics su sequel, prequel, remake e quant'altro. L'unico per il quale soccomberei sarebbe "Il mostro della Laguna Nera", ma anche lì, rifarlo vorrebbe dire dare una pedata al film del '54. La cosa comunque è già in cantiere, come ci disse Fantascienza.com nel lontano 2002. http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/2265/»[
» postato da jetscrander alle 21:34 del 13-12-2006
15 ayer vi la pelicula cortocircuito,y la verdad es que me ha encantado.
» postato da (8o9o9 00') alle 19:34 del 10-08-2008
Puoi continuare la discussione sul forum
1 Non sopporto i remake, soprattutto di film recenti e che possiedono i requisiti per potersi reggere da soli; senza aiuti dal terzo millennio. Numero 5 è Numero 5. Non serve alcun sostituto. E poi, mi domando: ma le idee nuove dove sono finite? Nessuno vuole rischiare più, a quanto pare.
» postato da Sergio Donato alle 09:34 del 12-12-2006