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La fantascienza sta morendo?

Provocatoria incursione del settimanale New Scientist sul terreno fantascientifico. Rispondono alla domanda Le Guin, Gibson e altri. Non mancano le sorprese.

Un tuffo nel passato

La fantascienza riguarda il futuro, ma quale sarà il futuro della fantascienza? Con questa domanda si apre la provocatoria inchiesta di New Scientist, storico settimanale di divulgazione scientifica inglese, sul mercato dal 1956 (e on line dal 1996).

 

Marcus Chow, redattore, nel suo articolo Is science fiction dying? ricorda un episodio di vent'anni fa, quando — appena entrato nella rivista — gli venne affidato l'incarico di intervistare l'astronomo americano Carl Sagan. Alla domanda forse un po' ingenua: "Preferisce la scienza o la fantascienza?", Sagan rispose senza esitazione "La scienza, perché accadono cose molto più strane che nella fantascienza".

 


Un esempio di macchina del tempo

L'episodio — argomenta Chow — serve solo come spunto per dire: la fine della fantascienza è stata evocata ogni volta che il genere veniva (e viene) incalzato dalle tumultuose scoperte scientifiche. In realtà, fin dai suoi esordi, la fantascienza aiutava certamente a immaginare il futuro, ma serviva a parlare del presente. Un esempio? La macchina del tempo di H.G. Wells (1895). Il tema è ovviamente la proiezione verso mondi futuri, eppure il baricentro del libro è sul presente e sui timori relativi alle conseguenze estreme della selezione darwiniana. Molto è cambiato da allora e la fantascienza, lungi dall'essere un sottogenere come lo si immaginava dagli '30 e '50 nei pulp magazines, è cresciuta, ha trovato spazio nel grande pubblico (Star Trek, Star Wars, The Matrix) ed è diventata oggi un genere sfaccettato, che influenza profondamente anche il cosiddetto mainstream. Quali saranno allora le sfide che la attendono?

 

Alla domanda hanno risposto due grandi del genere e non solo. Ecco qualche breve estratto.


William Gibson, autore cult del Neuromante
William Gibson: Il futuro della fantascienza? Ci viviamo dentro. Se c'è una cosa che ho imparato dalla fantascienza, è che ogni momento presente è al contempo il passato di qualcun altro e il futuro di qualcun altro. L'ho realizzato negli anni '50, leggendo la fantascienza degli anni '40, leggendola prima ancora di avere qualche nozione di storia, letteralmente deducendo l'esistenza della seconda guerra mondiale dalle pagine dei libri. Qualche anno dopo ho fatto mia la frase di J.G. Ballard: "La terra è un pianeta alieno", ovvero: il futuro è adesso. Lo spazio (almeno per quanto riguarda la finzione) è divenuto una metafora. E' divenuto l'universo interiore.

 


Ursula Le Guin
Ursula K Le Guin: Dificile fare previsioni, ma penso che vedremo cose interessanti — per quanto riguarda la fantascienza — dai film di animazione e dai graphic novels. La produzione filmica si è invece arenata sugli effetti speciali. In ogni caso, la fantascienza che tentava di parlare del nostro futuro ha spesso perso di vista il presente. Per esempio non ha previsto l'avvento dell'elettronica. E ora che la scienza e la tecnologia avanzano ancora più velocemente, molte opere di fantascienza hanno il sapore di libri fantasy con la tuta spaziale. Robaccia su imperi galattici e sesso cibernetico, spesso dal tono vagamente reazionario. Va meglio sul lato politico e sociale. Sono scrittori come Geoff Ryman, China Mieville e Michael Chabon a mostrarci veramente il futuro.

 

Rispondono poi Nick Sagan (americano, romanziere e autore di vari episodi di Star Trek: Voyager), che si attende imprevedibili sviluppi dalla fantascienza, anche se — nota — ultimamente i lettori sembrano ripiegarsi sulle vecchie certezze (gli universi di Dune e Star Wars); Kim Stanley Robinson (scrittore americano, conosciuto per la Mars Trilogy), che identifica la fantascienza di oggi col realismo, per cui — dice — ci si potrebbe aspettare che si sciolga e la si ritrovi ovunque; Stephen Baxter (romanziere inglese), che indica la fantascienza come uno dei tanti modi per affrontare il cambiamento, ad esempio quello climatico, come in Science in the capitol, proprio di Kim Stanley Robinson, o nel suo Flood;


Margaret Atwood
infine Margaret Atwood (canadese, per una sua presentazione esaustiva andate sul sito: www.owtoad.com), che, al termine di un divertente resoconto di un dibattito con un cassiere in banca, spiega che il termine scienza nella parola fantascienza è un pretesto narrativo, mentre è la forma della narrazione ad aprire le chiavi per i nostri mondi d'immaginazione.

 

Come si è visto, gli interventi sono ricchi di spunti e suggestioni. Eppure la certezza che emerge leggendo è una sola: la fantascienza non sta morendo. Anzi.

Autore: Alessandro Murè - Data: 25 novembre 2008 - Fonte: http://www.newscientist.com/article/dn14757-science-fiction-special-the-future-of-a-genre.html

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Commenti

1 ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben disposte le trilionesime riedizioni di libri di asimov, dick e ballard. e basta! asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard la fantascienza è morta e sepolta

» postato da (mario antoni) alle 08:16 del 25-11-2008

2 «ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben disposte le trilionesime riedizioni di libri di asimov, dick e ballard. e basta! asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard asimov, dick e ballard la fantascienza è morta e sepolta» :lol: hai dimenticato Evangelisti! Non sono d'accordo. La Fantascienza è più viva che mai, solo che, per la sua capacità di adattamento, per istinto di sopravvivenza, ha cambiato aspetto: se guardate tra gli altri scaffali (avventura, thriller, amore, sociologia, spiritualità), ne troverete a decine di libri di fantascienza. Però 'spetta che adesso vado a leggere l'articolo, che non ho ancora visto.

» postato da l'Anto alle 09:47 del 25-11-2008

3 «Per esempio non ha previsto l'avvento dell'elettronica.» :shock: ma che dice questa? «Atwood..spiega che il termine scienza nella parola fantascienza è un pretesto narrativo, » forse più che "termine" si doveva dire "argomento".

» postato da l'Anto alle 09:51 del 25-11-2008

4 «ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben ... la fantascienza è morta e sepolta» Non confondiamo quello che c'è sugli scaffali delle librerie italiane con lo stato della fantascienza. Sono due cose diverse.

» postato da Otrebla alle 10:01 del 25-11-2008

5 2. In libreria si vende ciò che il pubblico compra, non si propongono più opere letterarie ma solo qualche scrittore di culto. 3. Se si chiede se la fantascienza sta morendo, si intende se ci sono nuovi scrittori che hanno voglia e idee di scrivere storie fantascientifiche. Io penso che certa fantascienza stia effettivamente facendo i conti col presente, intendo le serie trekiane e quelle ad essa correlate e simili, ovvero, il filone di imperi e similia, con storie infinite di personaggi che si riciclano, faccio l'esempio di Star Gate, ma i personaggi che morivano non era meglio non farli risorgere in un qualche modo? Non avrebbe dato una corrispondenza con la vita presente? Chi muore muore e amen, si va avanti con quel che c'è; invece no si cerca il colpo di scena, teletrasporti che si sdoppiano, ascenzioni e discenzioni, scusate questa non è fantascienza è la peggiore telenovelas, concordo in pieno con la Le Guin. Preferisco i mondi di Heinlein imperniati su una filosofia o sulla filosofia espressa in un personaggio come Lazarus Long, ma mi rendo anche conto che se non si parla di Heinlein come dell'inventore di un intero genere di fantascienza, si perde la connotazione dei suoi racconti e si rischia di realizzare un'opera incompleta come quella del film tratto da Starship Troopers di cui non si capisce l'inizio e la fine Almeno per chi guarda il film da non iniziato, cioè la stragrande parte di chi usufruisce delle opere cinematografiche. M.

» postato da (Marco Grazia) alle 10:30 del 25-11-2008

6 « un'opera incompleta come quella del film tratto da Starship Troopers di cui non si capisce l'inizio e la fine» argh! nonnèvvero!! si capisce tutto e anche di più!!! «Almeno per chi guarda il film da non iniziato, cioè la stragrande parte di chi usufruisce delle opere cinematografiche. » eh, bon, se parliamo di cultura e capacità di sintesi della media degli utenti sono d'accordo, ma mica è colpa del regista. C'è chi non capisce la Commedia anche dopo le spiegazioni delprof.

» postato da l'Anto alle 10:35 del 25-11-2008

7 Se ne discuteva già negli anni '60, ogni tanto nei decenni salta fuori sto argomento, di solito per riempire qualche pagina... Se dici "sì, sta morendo era ora! " vieni smentito dai successivi lustri, se dici "no, macchè", che articolo viene fuori? Titolo e una riga? E allora giù con i pareri degli esperti o presunti tali, che dicono la loro, si riempie qualche paginetta, qualche illustrazione, e il gioco è fatto. Ma sempre aria fritta è.... (non ce l'ho col sito, ma con questo giornale scientifico che poteva risparmiarsela, il sito ha fatto bene a ricordare che c'è ancora sto tema sempiterno in giro)

» postato da Muhammed el Tobanis alle 10:43 del 25-11-2008

8 Che significa "la fantascienza sta morendo"? Se ci riferiamo al numero di lettori credo sia vero: da tutte le parti, Usa inclusi, ci si lamenta dei cali paurosi di vendita dei libri di sf, per non dire delle cifre di vendita delle riviste (la' dove ce ne sono). Ma non so se i cali riguardino anche altri generi. Se invece ci si riferisce al genere fantascienza in se', forse un po' di ossigeno sta venendo a mancare. Non dimentichiamo che la sf ha circa un secolo e le tematiche hanno un loro logorio. Per es., la sf spaziale, molto di moda negli anni '50, e' quasi scomparsa (parlo della narrativa). Il Cyber, che prima dominava incontrastato, dopo un ventennio e' quasi scomparso, o in parte resiste annidato in nuovi sub-generi. Quanto al fatto che la sf si stia sciogliendo nella realta': e' verissimo, e' entrata nel nostro vocabolario quotidiano e nei fumetti, in tv, nel cinema, al teatro, addirittura nelle opere liriche, nei balletti, nei videogame, nella pubblicita' eccetera. Ed e' entrata anche in libri non esplicitamente etichettati come sf: ma quest'ultima e' vera sf? No. Di solito e' una "spruzzata" di fantascienza, quel tanto che basta a incuriosire il lettore non avvezzo, ma senza eccedere in tecnicismi, tuttora ostici al grande pubblico dei lettori. Insomma una sf annacquata anche se spesso il risultato "artistico" in se' e' buono. Ma non e' quella la vera fantascienza, o comunque la sf di cui stiamo parlando. Forse se la sf sta morendo e' perche' sta morendo l'idea di futuro. Lo so, non sono originale, ma e' la verita'. Con i tempi che corrono, "non c'e' piu' il futuro di una volta"... Vittorio

» postato da Vittorio Catani alle 12:20 del 25-11-2008

9 E' più un problema di percezione che di sostanza. E forse è proprio perché è un problema di percezione che ogni tanto salta fuori questa domanda (e salta sempre fuori nei siti magari vicini alla fantascienza e non in quelli di fantascienza - ma così divago :wink: ). Parafrasando la parte "la fine della fantascienza è stata evocata ogni volta che il genere veniva (e viene) incalzato dalle tumultuose scoperte scientifiche" direi invece che "la fine della fantascienza è evocata ogni volta che il genere viene incalzato dal business". Sì, perché a differenza di una volta, quando era tutta considerata di serie B tranne che da chi c'era in mezzo , più o meno da Star Wars in poi la fantascienza è stato visto come un mezzo di fare soldi (soprattutto mascherandola come indica bene Vittorio Catani) e quindi, spesso, snaturandone alcuni contenuti, soprattutto quelli più maturi e pungenti. Certo che se l'usufruttore medio di sf si ferma a quello che vede in superficie (film spettacolari con inseguimenti in auto, adattamenti pietosi, spruzzate di sf dove capita, ristampe solo dei soliti nomi) rimane deluso. Ma è la parte più apparente. La parte letteraria, sociale, di analisi, di domande, quella che usa la fantascienza per descrivere l'attuale, non è meno morto di una volta. Esiste e prosegue. E negli USA e pure in UK ci sono più autori di una volta e si pubblica (con alti e bassi ovvio) più di quanto si pubblicasse negli anni '50.

» postato da Otrebla alle 13:44 del 25-11-2008

10 In sè la SF non morirà mai. Oggi la SF lascia il posto al fantasy, meno legato a principi di plausibilità, cosa invece che la SF tradizionale un pò deve avere. Il cinema ha anche le sue colpe, giudicato specchio della narrativa e come SF il cinema non è proprio il massimo, perchè vere storie di SF ne ha proiettate assai poche. Il grande pubblico ovviamente opta per il cinema, più spettacolare, più immediato, rimaneggiato per piacere di più, mentre l'opera letteraria si sà che occorre tempo... Un'altra delle chiavi della SF era la sua forza anticipatrice che ci stupiva con macchinari avveniristici ma comunque plausibili, ogi invece tutta la tecnica futuribile è chiusa nei laboratori, coperta dal segreto industriale o militare ed anticipare qualcosa è pittosto complicato, quando non impossibile. La SF si è anche adattata alle mode del momento, dai vari dopo bomba, alle utopie, ai sogni artificiali delle droghe o a quelli informatici. Forse viviamo in un momento di stanca non solo della SF, ma del mondo in generale, con la paura del terrorismo, dell'inquinamento e della crisi economica. Il futuro fa paura, non è più il sogno della SF, quindi non si cerca il futuro, ma forse un presente troppo presente. Un presente sterile e fine a se stesso. Ieri era brutto, domani è peggio, mi tengo l'oggi dove vivo. Poi il clima di revisionismo che distrugge tutti i miti, solo perchè non si sono rivelati perfetti ma umani, in tutto e per tutto, mentre noi siamo convinti d'essere divinità, abbandonate in una discarica. Per altro la SF ha rosicchiato spazi in altre forme di letteratura. Una spolverata di SF si trova un pò ovunque

» postato da Ares Cosmos alle 13:50 del 25-11-2008

11 «ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben disposte le trilionesime riedizioni di libri di asimov, dick e ballard» L'Italia, come notava Otrebla, non è il mondo. Se ci limitiamo a guardare a casa nostra, allora dobbiamo dire che anche il cinema è morto. Io non so voi, ma tutte le volte che navigo su Amazon, settore fantascienza, trovo caterve di libri vecchi e NUOVI. Il problema semmai è che non ce la farò MAI a leggerli tutti, eppure ordino come un matto! Quanto alle riviste, il calo riguarda tutti i generi: la gente ormai si arrangia su internet per qualsiasi cosa.

» postato da Il_Console alle 14:14 del 25-11-2008

12 Come dicevo altrove, il cinema se vuole fare soldi (soldi veri, non spiccioli) punta sulla SF, sul fantastico in genere (e sulla Fantasy, ok). Questo mi sembra un segno di vitalità, altro che, la gente vuole vedere fantascienza (o fantastico, etc...) al cinema. E se poi invece non ne vuole leggere poi molta, beh, magari bisognerebbe osare dire che non tutte le colpe sono sempre del lettore, qualche "colpetta" l'avrà anche l'autore? O l'editore?

» postato da Muhammed el Tobanis alle 14:43 del 25-11-2008

13 Parliamo di cose serie: ma da quando Star Wars è fantascienza???

» postato da (ale frassetti) alle 15:46 del 25-11-2008

14 ««ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben disposte le trilionesime riedizioni di libri di asimov, dick e ballard» L'Italia, come notava Otrebla, non è il mondo. Se ci limitiamo a guardare a casa nostra, allora dobbiamo dire che anche il cinema è morto. Io non so voi, ma tutte le volte che navigo su Amazon, settore fantascienza, trovo caterve di libri vecchi e NUOVI. Il problema semmai è che non ce la farò MAI a leggerli tutti, eppure ordino come un matto! Quanto alle riviste, il calo riguarda tutti i generi: la gente ormai si arrangia su internet per qualsiasi cosa.» Sottoscivo...e ci son molti scrittori validi e ben preparati... Non vedo il senso di parlare di scienza che accorcia le distanze, è un discorso che ho sentito spessissimo da gente che non ha mai letto nulla di fantascienza..."ormai la fantascienza è morta perchè la scienza l'ha acchiappata"...come si fa ad acchiappare l'immaginazione? :lol:

» postato da Zakalwe alle 16:40 del 25-11-2008

15 «In ogni caso, la fantascienza che tentava di parlare del nostro futuro ha spesso perso di vista il presente. Per esempio non ha previsto l'avvento dell'elettronica. E ora che la scienza e la tecnologia avanzano ancora più velocemente, molte opere di fantascienza hanno il sapore di libri fantasy con la tuta spaziale. Robaccia su imperi galattici e sesso cibernetico, spesso dal tono vagamente reazionario.» Ma la Le Guin vive su questo pianeta e legge qualcosa di fantascienza? ...non sembra... Non sembra si sia accorta di Banks, di Stross, di Reynolds, di Wright, di Hamilton...etc etc... :roll:

» postato da Zakalwe alle 16:44 del 25-11-2008

16 Secondo me c'è un errore di stampa: La fantascienza va tingendo... :roll:

» postato da Ernesto VEGETTI alle 18:31 del 25-11-2008

17 LA FANTASCIENZA STA MORENDO, O FORSE STA MORENDO CHI LO DICHIARA? Faccio riferimento all'articolo apparso oggi 25 novembre 2008 su fantascienza.com dal titlo "La fantascienza sta morendo?". In due parole nell'articolo, Gibson dice che nella fantascienza ci viviamo (parere condivisibile ma fuori tema) mentre la Le Guin dichiara che ci sono troppi effetti speciali ma che gli scrittori bravi sono quelli "politici" (sono forse noiosetti però?). Gli alti come Nick Sagan, Kim Stanley Robinson, Stephen Baxter e Margaret Atwood tentano in qualche maniera di rinnegare il genere, forse per la paura di vendere meno. Questo è il mio parere: Trovo personalmente questa discussione tediosa e di lana caprina, forse perché sono un "fantascientista integralista". Che sia nei libri, al cinema, nei fumetti o venga veicolata su altri mezzi, anche non ancora inventati, la fantascienza è, e deve essere, SENSE OF WONDER (senso del meraviglioso)... tutto il resto, qualsiasi gadget o trovata fantascientifica contenga, NON E' fantascienza. PUNTO E BASTA. E chi non è con me, peste (transgenica) lo colga! ;) Sono aperte le discussioni... Luca Oleastri PS; potete rispondermi qui sul forum e/o anche qui, sul sito di Short Stories: http://shortstoriesmag.splinder.com Dove ho postato lo stesso commento ;)

» postato da Short Stories alle 20:13 del 25-11-2008

18 bof, sto dietro alla sf al massimo da cinque anni e sto discorso l'ho già sentito decine di volte. credo sia semplicemente la variante ghettizzata del classico "non sono più i tempi di una volta".

» postato da Piscu alle 20:38 del 25-11-2008

19 « «ma come non sta morendo? ma ci andate in Non sono d'accordo. La Fantascienza è più viva che mai, solo che, per la sua capacità di adattamento, per istinto di sopravvivenza, ha cambiato aspetto: se guardate tra gli altri scaffali (avventura, thriller, amore, sociologia, spiritualità), ne troverete a decine di libri di fantascienza.» 'ste considerazioni dell'Anto io le quoto sempre esiste un sacco di fantascienza "crittata" tipo il libro che sto leggendo adesso o quello della Lessing, "Un pacifico matrimonio" entrambi prelevati dal settore narrativa di due librerie diverse una buona domanda sarebbe forse: perchè la fantascienza (almeno in Italia) viene "crittata" da editori e rivenditori? si è fatta una tale brutta fama? e perchè?

» postato da Wintermute alle 21:30 del 25-11-2008

20 Ho fatto una ricerca in rete, dell'argomento si parla da tempo: "La fantascienza ? Non ha futuro." Omero "E' soltanto una moda momentanea." Socrate "Tutto quello che la fantascienza poteva dire lo ha già detto." Dante Alighieri "Ancora si parla di fantascienza ?! Svegliamoci ragazzi, siamo nel 17° secolo ! E' una forma letteraria morta e sepolta." William Shakespeare "Se guardate negli scaffali delle librerie non troverete più fantascienza ormai !" Parini "La fantascienza è soltanto un sepolcro imbiancato." Foscolo "Non dura, dura minga, non può durare." Carosello della China Martini Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 22:14 del 25-11-2008

21 Sei un mito, bisogna che mi ricordo di questo post la prossima volta che salta fuori il discorso :-) S*

» postato da S* alle 22:45 del 25-11-2008

22 In verità questi ultimo decennio è stato dominato dal fantasy. Le mie librerie di fiducia hanno per lo più titoli di questo genere. Harry Potter e Il signore degli anelli non un esempio. Ma anche la trilogia di Paolini o i cicli della Troisi. Poi ci sono grandi scrittori che usano la fantascienza come metafora o forma narrativa e che quindi non sono inquadrati. Vedi Kazuo Ishiguro , l'autore di "Quel che resta del giorno", che ha scritto un bellissimo libro di fantascienza ucronica dal titolo "Non lasciarmi" o il premio Nobel per la letteratura Doris Lessing. Ultimamente, poi, ho come l'impressione che Urania stia proponendo sempre di più anche autori italiani non legati al suo concorso (vedi Infect@). La fantascienza dorme in attesa di qualcosa o qualcuno che suoni la sveglia. Palomino.

» postato da Palomino alle 23:16 del 25-11-2008

23 «In verità questi ultimo decennio è stato dominato dal fantasy.» e dall'horror, meglio se quasi-sexy horror stile Mrs Rice o Twilight et sequitur, per non parlar di Buffy (pare che tutte le adolescenti sognino un vampiro) «Poi ci sono grandi scrittori che usano la fantascienza come metafora o forma narrativa e che quindi non sono inquadrati.» orken vakken, ma la fantascienza non è, tra l'altro, una forma di metafora del presente? torno alle mie domande di cui sopra! oltre al fatto che durante l'ultima visita alla Feltrinelli di Duomo Square ho visto l'angusto angolo dedicato alla fantascionsa pullulare di virgulti sui 16-22 anni che sbirciavano ansiosi gli scaffali (il mio non era occhio libidinoso; per chi fosse interessato all'occhio libidinoso rivolgersi al settore fantasy che pullula di gioveni virgulte: insomma, SF ai maschi, fantasy alle femmine)

» postato da Wintermute alle 23:37 del 25-11-2008

24 Quindi potrebbe servire per cuccare palesarsi come Orco ? Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 00:14 del 26-11-2008

25 Pero' dire che la sf deve essere solo "sense of wonder" mi pare un tantino restrittivo. Ben venga il sense of wonder (che pero' oggi si fa fatica a reperire), ma che ne facciamo di un Robert Sheckley, di un Robert Silverberg, di J.G. Ballard, di Raphael A. Lafferty e insomma, e' inutile che stia qui a elencare, che ne facciamo di una sfilza di decine di nomi che hanno contribuito e creare e a far evolvere il genere, ampliandolo e ramificandolo e arricchendolo? Fantasalutiebaci, Vittorio

» postato da Vittorio Catani alle 01:10 del 26-11-2008

26 Più che di "Sense of wonder" oggi la sf avrebbe bisogno di essere capace di un po' d "Shock and awe". Di fare onore alle sue immense potenzialità di produrre Visioni Pericolose. "La fantascienza è una forma d'arte sovversiva" (PKD)

» postato da (Alessandra ) alle 04:11 del 26-11-2008

27 «Ultimamente, poi, ho come l'impressione che Urania stia proponendo sempre di più anche autori italiani non legati al suo concorso (vedi Infect@). La fantascienza dorme in attesa di qualcosa o qualcuno che suoni la sveglia. Palomino.» Un conto è parlare di fantascienza made in italy...un pò assopita magari...un conto è parlare di fantascienza estera...già più sveglia... :wink:

» postato da Zakalwe alle 09:07 del 26-11-2008

28 Sono andato a scartabellare e nel 1961 (!) vinse l'Hugo per la Best fanzine... Who Killed Science Fiction? (one-shot) ed. by Earl Kemp di cui si parla qua http://209.85.129.132/search?q=cache:WQTQdYBdmCQJ:efanzines.com/EK/eI29/+Who+Killed+Science+Fiction%3F+(one-shot)+ed.+by+Earl+Kemp&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it un tema originale, insomma...

» postato da Muhammed el Tobanis alle 09:35 del 26-11-2008

29 La fantascienza "muore" ogni volta che cambia, e chi era abituato a vederla in un certo modo non la riconosce più. E questo è sempre accaduto (dai tempi di Omero, immagino: "ma che fai, *la scrivi*? la vera fantascienza è imparata a memoria e cantata! dove andremo a finire!";). È innegabile che ora venda di meno (soprattutto in Italia). Ma ci sono state epoche in cui vendeva meno di oggi. Oggi la fantascienza non è di moda, ma questo non vuol dire che sia morta o che non possa tornare di moda in un futuro. È innegabile il fatto che in Italia se ne pubblica poca: al di là della pseudofantascienza diffusa in collane generaliste, è evidente che molti dei titoli che escono all'estero in Italia non arrivano. Diritti troppo alti per il numero di copie basso che si possono vendere. Questo è grave. Ma è una situazione italiana. S*

» postato da S* alle 10:16 del 26-11-2008

30 @ Vittorio Catani (e a tutti) Proprio negli autori che hai elencato, che apparentemente hanno meno a che fare con il classico "senso del meraviglioso, ossia Robert Sheckley, Robert Silverberg, J.G. Ballard, Raphael A. Lafferty, ho trovato il vero "sense of wonder"! Pensa che il mio libro preferito di tutti i tempi è "Morire Dentro" di Silverberg... proprio in quel libro, che forse è il più "realistico" di Silverberg, ho travato la meraviglia di scoprire cosa si prova ad essere un telepatico e perdere questo potere, quasi come fossi io il telepatico. Il "senso del meraviglioso"sta proprio nell'andare "là, dove nessun uomo è mai giunto prima" sia che questo "non luogo" si trovi in un'altra galassia, oppure dentro la propria mente o nella vita di ogni giorno. Il "sense of wonder" può essere l'avvicinarsi ad una nuova civiltà o il risvegliarsi all'orrore del del mondo e alla meraviglia dell'esserne consapevoli. Può essere anche l'accorgersi di universi, spaziali o personali, dai tanti meravigliosi colori intarsiati di lacrime. L'importante e che il "senso del meraviglioso" ci sia, e con quello si può veicolare qualsiasi idea, anche la più sovversiva, facendo venire i brividi al lettore o allo spettatore. Se i brividi non ci sono allora si tratta al massimo di ottima scrittura di onesti mestieranti. E purtroppo oggi la fantascienza è piena di onesti mestieranti che hanno scordato da dove vengono o lo vogliono rinnegare. Non è la fantascienza che è morta. Sono loro i morti della fantascienza. Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com

» postato da Short Stories alle 10:31 del 26-11-2008

31 ««Ultimamente, poi, ho come l'impressione che Urania stia proponendo sempre di più anche autori italiani non legati al suo concorso (vedi Infect@). La fantascienza dorme in attesa di qualcosa o qualcuno che suoni la sveglia. Palomino.» Un conto è parlare di fantascienza made in italy...un pò assopita magari...un conto è parlare di fantascienza estera...già più sveglia... :wink:» Assopita proprio un bel niente! :) Io, delle Edizioni Scudo, ricevo solo dei meravigiosi racconti e romanzi di autori italiani, e ti assicuro che la qualità di quasi tutte le opere è molto alta! Altrochè assopita! Se poi tocca solo a noi e a pochi altri editori pubblicare fantascienza italiana, perchè dalle grandi case editrici viene vista come fumo negli occhi, non è colpa mia (nostra). ;) Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com

» postato da Short Stories alle 10:56 del 26-11-2008

32 «Pero' dire che la sf deve essere solo "sense of wonder" mi pare un tantino restrittivo. Fantasalutiebaci, Vittorio» In realtà, se quando il primo cogl.., ahem stupidotto nehanderthaliano che ha usato l'espressione "sense of wonder" (che in realtà non significa proprio nulla ma che viene sempre usata come concetto perno intorno a cui ruotano tutti i discorsi sulla fantascienza, malgrado che, dati tre presenti si contino 17,8 sue formulazioni differenti), fosse stato doverosamente pestato sulla zucca con un femore di brontosauro, forse i 36 fantastiliardi di discorsi che sono stati fatti da quel momento sino a questa mail avrebbero anche potuto essere leggermente meno pieni di fumosità. Francamente, a me la fantascienza non ha mai dato alcun "sense of wonder" (nella mia formulazione, naturalmente) :-). E' una delle forme letterarie che preferisco, è il 75% di quello che ho letto, ma non ci ho mai trovato alcun "sense of wonder" Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 11:35 del 26-11-2008

33 « Francamente, a me la fantascienza non ha mai dato alcun "sense of wonder" (nella mia formulazione, naturalmente) :-). E' una delle forme letterarie che preferisco, è il 75% di quello che ho letto, ma non ci ho mai trovato alcun "sense of wonder"» Condivido in pieno. A meno di non usare una definizione di sense of wonder così generica che potrebbe essere applicata a qualunque bel libro (o whatever) che ti trasmette un'idea nuova o una prospettiva diversa. S*

» postato da S* alle 12:55 del 26-11-2008

34 Con tutto il rispetto sono completamente in disaccordo con Lanfranco Fabriani e Silvio Sosio. Se il "sense of wonder" peculiare alla fantascienza (ma anche di altri generi) oggi vi sfugge o vi è sempre sfuggito, mi spiace per voi... ;) Se avete sempre trovato romanzi tipo City di Simak o Paese d'Ottobre di Bradbury, della letteratura interessante, appassionate, ben scritta e ben fatta, forse vi siete persi qualcosa. Eppure non vi credo, secondo me non la dite tutta la verità, altrimenti scrvereste e/o vi occupereste di ben altra letterature ;) Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com

» postato da Short Stories alle 13:08 del 26-11-2008

35 « Eppure non vi credo, secondo me non la dite tutta la verità, altrimenti scrvereste e/o vi occupereste di ben altra letterature ;)» Questa frase ha senso solo prendendo per buona la tua affermazione secondo cui la peculiarità della fantascienza è il sense of wonder. Per me - e credo anche per Lanfranco - non è così. Ci sono altre caratteristiche che mi fanno preferire la fantascienza ad altri generi. Per fare un esempio, il fantomatico "sense of wonder" dovrebbe essere anche una delle caratteristiche del fantasy, genere che invece di per sé non mi dice nulla, fermo restando che alcuni libri di genere fantasy possano piacermi. S*

» postato da S* alle 13:40 del 26-11-2008

36 La definizone di "Sense of wonder" di Wikipedia che vi riporto qui sotto, rappresenta esattamente uno degli elementi (ma non l'unico) che io cerco in un opera fantascientifica. Se non c'è almeno un poco di "wonder" spesso l'opera non mi soddisfa. ;) "SENSE OF WONDER: Sense of wonder è un'espressione inglese usata per indicare la tipica sensazione di meraviglia che viene volutamente ricercata nelle opere di narrativa fantascientifica. Il sense of wonder è una reazione emotiva che ha il lettore quando si confronta, cerca di capire o viene messo di fronte ad un concetto assolutamente nuovo e non esistente necessario per recepire delle nuove informazioni. Può essere associato all'azione di cambio di paradigma, atto tipico della fantascienza per cui si accetta una tecnologia futuribile e le sue basi per poter proseguire la comprensione dell'opera o di parte di essa. Il sense of wonder non richiede la completa comprensione della situazione che lo causa. Come molti termini fantascientifici non ha una traduzione correntemente usata in italiano. L'espressione viene spesso usata in correlazione con la sospensione della realtà o la più letteraria volontaria sospensione dell'incredulità di cui parlava il poeta Coleridge. Il sense of wonder è ciò che prova il lettore nel confrontarsi col fatto che il protagonista abbia la forza di effettuare l'azione. Non è necessario che il lettore comprenda il meccanismo dell'azione stessa, l'effetto voluto è lo stupore e la meraviglia che questo accada. La sospensione della realtà è l'atto con cui il lettore ignora le leggi fisiche sull'inerzia che vengono violate. Probabilmente, senza il sense of wonder, il lettore non potrebbe passare alla sospensione della realtà." Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com

» postato da Short Stories alle 14:24 del 26-11-2008

37 «La definizone di "Sense of wonder" di Wikipedia che vi riporto qui sotto, rappresenta esattamente uno degli elementi (ma non l'unico) che io cerco in un opera fantascientifica. Se non c'è almeno un poco di "wonder" spesso l'opera non mi soddisfa. ;) "SENSE OF WONDER: Sense of wonder è un'espressione inglese usata per indicare la tipica sensazione di meraviglia che viene volutamente ricercata nelle opere di narrativa fantascientifica. Il sense of wonder è una reazione emotiva che ha il lettore quando si confronta, cerca di capire o viene messo di fronte ad un concetto assolutamente nuovo e non esistente necessario per recepire delle nuove informazioni. Può essere associato all'azione di cambio di paradigma, atto tipico della fantascienza per cui si accetta una tecnologia futuribile e le sue basi per poter proseguire la comprensione dell'opera o di parte di essa. Il sense of wonder non richiede la completa comprensione della situazione che lo causa. Come molti termini fantascientifici non ha una traduzione correntemente usata in italiano. L'espressione viene spesso usata in correlazione con la sospensione della realtà o la più letteraria volontaria sospensione dell'incredulità di cui parlava il poeta Coleridge. Il sense of wonder è ciò che prova il lettore nel confrontarsi col fatto che il protagonista abbia la forza di effettuare l'azione. Non è necessario che il lettore comprenda il meccanismo dell'azione stessa, l'effetto voluto è lo stupore e la meraviglia che questo accada. La sospensione della realtà è l'atto con cui il lettore ignora le leggi fisiche sull'inerzia che vengono violate. Probabilmente, senza il sense of wonder, il lettore non potrebbe passare alla sospensione della realtà." Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com» Dunque, andiamo per ordine.... "...volutamente ricercata nelle opere..." Quindi, se non ce la cerco, non ce la trovo? Brillante. A meno che non si intenda questo nei confronti dell'autore, quindi "viene ricercato l'effetto", ma non sembra essere questo che dice la Wikipedia. In ogni modo, non ho mai cercato volutamente il sense of wonder in quello che leggevo, e quindi, giustamente, non ce l'ho mai trovato. Colpa mia che sono un troglodita, per fortuna che sono in compagnia di Silvio :-) ".. una reazione emotiva che ha il lettore quando si confronta..." Quindi, se nella fantascienza mi interessa l'aspetto conoscitivo e quindi non ho reazioni emotive perché sono troppo occupato a cercare di capire cosa sta accadendo, come funziona il mondo che mi trovo davanti analizzandolo, il sense of wonder non scatta. Interessante, adesso capisco come mai ho letto fantascienza per trentacinque anni senza trovarlo nemmeno con il lanternino. "...Il sense of wonder è ciò che prova il lettore nel confrontarsi col fatto che il protagonista abbia la forza di effettuare l'azione..." Non capisco perché un lettore, confrontandosi col fatto che il protagonista sia in grado di fare qualcosa, debba provare necessariamente qualcosa. Potrebbe tranquillamente limitarsi a prendere atto della capacità del protagonista. Da questo punto di vista ci vuole molto più sense of wonder per supporre che un protagonista possa passare attraverso 50 metri quadri di cristallo che stanno andando in frantumi senza finire in ospedale fasciato come una mummia... In effetti l'ho sempre detto che il cinema non di fantascienza richiede una sospensione dell'incredulità molto superiore a quella della fantascienza :-):-) In ogni modo, allora un investigatore privato che con una pallottola nello stomaco ha la forza di arrestare l'assassino richiede il sense of wonder. "...La sospensione della realtà è l'atto con cui il lettore ignora le leggi fisiche sull'inerzia che vengono violate. Probabilmente, senza il sense of wonder, il lettore non potrebbe passare alla sospensione della realtà...." Dunque, qui mi sembra che la definizione sia veramente sbagliata, perché che "il lettore ignora le leggi fisiche che vengono violate" potrebbe anche voler dire che il lettore non le conosce, punto e basta, cosa che suppongo valga per la maggior parte dei lettori. Comunque, se capisco bene, l'atto con cui il lettore ignora le leggi fisiche sull'inerzia è sospensione della realtà, debbo quindi supporre che il fatto che il lettore ignori (in senso buono, nel senso che non le prende in considerazione) le leggi della termodinamica non costituisca sospensione della realtà. ????? Come definizione mi sembra un pochino farlocca. Spiega poco o niente. come sempre quando si arriva a toccare il sense of wonder. Comunque. una cosa la dice chiara e tonda. E' nell'occhio del lettore. Da quando stavamo seduti intorno al fuoco, e uno raccontava, ci sono due categorie di ascoltatori/lettori, quelli che stanno seduti, attenti, si fanno coinvolgere, a volte commentano i passi più drammatici con gemiti e urletti e risate; e ci sono quelli che in genere si fanno dare una mazzata in testa, perché interrompono la narrazione con un "ma tu cinque minuti fa avevi detto che..." Ora, però, se il sense of wonder è nell'occhio del lettore (come sembra risultare dalla definizione precedente), non si può dire che vi sia fantascienza che lo suscita e fantascienza che non lo suscita, perché, come si diceva allora anche Shcekley o Ballard possono suscitarlo. Si può dire che di fronte a un'opera vi sono persone che possono provarlo in modo più o meno intenso, ma tutto qui. Ciao! Lanfranco

» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 15:06 del 26-11-2008

38 «««Ultimamente, poi, ho come l'impressione che Urania stia proponendo sempre di più anche autori italiani non legati al suo concorso (vedi Infect@). La fantascienza dorme in attesa di qualcosa o qualcuno che suoni la sveglia. Palomino.» Un conto è parlare di fantascienza made in italy...un pò assopita magari...un conto è parlare di fantascienza estera...già più sveglia... :wink:» Assopita proprio un bel niente! :) Io, delle Edizioni Scudo, ricevo solo dei meravigiosi racconti e romanzi di autori italiani, e ti assicuro che la qualità di quasi tutte le opere è molto alta! Altrochè assopita! Se poi tocca solo a noi e a pochi altri editori pubblicare fantascienza italiana, perchè dalle grandi case editrici viene vista come fumo negli occhi, non è colpa mia (nostra). ;) Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com» Qui può calzare l'assopita non credi? Magari inveci di parlare per slogan prova a chiederti il perchè uno dice qualcosa. Se non c'è permeabilità dalle grandi case editrici verso gli autori italiani di fantascienza, se si traduce poco e si vende ancor meno il termine potrebbe calzare. Non è un giudizio qualitativo, semplicemente un giudizio sullo stato attuale delle cose... Assopito non vuol dire sepolto, schifoso, etc etc... :wink:

» postato da Zakalwe alle 15:29 del 26-11-2008

39 «... In effetti l'ho sempre detto che il cinema non di fantascienza richiede una sospensione dell'incredulità molto superiore a quella della fantascienza :-):-) ... Ciao! Lanfranco» Comunque la si pensi, queste sono sagge parole. Quotone.

» postato da Muhammed el Tobanis alle 16:18 del 26-11-2008

40 Cari tutti, forse è utile affettare le definizioni (sicuramente precotte) cercando tutti i peli di quest' "uovo" del "sense of wonder" o forse no. A voi decidere ed eventualmente divertirvi a continuare a vivisezionare ed analizzare sta "povera creatura" inerme... ;) Resta il fatto che a ragione o torto la parola "sense of wonder" è legata storicamente per qualche motivo SOLO alla fantascienza e collateralmente alla letteratura fantastica più in generale. Se le parole "senso" e "meraviglioso" sono quindi legate indissolubilmente alla fantascienza, e non al thriller, al giallo, al "mainstream" o ai libri di cucina, un motivo ci sarà, non ne convenite? :) Personalmente è proprio quel senso di "sospensione della realtà", o meglio quel "meraviglioso che non so come spiegarvi" che mi ha portato ad iniziare a leggere oramai 35 anni fa fantascienza ed a continuare a farlo. Ovviamente ho letto libri e ho visto film di ogni genere, che mi hanno dato mille altri tipi di emozione, ma non quella di cui sopra o non pienamente... sarò malato? Ci sono persone che non vedono bene il verde e lo confondono con altri colori... allora, nel caso in discussione, o sono io che vedo il "verde" solo in certi casi, o siete voi che non percepite il "verde" o non lo percepite solo nel caso della fantascienza, oppure... tutte queste cose messe assieme, come forse è naturale che sia... ;) Resta il fatto assodato che il termine "sense of wonder" e la fantascienza vanno a braccietto da parecchi decenni, sopratutto nella mente e nella immaginazione di molti lettori. Sarà un caso? Sono parole a caso? Non penso. Entrare tramite le parole di Arthur C. Clarke nel mondo di Rama per intuire vagamente quel'è lo scopo di Rama, è ciò che personalmente definisco e percepisco come puro "sense of wonder", e guarda caso è proprio la chiave del successo mondiale della serie televisiva di FANTASCIENZA Lost (ma in verità anche quella dell'Odissea, che per il suo tempo era "fantascienza" pura). Perchè negarlo? Perchè negare la presenza del "sense of wonder" (o come diavolo lo volete chiamare), spesso presente in grandi quantità. in un buon romanzo di fantascienza? Il "sense of wonder" è connesso alla fantascienza più che ad altri generi. Non è una vergogna ammettere questa evidenza... ;)

» postato da Short Stories alle 17:34 del 26-11-2008

41 « Se poi tocca solo a noi e a pochi altri editori pubblicare fantascienza italiana, perchè dalle grandi case editrici viene vista come fumo negli occhi, non è colpa mia (nostra)» Mah, a me pare che grossi problemi con la fantascienza italiana non li abbia quasi nessuno, inclusi i "grossi editori", che poi è solo mondadori a ben guardare, perché la Longanesi/Nord non pubblica vera e propria fantascienza se non occasionalmente. Anche se a ben vedere Mondadori può permetterselo perché il grosso del pubblico di Urania o è abbastanza smaliziato da leggere anche cose italiane, o si fida delle scelte, o semplicemente bada poco all'autore. Altrimenti per promuovere un autore italiano ci vuole un grosso lavoro di promozione, che non tutti gli editori sono in grado di fare. Quello che fanno le edizioni Scudo è bello e meritevole, ma non le includerei in discorsi generali, visto che vendendo tramite Lulu hanno problemi ben diversi da quelli di un editore che i libri li deve stampare e distribuire in libreria. S*

» postato da S* alle 17:45 del 26-11-2008

42 «« Se poi tocca solo a noi e a pochi altri editori pubblicare fantascienza italiana, perchè dalle grandi case editrici viene vista come fumo negli occhi, non è colpa mia (nostra)» Mah, a me pare che grossi problemi con la fantascienza italiana non li abbia quasi nessuno, inclusi i "grossi editori", che poi è solo mondadori a ben guardare, perché la Longanesi/Nord non pubblica vera e propria fantascienza se non occasionalmente. Anche se a ben vedere Mondadori può permetterselo perché il grosso del pubblico di Urania o è abbastanza smaliziato da leggere anche cose italiane, o si fida delle scelte, o semplicemente bada poco all'autore. Altrimenti per promuovere un autore italiano ci vuole un grosso lavoro di promozione, che non tutti gli editori sono in grado di fare. Quello che fanno le edizioni Scudo è bello e meritevole, ma non le includerei in discorsi generali, visto che vendendo tramite Lulu hanno problemi ben diversi da quelli di un editore che i libri li deve stampare e distribuire in libreria. S*» E' ovvio Silvio che noi delle Edizioni Scudo non abbiamo i tuoi problemi, anzi, con il sistema che abbiamo sceloto per produrre i nostri volumi, non ne abbiamo affatto... ;) E' pure ovvio che - per ora - il nostro "fatturato" non è minimamente paragonabile al tuo, anzi lo definire un foruncolo su una supernova... in futuro chissà, potremmo anche porci (e non maiali) in maniera diversa sul mercato ed essere sommersi da tutti i problemi dell'editoria tradizionale, che durante i miei trascorsi da editore "vero" ho purtroppo avuto la possibilità di "gustare"... ;) Io comunque mi riferivo alla ottima qualità degli scritti che riceviamo da autori italiani, che in generale è molto alta e al di là delle nostre prime aspettative. Luca Oleastri http://shortstoriesmag.splinder.com PS: Viva il "sense of wonder" e abbasso il "sense of sadness"!!!! :) :) :)

» postato da Short Stories alle 18:51 del 26-11-2008

43 Rimarco il fatto che le grosse catene di librerie non vendono fantascienza. Rimane Internet e per uno come me a cui piace girare per una libreria, prendere in mano un libro e leggere le note in seconda, terza o quarta di copertina non è la via ideale. Quindi per quanto vengano pubblicati libri (e come vorrei comprarne alcuni di quelli consigliati da questo sito) non hanno mercato. Palomino.

» postato da Palomino alle 21:26 del 26-11-2008

44 «E' pure ovvio che - per ora - il nostro "fatturato" non è minimamente paragonabile al tuo, anzi lo definire un foruncolo su una supernova... » Non conosco il fatturato delle edizioni scudo ma mi sembra improbabile che sia così infinitamente minuscono da fare apparire quello della Delos Books una supernova :lol: S*

» postato da S* alle 23:03 del 26-11-2008

45 «Rimarco il fatto che le grosse catene di librerie non vendono fantascienza. Rimane Internet e per uno come me a cui piace girare per una libreria, prendere in mano un libro e leggere le note in seconda, terza o quarta di copertina non è la via ideale. Quindi per quanto vengano pubblicati libri (e come vorrei comprarne alcuni di quelli consigliati da questo sito) non hanno mercato. Palomino.» Boh, i libri Delos sono assolutamente in vendita in tutte le Feltrinelli, le Mondadori, le Giunti al punto. Quali sono queste grandi catene che non vendono fantascienza? S*

» postato da S* alle 23:05 del 26-11-2008

46 «ma come non sta morendo? ma ci andate in libreria ogni tanto? la fantascienza è relegata a non più di un piccolo scaffale su cui sono ben disposte le trilionesime riedizioni di libri di asimov, dick e ballard. e basta! asimov, dick e ballard asimov» :lol: Peraltro c'è da dire che la situazione è migliorata rispetto a pochi anni fa. Ballard ha cominciato a essere conosciuto al di fuori dei lettori più fedeli di SF. Prima c'erano dick e asimov, dick e asimov, dick e asimov :rotflmao:

» postato da metalupo alle 02:01 del 27-11-2008

47 «Peraltro c'è da dire che la situazione è migliorata rispetto a pochi anni fa. Ballard ha cominciato a essere conosciuto al di fuori dei lettori più fedeli di SF. Prima c'erano dick e asimov, dick e asimov, dick e asimov :rotflmao:» Fino agli anni novanta era ancora peggio, c'era solo asimov, asimov e asimov. Insomma, il reparto della fantascienza in vent'anni si è triplicato! S*

» postato da S* alle 08:38 del 27-11-2008

48 « Boh, i libri Delos sono assolutamente in vendita in tutte le Feltrinelli, le Mondadori, le Giunti al punto. S*» beh, io a Feltrinelli e Giunti a Parma devo ordinarli, esposti non ce li hanno. Se non è cambiato qualcosa da quest'estate.

» postato da l'Anto alle 09:49 del 27-11-2008

49 «beh, io a Feltrinelli e Giunti a Parma devo ordinarli, esposti non ce li hanno. Se non è cambiato qualcosa da quest'estate.» Sia di Feltrinelli che di Giunti ce ne sono decine, non posso dire quali ce l'hanno e quali no, ma posso dire che come catene ne vendono, anzi, ci facciamo un fatturato decisamente interessante. Ma gli acquisti li fa il singolo negozio. Per esempio, alla Mondadori di via Marghera a Milano c'è Martina Frammartino di FantasyMagazine, per cui lì potete stare tranquilli che libri Delos Books se ne trovano, e in generale il settore fantasy e fantascienza è ben curato. ;-) S*

» postato da S* alle 10:02 del 27-11-2008

50 « Fino agli anni novanta era ancora peggio, c'era solo asimov, asimov e asimov. Insomma, il reparto della fantascienza in vent'anni si è triplicato! S*» :lol: :lol: :lol: Seriamente... fino agli anni novanta c'era ancora almeno la Nord (con proposte inedite, intendo)... anche se già allora dava qualche segnale di agonia. Ora veramente il panorama è sconfortante. Ma come dici tu... è questione di diritti troppo alti per gli editori italiani, indipendentemente dalla circostanza più generale e eventuale di una crisi mondiale della SF. Si va solo a colpo sicuro, su autori sicuri.

» postato da metalupo alle 11:57 del 27-11-2008

51 ««Rimarco il fatto che le grosse catene di librerie non vendono fantascienza. Rimane Internet e per uno come me a cui piace girare per una libreria, prendere in mano un libro e leggere le note in seconda, terza o quarta di copertina non è la via ideale. Quindi per quanto vengano pubblicati libri (e come vorrei comprarne alcuni di quelli consigliati da questo sito) non hanno mercato. Palomino.» Boh, i libri Delos sono assolutamente in vendita in tutte le Feltrinelli, le Mondadori, le Giunti al punto. Quali sono queste grandi catene che non vendono fantascienza? S*» Ho giusto fatto un giro nel Feltrinelli di un grosso centro commerciale fuori città. Lo stesso per Mondadori e Giunti ( per altro unica libreria e negozio che chiude il sabato alle 23/24) Mondadori ha aperto da poco in città ed il Feltrinelli in centro è da un po' che non bazzico. Palomino.

» postato da Palomino alle 22:19 del 27-11-2008

52 « Ma gli acquisti li fa il singolo negozio. » sì, lo so. Ho parlato per...sgranchirmi le dita :D

» postato da l'Anto alle 22:41 del 27-11-2008

53 «Per esempio, alla Mondadori di via Marghera a Milano c'è Martina Frammartino di FantasyMagazine, per cui lì potete stare tranquilli che libri Delos Books se ne trovano, e in generale il settore fantasy e fantascienza è ben curato. ;-)» facciamocene una ragione, capo, Milano è un po' a sè stante, pure le edicole sono un'altra cosa...

» postato da Wintermute alle 23:45 del 27-11-2008

54 ««Per esempio, alla Mondadori di via Marghera a Milano c'è Martina Frammartino di FantasyMagazine, per cui lì potete stare tranquilli che libri Delos Books se ne trovano, e in generale il settore fantasy e fantascienza è ben curato. ;-)» facciamocene una ragione, capo, Milano è un po' a sè stante, pure le edicole sono un'altra cosa...» Qui a Reggio li ho richiesti, son rimasti in scaffale 3 o 4 mesi...poi aria...

» postato da Zakalwe alle 09:23 del 28-11-2008

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