Il sequel di District 9 sarà un prequel?

Il regista Neill Blomkamp parla dei suoi progetti per il futuro, tra gli insetti alieni di Johannesburg e un nuovo film di fantascienza epica.

Sharlto Copley e Neill Blomkamp.

District 9 è stata una delle piacevoli sorprese del 2009. Film a basso budget ma ad alta qualità, grandi consensi di pubblico e critica, parecchie nomination in premi importanti, l'ultima delle quali come miglior film per la Producer Guild Association. Tutto merito del talento visivo di Neill Blomkamp, giovane regista sudafricano che è ben riuscito a calare la propria visione della fantascienza nella realtà sociale del Sudafrica post-apartheid. In una recente e lunghissima intervista rilasciata al blog del Los Angeles Times, Blomkamp ha parlato di sé e dei propri progetti per il futuro, che potrebbero includere una nuova puntata nell'universo creato dal film, ma in un modo che il regista auspica non convenzionale.

 

Intanto Blomkamp ha tenuto a precisare di non volersi impegnare, almeno per ora, in progetti ad alto budget tipici del kolossal hollywoodiano. E questo per non sottostare alle pressioni degli studios che preferiscono spendere molti soldi in sequel, prequel, remake, trasposizioni eccetera, mettendo il becco nelle scelte registiche, piuttosto che puntare a qualcosa di nuovo lasciando libertà creativa. I fatti danno ragione al regista: non è un caso che i tre migliori film sci-fi del 2009, District 9, Moon e Avatar siano tre progetti "originali", anche se l'ultimo rientra nella categoria dei big budget; ma probabilmente solo James Cameron avrebbe avuto la forza di imporlo alle major.

 

Dopo aver descritto il percorso del film fino al successo finale, Blomkamp ha parlato dei suoi progetti futuri, a partire dal nuovo progetto di cui ha appena finito di scrivere soggetto e sceneggiatura. Manco a dirlo sarà un film dal budget contenuto, sarà di fantascienza, avrà parecchia azione e forti connotati sociali. Il regista ha ribadito la volontà di non eccedere in spese, pur potendoselo permettere in questo momento: pertanto il suo futuro progetto costerà sicuramente più di District 9 ma molto, molto meno di Avatar. Blomkamp ha poi parlato del suo grande interesse per la fantascienza sotto due punti di vista: per la possibilità di raccontare di conflitti sociali, razziali, politici colorandoli con "la vernice" (così l'ha definita) della fantascienza, e fornire quindi agli spettatori un punto di vista differente. E poi per la possibilità di soddisfare la propria passione per le arti visive, immaginando e progettando alieni, astronavi, pianeti eccetera. Blomkamp si dichiara appassionato dell'accoppiata fantascienza-horror, ma non disdegnerebbe dirigere anche film di pura azione stile Black Hawk Down, o commedie surreali alla Monty Python.

 

Tornando alla sua creatura, inevitabile la domanda sulla possibilità di sfruttare il marchio District 9, come è ormai prassi comune di Hollywood, per realizzare sequel, serie tv, videogiochi, e quant'altro. Blomkamp conferma tutto il proprio imbarazzo nel dover gestire la macchina del merchandising hollywoodiano, ribadendo che la sua idea di fantascienza rifugge da simili meccanismi di sfruttamento intensivo di ogni opera. Per quanto riguarda i videogame, di cui è appassionato, Blomkamp non sarebbe contrario purché il gioco non si rifaccia pedissequamente al film, visto che secondo lui (e molti altri) giochi basati su film e viceversa difficilmente funzionano. Il regista si è poi detto assolutamente contrario a una serie tv, mentre considererebbe con interesse l'idea di fare un sequel, e ancora più un prequel di District 9. Questo perché gli spunti forniti dalla storia e dai personaggi, soprattutto dal protagonista Wikus (interpretato da Sharlto Copley), sono molto interessanti, e lo sono ancora di più se riferiti a eventi antecedenti al film. Per Blomkamp, fare un sequel con gli alieni che ritornano e salvano Wikus sarebbe "tradizionale", mentre un prequel che mostri come tutto è iniziato e soprattutto come si è sviluppata la sindrome razzista dei protagonisti verso gli alieni, sarebbe molto più interessante.

 

Insomma, Blomkamp dimostra di avere le idee chiare sulla linea che intende dare ai propri progetti futuri. L'auspicio è che riesca a mantenerla e sfornare progetti di qualità anche migliore di District 9, che è e resterà un punto fermo nella storia della fantascienza cinematografica recente. Intanto rinviamo all'intervista completa, i cui link sono riportati in fondo alla pagina, nelle Risorse in rete.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 18 gennaio 2010 - Fonte: latimes.com

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