Vernor Vinge Tutti i racconti / 1

Vernor Vinge, Vernor Vinge Tutti i racconti / 1 (The Collected Stories of Vernor Vinge, 2001) - FANTASCIENZA - Nord - Cosmo Argento - 2006 - traduttore: Vari - pagine 384 - prezzo 18,00 euro - giudizio: buono

Conosciuto principalmente per i sui romanzi, Vernor Vinge ha scritto anche un certo numero di racconti, che vengono ora pubblicati, in due volumi, dall'Editrice Nord.

Il primo, Vernor Vinge Tutti i racconti / 1, raccoglie undici racconti, preceduti, e a volte seguiti, da un commento dall'autore, fornendo una panoramica sugli inizi di una carriera letteraria decisamente interessante.

 

Corri, Norman, corri!

Credo che questo racconto sia stato ben definito dalla sorella di Norman, che disse "A parte lo scimpanzé, il resto mi sembra abbastanza noioso".

Si tratta del primo racconto del nostro, scritto nel 1962, e come molte opere prime ha parecchi difetti, anche se, probabilmente, John W. Campbell intravide le potenzialità di Vinge e acquistò il racconto per Analog.

 

Il complice

Un racconto interessante, anche se lo stesso Vinge afferma trattarsi di una curiosa mescolanza di intuizione e previsioni sbagliate.

Certo, dopo quaranta anni è facile capire che le cose non sarebbero potute andare in questo modo, ma nel 1967 il futuro di una certa branca dell'informatica era ancora oscuro.

 

Il mercante e l'apprendista

Un racconto scritto in collaborazione con la moglie Joan, con la quale Vinge rimase sposato dal 1972 al 1979, anch'essa apprezzata scrittrice di fantascienza.

Credo che non sia difficile individuare il punto in cui è avvenuto il passaggio del testimone tra marito e moglie, anche perché il personaggio principale subisce una trasformazione che stona un po'.

 

Il prezzo della libertà

Un racconto strano, ambientato in un mondo postatomico dove la civiltà ha raggiunto un livello paragonabile a quello anteguerra, ma nuove forme sociali si sono aggiunte alle vecchie.

Il problema è che questa nuova società non è molto credibile, anche se una delle cose più improbabili, serve per un grosso colpo di scena, a parte questo il racconto non è male.

 

Campo lungo

Un racconto singolare, che corre verso la risolutiva frase finale, corto e piacevolmente intrigante, la missione di una sonda automatica il cui vero scopo si svela poco a poco.

Evitate di leggere l'introduzione, potrebbe fornirvi troppi indizi e farvi arrivare troppo presto alla verità.

 

Apartheid

Un racconto notevole, ma sfortunatamente reso inverosimile dai fatti successi dopo il 1964, anno in cui venne scritto.

Il mondo in cui è ambientato, sorto dopo una guerra che ha distrutto l'emisfero settentrionale, tornerà nel successivo racconto dell'antologia.

 

Vittoria per abbandono

Un racconto interessante, dove Vinge prova a immaginare una società aliena con una forma di governo (?) davvero stravagante.

E che secondo me non potrebbe affatto intraprendere l'esplorazione dello spazio.

 

La giostra del tempo

Uno splendido racconto, ambientato nello spazio ma molto legato alla situazione terrestre, dove un impero nato da una guerra atomica opprime e soffoca ogni possibilità di espansione.

Il desiderio di libertà e quello della vendetta salderanno una strana alleanza per ridare all'umanità una possibilità di rompere le sue catene.

 

Paura della bomba

Curiosamente Vinge non propose subito questo racconto a Campbell, ricevendo diversi rifiuti da altri direttori, e quando, dopo sette anni, si decise ebbe la sorpresa di vederlo acquistato al volo.

Avrebbe dovuto capire che questo tipo di storie era quello che voleva il granitico direttore di Analog.

E si, come dice lo stesso Vinge questo racconto è debole.

 

La fiera della scienza

Un racconto su un affascinante pianeta senza sole, dove la vita si è sviluppata grazie ai vulcani, e dove la popolazione vede l'infrarosso.

Un posto tutto sommato piacevole, ma tutte le cose belle prima o poi devono finire.

 

La gemma

Un ottimo racconto, senza più ambientazioni postatomiche o spaziali, solo una ragazzina, sua nonna e un mistero.

Vinge traccia, nel commento, la trama di un possibile seguito, che non mi dispiacerebbe affatto leggere, un giorno o l'altro.

 

Devo dire che mi aspettavo di più da questa antologia, dove si trovano fianco a fianco racconti ottimi e meno validi, ma credo che sia naturale quando si raccolgono tutte le storie di un autore una certa discontinuità.

Vinge, autore di romanzi famosi nonché della teoria della singolarità, dove postula che l'umanità riuscirà a creare un'intelligenza sovrumana e, a seguito di questo, si estinguerà, non sembra totalmente a suo agio con i racconti, quasi gli mancasse lo spazio per sviluppare le trame grandiose alle quali ci ha abituato.

La raccolta resta comunque di buon livello, anche le storie meno riuscite contengono spunti interessanti, per chi non avesse letto nulla di questo autore un buon inizio, per gli altri l'occasione di scoprire il suo percorso artistico.

 

Vernor Vinge è nato nel 1944 nel Wisconsin, ha iniziato a pubblicare fantascienza nel 1965, arrivando al successo solo nel 1981 con il romanzo Il vero nome ma soprattutto con Universo incostante, vincitore del premio Hugo 1992, e con il prequel Quando la luce tornerà, trionfatore nel 2000.

Lo scrittore ha vinto il prestigioso premio altre due volte, nel 2002 con Tempi veloci a Fairmont High e nel 2004 con Gli invasati.

Dal 2002 Vinge si dedica totalmente alla scrittura, dopo aver lasciato la cattedra di insegnante all'università di San Diego.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 5 novembre 2006

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1 «Vinge, autore di romanzi famosi nonché della teoria della singolarità, dove postula che l'umanità riuscirà a creare un'intelligenza sovrumana e, a seguito di questo, si estinguerà, » Un punto di vista poco singolare e decisamente in disaccordo con quello dell'autore. Sono i detrattori della Singolarità (non della teoria, ma proprio dell'eventuale emersione di un'intelligenza artificiale) a sostenere questa visione apocalittica, e non sono nemmeno i più vispi intellettualmente. Roger Penrose, per esempio: proprio lui, il docente di Stephen Hawking nonché vulcano di idee fantascientifiche (come per esempio quella che vorrebbe estrarre energia dai buchi neri rotanti, usandoli come delle dinamo cosmiche...) ha argomentato contro l'IA, ma senza arrivare mai a prendere una posizione neo-luddista come quella di chi paventa ogni catastrofe immaginabile dopo la Singolarità. Senza nulla togliere al resto della recensione, ma per dovere di cronaca :wink: X

» postato da X alle 09:21 del 06-11-2006

2 « Corri, Norman, corri! Credo che questo racconto sia stato ben definito dalla sorella di Norman, che disse "A parte lo scimpanzé, il resto mi sembra abbastanza noioso". Si tratta del primo racconto del nostro, scritto nel 1962, e come molte opere prime ha parecchi difetti, anche se, probabilmente, John W. Campbell intravide le potenzialità di Vinge e acquistò il racconto per Analog.» in effetti lo svolgimento è noiosetto (il titolo mi aveva colpito e mi aspettavo qualcosina di più), ma l'idea di fondo e le implicazioni prospettate mi son parse interessanti e mi è parso interessante anche il finale, in cui il progresso pur discutibile e pericoloso deve essere accetttato malgrado le varie pertinentissime riserve... « Il complice Un racconto interessante, anche se lo stesso Vinge afferma trattarsi di una curiosa mescolanza di intuizione e previsioni sbagliate. Certo, dopo quaranta anni è facile capire che le cose non sarebbero potute andare in questo modo, ma nel 1967 il futuro di una certa branca dell'informatica era ancora oscuro.» mmmm... non mi ha particolarmente entusiasmato... « Il mercante e l'apprendista Un racconto scritto in collaborazione con la moglie Joan, con la quale Vinge rimase sposato dal 1972 al 1979, anch'essa apprezzata scrittrice di fantascienza. Credo che non sia difficile individuare il punto in cui è avvenuto il passaggio del testimone tra marito e moglie, anche perché il personaggio principale subisce una trasformazione che stona un po'.» personalmente, ho preferito la parte scritta dalla moglie vero comunque che il protagonista cambia radicalmente, ma secondo me non stona molto, visto che vi è un cambiamento radicale della situazione e del rapporto di forza fra le parti « Il prezzo della libertà Un racconto strano, ambientato in un mondo postatomico dove la civiltà ha raggiunto un livello paragonabile a quello anteguerra, ma nuove forme sociali si sono aggiunte alle vecchie. Il problema è che questa nuova società non è molto credibile, anche se una delle cose più improbabili, serve per un grosso colpo di scena, a parte questo il racconto non è male.» interesssante, la forma di società prospettata « Campo lungo Un racconto singolare, che corre verso la risolutiva frase finale, corto e piacevolmente intrigante, la missione di una sonda automatica il cui vero scopo si svela poco a poco.» Evitate di leggere l'introduzione, potrebbe fornirvi troppi indizi e farvi arrivare troppo presto alla verità.» sicuramente il racconto che ho preferito, davvero ben scritto, intrigante e bello « Apartheid Un racconto notevole, ma sfortunatamente reso inverosimile dai fatti successi dopo il 1964, anno in cui venne scritto. Il mondo in cui è ambientato, sorto dopo una guerra che ha distrutto l'emisfero settentrionale, tornerà nel successivo racconto dell'antologia.» molto intrigante l'ambientazione e la trama «Vittoria per abbandono Un racconto interessante, dove Vinge prova a immaginare una società aliena con una forma di governo (?) davvero stravagante. E che secondo me non potrebbe affatto intraprendere l'esplorazione dello spazio.» come sopra... in più è molto affascinante la struttura sociale concepita per gli alieni ed il paragone fra le varie etnie a suo tempo sottomesse (o forse meglio dire assorbite :? ) « La giostra del tempo Uno splendido racconto, ambientato nello spazio ma molto legato alla situazione terrestre, dove un impero nato da una guerra atomica opprime e soffoca ogni possibilità di espansione. Il desiderio di libertà e quello della vendetta salderanno una strana alleanza per ridare all'umanità una possibilità di rompere le sue catene.» abbastanza claustrofobico e un po' deprimente: mi è piaciuto :wink: « Paura della bomba Curiosamente Vinge non propose subito questo racconto a Campbell, ricevendo diversi rifiuti da altri direttori, e quando, dopo sette anni, si decise ebbe la sorpresa di vederlo acquistato al volo. Avrebbe dovuto capire che questo tipo di storie era quello che voleva il granitico direttore di Analog. E si, come dice lo stesso Vinge questo racconto è debole.» mmmm...mi ha lasciato perplesso « La fiera della scienza Un racconto su un affascinante pianeta senza sole, dove la vita si è sviluppata grazie ai vulcani, e dove la popolazione vede l'infrarosso. Un posto tutto sommato piacevole, ma tutte le cose belle prima o poi devono finire.» non mi è piaciuto, salvo per il finale che riscatta tutto il racconto « La gemma Un ottimo racconto, senza più ambientazioni postatomiche o spaziali, solo una ragazzina, sua nonna e un mistero. Vinge traccia, nel commento, la trama di un possibile seguito, che non mi dispiacerebbe affatto leggere, un giorno o l'altro.» carino e ben scritto *** nel complesso la lettura è stata piacevole ed interessante, a fronte del poco entusiasmo dei primi racconti, mi son dovuti un po' ricredere indubbiamente Vinge imostra di aver partorito molte buone idee e di saperle sviluppare anche nell'arco del racconto breve... sicuramente però la resa nei romanzi è ben altra cosa... Anche "il vero nome", secondo me, è ad un livello superiore rispetto ai raccontid i cui all'antologia in oggetto.. *Folle Diamante*

» postato da crazy diamond alle 13:18 del 06-11-2006

3 ««Vinge, autore di romanzi famosi nonché della teoria della singolarità, dove postula che l'umanità riuscirà a creare un'intelligenza sovrumana e, a seguito di questo, si estinguerà, » Un punto di vista poco singolare e decisamente in disaccordo con quello dell'autore. X» Effettivamente trovo un po' riduttivo considerare la Singolarità di Vinge in questi termini. Certo, leggendo l'epico Marooned in Real Time (I Naufraghi del Tempo - Urania non mi ricordo che numero), salvo pochi naufraghi "imbollati" prima della Singolarità, l'umanità è scomparsa, ma non è detto che si sia estinta e anzi molti, protagonista compreso, pensano che si sia evlouta verso una forma di esistenza superiore... magari trasferendosi in un'altro universo da essa stessa creato oppure continua a esistere sotto forma di informazine pura in un ipermondo virtuale creato utilizzando buchi neri come compuer quantistici... chissà? Infatti, l'opera delle tecnalte Yelen e Martha Korolew consiste appunto nel ricreare una sorta di "massa critica" di intelligenze umane che in futuro possano riavviare il processo per dar luogo a una seconda Singolarità, vista un po' come una seconda sessione di esami per i rimandati a settembre. Per il resto, chi ha la fortuna di trovare I Naufraghi del Tempo su una bancarella, lo compri senza esitare, magari anche a prezzo maggiorato, perché ne vale sicuramente la pena. Un saluto Quaoar

» postato da Quaoar alle 20:27 del 06-11-2006

4 ««Vinge, autore di romanzi famosi nonché della teoria della singolarità, dove postula che l'umanità riuscirà a creare un'intelligenza sovrumana e, a seguito di questo, si estinguerà, » Un punto di vista poco singolare e decisamente in disaccordo con quello dell'autore. » In effetti Vinge ritiene l'estinzione la migliore delle ipotesi possibili: "If the Singularity can not be prevented or confined, just how bad could the Posthuman era be? Well . . . pretty bad. The physical extinction of the human race is one possibility. (Or, as Eric Drexler put it of nanotechnology: given all that such technology can do, perhaps governments would simply decide that they no longer need citizens.) Yet physical extinction may not be the scariest possibility." (TECHNOLOGICAL SINGULARITY, V. Vinge) «Sono i detrattori della Singolarità (non della teoria, ma proprio dell'eventuale emersione di un'intelligenza artificiale) a sostenere questa visione apocalittica, e non sono nemmeno i più vispi intellettualmente. Roger Penrose, per esempio: proprio lui, il docente di Stephen Hawking nonché vulcano di idee fantascientifiche (come per esempio quella che vorrebbe estrarre energia dai buchi neri rotanti, usandoli come delle dinamo cosmiche...) ha argomentato contro l'IA, ma senza arrivare mai a prendere una posizione neo-luddista come quella di chi paventa ogni catastrofe immaginabile dopo la Singolarità.» Come minimo un tentativo di dirigere il progresso tecnologico deve essere fatto, ci sono troppi esempi di guai imprevisti verificatisi in passato perché non sono stati previsti gli sviluppi di situazioni che si andavano sviluppando. Il guaio è che la politica arriva trenta e passa anni dopo la fantascienza. «Senza nulla togliere al resto della recensione, ma per dovere di cronaca :wink: X » Figurati, mi sono limitato a riportare paro paro quello che c'era scritto sul libro, hai fatto benissimo a puntualizzare. A proposito, la Gilda degli Assassini vorrebbe sapere se hai preferenze sulla modalità del trapasso, sono fortemente orientati alla soddisfazione del cliente. :twisted: Anacho

» postato da Anacho alle 11:34 del 07-11-2006

5 «In effetti Vinge ritiene l'estinzione la migliore delle ipotesi possibili: "If the Singularity can not be prevented or confined, just how bad could the Posthuman era be? Well . . . pretty bad. The physical extinction of the human race is one possibility. (Or, as Eric Drexler put it of nanotechnology: given all that such technology can do, perhaps governments would simply decide that they no longer need citizens.) Yet physical extinction may not be the scariest possibility." (TECHNOLOGICAL SINGULARITY, V. Vinge)» Contestualizzato nel resto dell'articolo la possibilità non suona affatto così apocalittica come potrebbe parere da una frase avulsa. L'articolo affronta diverse possibili soluzioni all'avvento della (eventuale) Singolarità, questa è una delle tante e non ha tra l'altro una connotazione precisa: si parla di estinzione fisica dell'umanità, per esempio, ma come ricordava Quaoar Vinge non esclude affatto che la civiltà potrebbe sopravvivere... su altri supporti. «Come minimo un tentativo di dirigere il progresso tecnologico deve essere fatto, ci sono troppi esempi di guai imprevisti verificatisi in passato perché non sono stati previsti gli sviluppi di situazioni che si andavano sviluppando. Il guaio è che la politica arriva trenta e passa anni dopo la fantascienza.» Indubbiamente. Continuo a chiedermi a cosa serva, alla fine della fiera, la politica... «Figurati, mi sono limitato a riportare paro paro quello che c'era scritto sul libro, hai fatto benissimo a puntualizzare. A proposito, la Gilda degli Assassini vorrebbe sapere se hai preferenze sulla modalità del trapasso, sono fortemente orientati alla soddisfazione del cliente. :twisted: » E' indifferente. Ho un update aggiornato ogni 48 ore con un trasferimento via agotransfer pronto a sostituirmi. Tornerò, sarò solo più incazzato. :twisted: C'ya! :wink: X

» postato da X alle 12:19 del 07-11-2006

6 « Contestualizzato nel resto dell'articolo la possibilità non suona affatto così apocalittica come potrebbe parere da una frase avulsa. L'articolo affronta diverse possibili soluzioni all'avvento della (eventuale) Singolarità, questa è una delle tante e non ha tra l'altro una connotazione precisa: si parla di estinzione fisica dell'umanità, per esempio, ma come ricordava Quaoar Vinge non esclude affatto che la civiltà potrebbe sopravvivere... su altri supporti.» Ti invito a rileggere Occhi non soltanto per vedere (Eyes Do More Than See), di Isaac Asimov. E' il mio parere sulla singolarità, e sugli altri supporti. « Indubbiamente. Continuo a chiedermi a cosa serva, alla fine della fiera, la politica...» Arricchire persone capaci di vendere fumo? :D «E' indifferente. Ho un update aggiornato ogni 48 ore con un trasferimento via agotransfer pronto a sostituirmi. Tornerò, sarò solo più incazzato. :twisted: C'ya! :wink: Sembri un tipo coriaceo... vabbuò, per stavolta lasciamo stare, tutti soldi risparmiati. :P Anacho

» postato da Anacho alle 22:40 del 07-11-2006

7 «Ti invito a rileggere Occhi non soltanto per vedere (Eyes Do More Than See), di Isaac Asimov. E' il mio parere sulla singolarità, e sugli altri supporti.» Da cui deduco che abbiamo posizioni leggermente divergenti :roll: . Cercherò comunque di recuperare il racconto che citi, non è che abbia letto molto Asimov. Purtoppo. ««Indubbiamente. Continuo a chiedermi a cosa serva, alla fine della fiera, la politica...» Arricchire persone capaci di vendere fumo? :D » Una teoria con il suo fascino... :lol: «Sembri un tipo coriaceo... vabbuò, per stavolta lasciamo stare, tutti soldi risparmiati. :P » E' sempre un piacere trattare con persone civili... :wink: C'ya! X

» postato da X alle 13:48 del 08-11-2006

8 « Da cui deduco che abbiamo posizioni leggermente divergenti :roll: . Cercherò comunque di recuperare il racconto che citi, non è che abbia letto molto Asimov. Purtoppo. » Se ti interessa ti digitalizzo il racconto (sono 2 paginette 2) e te lo mando, non prima di venerdì, però. «Sembri un tipo coriaceo... vabbuò, per stavolta lasciamo stare, tutti soldi risparmiati. :P E' sempre un piacere trattare con persone civili... :wink: C'ya! X» Io rispetto profondamente le idee, le proprietà e la salute psicofisica degli altri, se sono più forti di me. :twisted: Anacho

» postato da Anacho alle 20:59 del 08-11-2006

9 «Se ti interessa ti digitalizzo il racconto (sono 2 paginette 2) e te lo mando, non prima di venerdì, però.» Saresti molto gentile e io te ne sarei molto grato. Manda pure a gdematteotiscali.it e ne parliamo. :wink: Grazie in anticipo, X

» postato da X alle 21:56 del 08-11-2006

10 A proposito di Vinge qualcuno mi sa dire qualcosa su Quando la luce tornerà? e' il seguito di Universo incostante o sbaglio?? Ho letto quel libro e lo ritengo meraviglioso, uno dei più bei libri di SF che abbia mai letto. grazie ciao Rodia :roll:

» postato da Rodia alle 00:19 del 10-11-2006

11 «A proposito di Vinge qualcuno mi sa dire qualcosa su Quando la luce tornerà?» Tecnicamente sarebbe un prequel. X

» postato da X alle 00:21 del 10-11-2006

12 «« Da cui deduco che abbiamo posizioni leggermente divergenti :roll: . Cercherò comunque di recuperare il racconto che citi, non è che abbia letto molto Asimov. Purtoppo. » Se ti interessa ti digitalizzo il racconto (sono 2 paginette 2) e te lo mando, non prima di venerdì, però.» Letto, grazie alla tua gentilissima intercessione: questo racconto mi ha ricordato il Professore migliore, quello della vena meno eroitecnica (aspetta un attimo, che vado a tutelare legalmente il neologismo... :roll: ) e più malinconica. Occhi non soltanto per vedere è molto bello, fulminante come si conviene a un cortissimo: echeggia Lovecraft con le sue divinità postumane rappresentate come gorghi che turbinano per eoni nel vuoto intergalattico, e anticipa (di un anno!) le Cosmicomiche di Calvino. Però non esaurisce il discorso sulla Singolarità, né sulla Transizione (che secondo Kardashev dovrebbe superare la Singolarità di qualche ordine di grandezza). Soprattutto per chi sente particolarmente congeniale questo mood da Caduta Eterna, che spiritualmente farà seguito al superamento della carne... :wink: Ancora grazie per l'omaggio, X

» postato da X alle 23:16 del 14-11-2006

13 « Letto, grazie alla tua gentilissima intercessione: questo racconto mi ha ricordato il Professore migliore, quello della vena meno eroitecnica (aspetta un attimo, che vado a tutelare legalmente il neologismo... :roll: ) e più malinconica. Occhi non soltanto per vedere è molto bello, fulminante come si conviene a un cortissimo: echeggia Lovecraft con le sue divinità postumane rappresentate come gorghi che turbinano per eoni nel vuoto intergalattico, e anticipa (di un anno!) le Cosmicomiche di Calvino. » Sicuramente uno dei migliori racconti di Asimov, degno di stare alla pari delle migliori opere di Brown, il maestro delle storie cortissime. «Però non esaurisce il discorso sulla Singolarità, né sulla Transizione (che secondo Kardashev dovrebbe superare la Singolarità di qualche ordine di grandezza). Soprattutto per chi sente particolarmente congeniale questo mood da Caduta Eterna, che spiritualmente farà seguito al superamento della carne... :wink: » Ovviamente non esaurisce un discorso di vastità notevolissima, tuttavia mentre discutevamo sul "post-singolarità" mi è balzato prepotentemente in testa, e ho pensato che si adattava perfettamente all'ipotesi di Vinge. E rimango della mia opinione che è meglio l'estinzione di un passaggio a "categoria superiore". :P «Ancora grazie per l'omaggio, X » De nada, ho solo diffuso un racconto che merita. Anacho

» postato da Anacho alle 09:33 del 17-11-2006

14 E già che ci siamo rendiamolo ancora più pubblico, a questo indirizzo: http://mio.discoremoto.alice.it/bisanzio/ è possibile scaricarlo, sperando di non infrangere qualche tonellata di copyright e diritti d'autore. Anacho

» postato da Anacho alle 09:38 del 17-11-2006

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