L’ormai imperante (e noiosa) moda di mirare a un target adolescenziale ad ogni costo ha finito col coinvolgere anche attori normalmente considerati seri come Samuel Jackson, che rimane un grande anche se ultimamente non ha centrato un film nemmeno per sbaglio (vedi il prossimo The man, i precedenti Codice 51, No good deed).

Così prossimamente sarà coprotagonista del film Jumper (previsto per il 2007), diretto da quel Doug Liman che ci aveva regalato il notevole Bourne identity e il tanto surreale quanto divertente Mr & Mrs Smith.

Alla base di Jumper c’è un romanzo di Steven Gould, inedito in Italia ma autore in patria di ben sei romanzi a partire dal 1992, di cui questo è il primo in assoluto e forse il meno adulto del gruppo. Qui si immagina che David, un ragazzino di 17 anni che vive in affidamento, scopra nel modo peggiore di possedere il dono di teletrasportarsi con la sola forza del pensiero. Sfuggito al violento padre adottivo e col desiderio di ritrovare la vera madre, David comincia a padroneggiare la tecnica e a usarla prima per sopravvivere, poi per godersi la vita a New York. Il ragazzino infatti è un personaggio alquanto amorale e non si fa scrupolo di usare questa abilità per compiere rapine e altre delizie del genere. Ma il governo è sulle sue tracce, nei panni di Samuel Jackson, per poter analizzare e usare i suoi poteri. E forse Jackson ha un motivo del tutto personale per trovare David...

A parte lo strano parallelismo con uno dei personaggi dell’imminente serie Heroes (anche qui c’è un personaggio in grado di teletrasportarsi e se ne va a New York), ciò che fa sperare in qualcosa di più di una produzione per ragazzini sono i nomi coinvolti.

E naturalmente, l’autore a distanza di quasi 13 anni, ha scritto il sequel di questa avventura, dal titolo Reflex.

Allora, siete pronti a fare il “salto”?