Lunamoonda, provincia di Cagliari

Da Salani un nuovo romanzo dell’autore di Lilim del tramonto, ambientato in una Sardegna del futuro

“Profumo di alba, di timo, di cozze” è il titolo del primo capitolo del romanzo Lunamoonda pubblicato recentemente dalla Salani e scritto da Bruno Tognolini.

 

Ne riportiamo anche alcune righe iniziali: "Sono le ultime ore di una notte d'aprile, larghissima e fresca. Il cielo, ancora nero e incrostato di stelle a occidente verso l'interno dell'isola, a oriente verso il mare comincia a impallidire: sta per nascere il giorno.

La sentinella, seduta sulla sommità del promontorio, guarda il chiarore con aria assente, sbadigliando. Poi si srotola via dalla testa il turbante di loufa-tela grezza, scioglie in un'onda i lunghi capelli castani, si sfila i musikète dalle orecchie, li mette in tasca, si stropiccia gli occhi con meticolosa soddisfazione, si volta: è una ragazzina di tredici anni, bellissima e stracciona.

Dà un'occhiata all'orologio: le sei e mezzo. Tra mezz'ora giù alla Tana il cuoco, mugolando preghiere in arabo, metterà su il caffè e l'odore sveglierà tutti. Ma ora tutti dormono nelle cucce, acciambellati nei sacchi di loufa imbottiti di piume.

La Tana della banda ski-lellè, nota col nome di Lunamoonda, è nascosta nel corno ovest di Cala Figuera, sul versante a mare del promontorio Sella Dimòniu. È un grumo di anfratti e costruzioni militari, sfondato per metà dai cannoni e per metà formato di stanzine, sale, corridoi, nicchie e vani tappezzati di stuoie, murales, gigli blu, collane di fichi, ghirlande di cozze, icone di santi, strumenti, computer e rottami di computer."

 

Il tutto si svolge in Sardegna in un non lontano futuro, e narra di una banda di "ski-lellè", ragazzi randagi ai margini di una tecno-metropoli. Narra la loro vita quotidiana che si snoda nella tana sul mare fra pesca, scherzi, traffici hi-tech, viaggi e raduni di bande, strane preghiere a uno strano Santo, amori e spedizioni di razzia nella città.

Narra la loro lunga guerra con la NAS, la Nuova Architettura Sociale, detta Nassa, che è rete globale di informazioni e sistema di vita al tempo stesso, e che tutto e tutti sorveglia; e parla del loro incontro con Marianna, una ragazzina molto speciale che cambierà le loro sorti.

Narra la vita umana ai tempi del connubio totale fra uomini e macchine,

fra uomini e animali, fra uomini e uomini, o doppi di uomini, cloni.

L’autore è nato a Cagliari nel 1951, si è laureato Al DAMS di Bologna dive attualmente vive. Ha lavorato in teatro e in televisione, ma il suo primo amore sono i libri con circa venti titoli al suo attivo fra cui Salto nell’ultramondo (Giunti) e Lilim del tramonto recentemente ristampato dalla TEA.

 

La quarta di copertina: Neonora, tecnopoli al centro del Mediterraneo in un futuro vicino. Gli uomini conducono esistenze vuote, sotto i vigili occhi della Nuova Architettura Sociale, la Nassa, che li abbraccia in una Rete senza fine. Solo i ragazzi della banda Lunamoonda resistono a questo grigiore, con la loro vita lieve e clandestina nella Tana sul mare, fra pesca, lavori, amori, musica e danza, guerra alla Nassa e scorribande in città. Hanno un piano segreto per cambiare le cose, ma contro di loro si prepara una nera minaccia... Una storia di scenari infotecno, biotecno, nanotecno, fra doni, ibridi, umani potenziati, in paesaggi marini d’incanto. Una storia di guerra, di amore e di infamia, di umano, disumano e postumano, di Maestri e Allievi, rispetto e affetto, e in fondo di fiducia nel futuro, per quanto ‘biotecnomagico’ sarà.

 

Lunamoonda di Bruno Tognolini (2008), Adriano Salani Editore, collana Mondi Fantastici Salani, pag. 267, euro 14,80.

Autore: Pino Cottogni - Data: 7 maggio 2008

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Commenti

1 Bé, non può che farmi piacere apprendere l'uscita di questo libro. Non so a quanti di voi (del forum, e in generale chi legge) è capitato di fantasticare riguardo a come sarebbe il posto in cui vive (o dove è nato e cresciuto) immaginandolo in un contesto futuribile, magari prendendo spunto da certe suggestioni derivate da determinati posti o paesaggi. Per ora, l'unica fantascienza in cui si trovano numerosi riferimenti sulla Sardegna l'ho sempre scovata (o meglio, mi sono divertito a scovarla) tra le pagine di Nathan Never, principalmente nelle storie scritte dai sui 3 creatori: per chi non lo sapesse, nei vari albi ci sono sempre stati tantissimi riferimenti a nomi, vocaboli e località sarde, adeguatamente mascherate in modo esotico (ad esempio l'analcolica bevanda Koronju... ossia la località -Corongiu- dove sorge un acquedotto). Ritornando al romanzo, spero di poterlo leggere al più presto. ;)

» postato da Turner alle 18:41 del 07-05-2008

2 Perche' Medda e' sardo.. Cmq anche Evangelisti ha ambientato un suo romanzo di Eymerych nel regno di Arborea..

» postato da Juan Rico alle 00:30 del 08-05-2008

3 «Perche' Medda e' sardo.. » Lo sono tutti e tre.

» postato da Turner alle 09:29 del 08-05-2008

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