Da Vinci off limits in Cina

Qualche altra difficoltà, inaspettata, per il film tratto dal best-seller di Dan Brown

"No! Anche in Cina..."

Sembra che non ci sia pace per il Codice Da Vinci film, a dispetto (o per fortuna, visto che è tutta pubblicità gratuita) dei produttori della pellicola, comunque in cima al box office in parecchi paesi. Dopo essere stato ritirato, dietro disposizioni dei rispettivi governi, in paesi come Egitto, India, Pakistan e in qualche altro paese dell'area asiatica, è di pochi giorni fa la notizia del ritiro ufficiale anche dalle sale della Repubblica Popolare Cinese.

 

La notizia è riportata dal quotidiano China Daily, oltre che essere ripresa da numerose agenzie. Le motivazioni ufficiali del ritiro, disposto dalle autorità di Pechino, riguardano la volontà di fare più spazio alle produzioni cinematografiche nazionali. Altre fonti però fanno sapere le autorità sarebbero arrivate a questa decisione anche in seguito alle forti proteste giunte da non meglio precisati gruppi religiosi attivi in Cina.

Fino al momento del suo ritiro il film aveva incassato 104 milioni di yuan, quasi 13 milioni di dollari, e minacciava di riscuotere un robusto successo anche al di là della Grande Muraglia.

Al di là del fatto che la censura è sempre da condannare, anche quando riguarda un film che non è certo un capolavoro della cinematografia mondiale, rimane curiosa la motivazione ufficiosa (messa in circolo sicuramente dalle stesse autorità) riguardo il rispetto della sensibilità religiosa dei credenti cinesi...

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 29 giugno 2006 - Fonte: Film.it

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