Colonizzazione Fase 4

Harry Turtledove, Colonizzazione Fase 4 (Homeward Bound, 2004) - FANTASCIENZA - Fanucci - Il libro d'oro - 2006 - traduttore: Nello Giugliano - pagine 702 - prezzo 18,50 euro - giudizio: discreto

Non so se il ciclo Invasione/Colonizzazione sia il più lungo mai scritto nella storia della fantascienza, certo che la monumentale opera di Harry Turtledove ha dimensioni che incutono rispetto.

Dopo diversi anni e sette volumi siamo arrivati a quello che dovrebbe essere l'ultimo capitolo, Colonizzazione fase 4, dove tutti le innumerevoli vicende e i numerosi nodi dovrebbero sciogliersi.

 

L'intera vicenda parte da un presupposto affascinante, nel 1942, in piena seconda guerra mondiale, la Terra viene aggredita da un invasore venuto dallo spazio, rettili tecnologicamente molto avanzati, che intendono sottomettere Tosev 3, il loro nome del nostro pianeta, come hanno già fatto con altri due mondi.

Nei quattro volumi del ciclo Invasione gli umani riuscivano a resistere, salvando l'indipendenza di qualche nazione, ma senza riuscire a impedire che la Razza, così si definiscono gli invasori, riesca a mettere le mani su molti territori.

Dopo un paio di decenni dalla fine della guerra d'invasione la Razza si è ormai stabilita saldamente sulla Terra, una flotta di colonizzazione è arrivata e si è stabilito un fragile equilibrio, tutt'altro che stabile e  sicuro.

Nel secondo volume del ciclo Colonizzazione l'equilibrio si rompe e si scatena una guerra tra la Razza e il Reich tedesco, che viene distrutto con un terribile bombardamento nucleare, mentre nel terzo una fragile pace riesce faticosamente a tornare.

In questo quarto volume la prospettiva cambia, gli Stati Uniti mandano un'astronave su Patria, il mondo dei rettili, e questi capiscono di non essere più al sicuro e, peggio ancora, che la loro supremazia scientifica è messa in forse dai tumultuosi progressi degli umani.

A cosa porterà questo nuovo sviluppo?

La Razza accetterà di trattare alla pari con gli umani o preferirà scatenare una guerra preventiva?

 

Scommetto che riuscite a indovinare l'incipit del romanzo... come dite?

Atvar Signore di Flotta che guarda un cavaliere medievale? Esatto!

Leggere la serie Invasione/Colonizzazione è come tornare a casa, sedersi davanti al caminetto e chiacchierare con vecchi amici, bevendo un cognac stravecchio e fumando un buon sigaro.

Molto piacevole, molto tranquillo, a volte sin troppo tranquillo, il fatto che l'azione si sposti su Patria, il caldo pianeta su cui ha avuto origine la Razza, non introduce grossi elementi di novità.

In effetti in questo libro non è che succeda granché, e anche il fatto che sia ben scritto maschera a stento una monotonia generale, interrotta solo quando un rettile morde una terrestre e quando il telefonatissimo colpo di scena finalmente arriva.

Settecento pagine sono tante, specie quando l'avvenimento più emozionante è l'udienza con l'Imperatore, un tipo molto alla mano, e potrebbe venirvi voglia di saltare, giusto per fare un esempio, le sei pagine che descrivono il modo in cui la terrestre di cui sopra riesce a procurarsi del ghiaccio.

Patria si rivela un pianeta monotono, e anche i vecchi personaggi, da Sam Yeager, il più intelligente giocatore di baseball di seconda categoria, ad Atvar, il più simpatico rettile che abbia mai cercato di invadere la Terra, da Kassquit, l'umana allevata dai rettili, a Ttomalss, lo psicologo che cerca di capire il modo di ragionare dei Grossi Brutti, sono e sembrano invecchiati, al quarto o quinto scricchiolio della schiena di Yeager si capisce che anche loro sono stanchi.

La serie è stata pubblicata con lentezza esasperante, il primo risale addirittura al 1995, mentre il terzo volume di Colonizzazione è del 2001, cinque anni di salto che hanno fatto dimenticare gli avvenimenti ivi narrati, il che probabilmente è un bene, dato che molti fili sospesi tali rimangono.

Verso la fine del libro inizia a diventare chiaro che la vicenda non è destinata a concludersi con questo ottavo volume, che lascia apertissima la strada a un ultimo (?) libro, il nono, sperando che non debbano passare altri cinque anni per la sua pubblicazione.

Detto questo credo che i fans di Turtledove ameranno questo libro, dopotutto una chiacchierata tra amici può essere estremamente piacevole, per chi non lo sopporta non ci sono problemi, difficilmente staranno leggendo queste righe, chi invece volesse accostarsi per la prima volta allo scrittore californiano consiglio altre opere, per esempio la serie della legione perduta o uno dei romanzi autoconclusivi.

 

Harry Turtledove è un autore specializzato in mondi alternativi e serie di lunghezza astronomica, ha scritto molte opere di fantascienza e fantasy, non tutte pubblicate nel nostro paese.

Le sue opere più famose sono le storie ambientate nell'impero di Videssos e la serie Invasione/Colonizzazione, oltre al romanzo breve Giù nelle terrefonde (Down in the Bottomlands, 1993), vincitore di un premio Hugo.

Tra le sue serie ancora inedite in Italia possiamo ricordare The great war, ambientata in un universo dove i confederati hanno vinto la guera di secessione e la trilogia The Scepter of Mercy, scritta sotto lo pseudonimo di Dan Chernenko.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 9 ottobre 2006

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Commenti

1 Recensione estremamente severa: un romanzo meno efficace di altri, che gravita attorno alla figura, non proprio simpaticissima, di Sam Yeager. Se non accade nulla in questo romanzo è importante evidenziare quello che non accade... Forse, come d'abitudine, Turtledove avrebbe dovuto fornirci specchietti di altre nazioni e di altri personaggi, che mancano assolutamente in questo 4 romanzo, ambientato sul pianeta natale dei Rettili. Senza lo spartito della storia, Turtledove appare un po' goffo nell'immaginare un mondo, ma viene anche il legittimo sospetto che siano proprio i Rettili a essere mortalmente noiosi e rappresentati come tali. Non credo ci sarà un nono volume: sulla base della legge quadrilogica forse Turtledove scriverà un'altra quadrilogia... tuttavia non credo che l'autore californiano sia molto tagliato con la fantascienza pura.

» postato da Ladro d'Anime alle 11:53 del 30-04-2007

2 Supponiamo che uno (uno a caso: io) si sia letto TUTTI i volumi precedenti. E' necessario ricordargli ogni 8 pagine che le sedie dei rettili sono scomode per gli umani a causa della diversa anatomia? Mi spiace ma questo libro e' l'INdegna conclusione di una bellissima saga.

» postato da paolo137 alle 11:55 del 30-04-2007

3 Forse lo si è fatto appunto per rendere questo romanzo leggibile anche a chi non si era sciroppato i tomi precedenti. Tomi precedenti che, se non erro, sono stati giudicati con tre misere stelline qui dentro (giudizio legittimo, che non condivido) Non userei la parola indegna, è comunque un volume superfluo: già si sapeva che l'umanità era destinata a superare i rettili, gia si sapeva che i tedeschi avrebbero rialzato la testa (anche se non viene detto molto a proposito, ed è un peccato) Io tre stelle per una media di 4 per l'intera trilogia, le avrei concesse a questo volume. Turtledove, imho, è uno dei migliori scrittori che ci siano in circolazione in ambito fantastico, con qualche caduta (non ho letto "Guerre Imperiali" e "Per il trono d'Inghilterra" ma me ne hanno parlato assai male)

» postato da Ladro d'Anime alle 16:23 del 30-04-2007

4 «Forse lo si è fatto appunto per rendere questo romanzo leggibile anche a chi non si era sciroppato i tomi precedenti. » Alla prima spiegazione l'ho pensato anche io. Anche alla seconda. Meno alla terza. La quattordicesima volta che parlava delle sedie mi e' sorto qualche dubbio. :evil:

» postato da paolo137 alle 17:29 del 30-04-2007

5 «Forse lo si è fatto appunto per rendere questo romanzo leggibile anche a chi non si era sciroppato i tomi precedenti.» C'è in giro della gente che si legge l'ottavo volume di un ciclo senza aver letto gli altri? Mi sembra molto difficile. Comunque Turtledove in questi cicli fiume è così. Allunga il brodo ripetendo alla nausea le stesse descrizioni. Con un buon editing, togliendo tutte le cose inutili, sarebbe piu' sopportabile. Ma di tre libri di mille pagine ne paresti uno di 500. «Io tre stelle per una media di 4 per l'intera trilogia, le avrei concesse a questo volume.» Quattro stelle noi le diamo alle cose veramente belle, tre a quelle buone. Il ciclo della colonizzazione non merita mai piu' di tre stelle, anzi ci arriva a stento. Quello dell'invasione era qualcosa di piu', ma non sprecherei spazio nell'astronave con cui abbandonare la terra per portarmi dietro questi libri: ce ne sono molti altri molto migliori. Anche di Turtledove. S*

» postato da S* alle 18:06 del 30-04-2007

6 « C'è in giro della gente che si legge l'ottavo volume di un ciclo senza aver letto gli altri?» Non è sempre comprensibile la successione dei volumi di un ciclo. Credo, inoltre, che Colonizzazione Fase 4 possa leggersi indipendentemente dai tre volumi precedenti che erano più interdipendenti l'uno dall'altro. « Mi sembra molto difficile. Comunque Turtledove in questi cicli fiume è così. Allunga il brodo ripetendo alla nausea le stesse descrizioni. Con un buon editing, togliendo tutte le cose inutili, sarebbe piu' sopportabile. Ma di tre libri di mille pagine ne paresti uno di 500.» Mi sembra eccessivo quello che dici. Le ripetizioni sono utili sopratutto quando leggi una nuova puntata a distanza di tempo dalla precedente. Turtledove ha la caratteristica di mostrarci mille sfaccettature all'interno di un romanzo: senza ripetersi un minimo sarebbe impossibile orizzontarsi. « Quattro stelle noi le diamo alle cose veramente belle, tre a quelle buone. Il ciclo della colonizzazione non merita mai piu' di tre stelle, anzi ci arriva a stento. Quello dell'invasione era qualcosa di piu', ma non sprecherei spazio nell'astronave con cui abbandonare la terra per portarmi dietro questi libri: ce ne sono molti altri molto migliori. Anche di Turtledove. » Il bello è relativo, ma mi piacciono le affermazioni assolute, come la tua. Poi credevo che il numero di stelle fosse responsabilità del solo recensore. Non voglio essere polemico, ma su FM sono stato ripreso perchè facevo confronti su recensioni fatte da diversi autori. Esiste alle spalle una politica comune, un'intesa della redazione, per cosi' dire, o il recensore è libero di dire la sua?

» postato da Ladro d'Anime alle 21:17 del 30-04-2007

7 «Non è sempre comprensibile la successione dei volumi di un ciclo. Credo, inoltre, che Colonizzazione Fase 4 possa leggersi indipendentemente dai tre volumi precedenti che erano più interdipendenti l'uno dall'altro.» Fischia, si chiamano Colonizzazione fase 1, fase 2, fase 3 e fase 4, più comprensibile di così! «Mi sembra eccessivo quello che dici. Le ripetizioni sono utili sopratutto quando leggi una nuova puntata a distanza di tempo dalla precedente. Turtledove ha la caratteristica di mostrarci mille sfaccettature all'interno di un romanzo: senza ripetersi un minimo sarebbe impossibile orizzontarsi.» Te lo concedo, ma la lancetta è un po' più più su del minimo. «Il bello è relativo, ma mi piacciono le affermazioni assolute, come la tua. Poi credevo che il numero di stelle fosse responsabilità del solo recensore. Non voglio essere polemico, ma su FM sono stato ripreso perchè facevo confronti su recensioni fatte da diversi autori. Esiste alle spalle una politica comune, un'intesa della redazione, per cosi' dire, o il recensore è libero di dire la sua?» Il bello è relativo, il brutto no: la bellezza può essere valutata in modo soggettivo, gli errori e i difetti sono spesso oggettivi e al massimo può essere soggettiva la valutazione della loro gravità. Il voto è responsabilità dell'autore ma la scala è responsabilità della testata. Devo dire che ero convinto di aver scritto io quella recensione, invece vedo che è di Giampaolo. Ne avevo scritta una anch'io, chissa' dov'è finita. Comunque le mie idee erano molto simili. S*

» postato da S* alle 23:23 del 30-04-2007

8 « Fischia, si chiamano Colonizzazione fase 1, fase 2, fase 3 e fase 4, più comprensibile di così! » Parlavo a livello generale, mi sembrava chiaro. Comunque leggere in maniera spaiata dei cicli è spesso necessario: certi autori non si trovano facilmente, sopratutto quelli che non sono stati ristampati di recente. « Il bello è relativo, il brutto no: la bellezza può essere valutata in modo soggettivo, gli errori e i difetti sono spesso oggettivi e al massimo può essere soggettiva la valutazione della loro gravità. Il voto è responsabilità dell'autore ma la scala è responsabilità della testata. » Non voglio mettere in dubbio la tua professionalità, ma è una posizione che non condivido. Ho sentito criticare tante volte Turtledove per la sua prolissità. Ma quello che è un difetto per alcuni, per me e molti altri è un punto di forza. Direi che si è consapevolmente creato una nicchia di lettori. Il ciclo dell'Invasione e la sua logica conseguenza sono idee ben sviluppate e credibili. Ma toglimi una curiosità: quante stelline prenderebbe "Attacco all'occidente" di Farneti? Romanzo che qualcuno ( e non parlo di te) ha avuto anche il coraggio di premiare?

» postato da Ladro d'Anime alle 00:37 del 01-05-2007

9 Tutto sommato mi sembra corretta la critica per quanto riguarda la mancanza di azione, e stavo per non comprarlo. Poi ho pensato che spesso le critiche non coincidono col gusto dei lettori e cosi' l'ho acquistato(ero troppo curioso). Il risultato è nel titolo al mio commento. A me sembra che il ciclo della colonizzazione sia interessante per l'interazione tra le due culture o almeno è questo il suo tema principale,se non l'unico. Quindi se non piace questo non piace il ciclo della colonizzazione. Chi ha letto il primo, il secondo ed il terzo libro puo' benissimo leggere questo quarto con, secondo me, interesse per la storia narrata.

» postato da esses alle 12:18 del 10-05-2007

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