Il mondo nuovo

Aldous Huxley, Il mondo nuovo (Brave New World) - FANTASCIENZA - Mondadori - 2001 - traduttore: Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi - pagine 350 - prezzo 8,00 euro - giudizio: ottimo

Il mondo nuovo è un romanzo di fantascienza scritto nel 1932 da Aldous Huxley. Nonostante sia stato scritto più di settanta anni fa, si possono ritrovare moltissime anticipazioni di carattere scientifico e tecnologico, utilizzate nel romanzo per descrivere la formazione di un nuovo prototipo di società.

Il mondo che ne esce fuori poteva essere considerato utopico nel lontano ’32, ma ai giorni nostri possiamo ritrovare almeno in potenza alcuni aspetti focali della globalizzazione e delle nuove tecniche di fecondazione.

È affascinante pensare che vengano anticipate con così largo anticipo questioni quali la fecondazione assistita, il cinema multisensoriale e la globalizzazione. Tutti argomenti che, se anche in modo molto meno estremo, sono alla portata di ogni telegiornale nella nostra quotidianità. Insomma, un best seller degli anni 30 che torna in voga nel XXI secolo e che fa riflettere.

Il libro si divide in due parti e con due diversissime ambientazioni.

Nella prima parte una realtà nettamente futuristica che rappresenta un mondo nuovo creato dopo una forte guerra terminata nel 1949 con l’unione del globo in un unico Stato sotto il governo dei dieci Coordinatori Mondiali. La società che viene rappresentata è una collettività fatta in serie, sia a livello lavorativo che di vera e propria riproduzione umana. Non esiste più il concepimento nel grembo materno, ma tutto avviene nel mondo extrauterino e al di fuori di ogni concetto di famiglia che, ormai scomparsa come istituzione, lascia il passo al forte senso di comunità in cui tutti appartengono a tutti. Gli embrioni vengono prodotti al di fuori dell’utero ma, a differenza delle nostre nuove tecniche di riproduzione medicalmente assistite, il feto continua il proprio sviluppo nelle apposite fabbriche di riproduzione. Non solo si procede alla creazione extrauterina del feto, ma si procede anche alla regolarizzazione dello sviluppo degli embrioni, così da suddividere la società in caste in base allo sviluppo dato: per influire sullo sviluppo sia fisico che mentale vengono utilizzati veleni e soppressione temporanea di ossigeno al feto. Il tutto senza menzionare l’ingegneria genetica e il DNA, ancora sconosciuti al tempo della stesura del romanzo.

In questo mondo non può esistere infelicità, e qualora venisse fuori questo sentimento si procede con la somministrazione della fantomatica soma, una droga antidepressiva che rende euforici e spensierati. L’autore descrive questa nuova utopica società priva di guerre e di infelicità, con grande ironia puntualizzando che questa situazione ottimale si ottiene però sacrificando le cose che attualmente consideriamo tra le più importanti: famiglia, amore, l’apprendimento, la cultura, l’individualismo… Inoltre la normalità si ritrova nella bigamia, nel sesso promiscuo, l’uso della droga e al contrario la solitudine e ad esempio la monogamia sono considerati inaccettabili.

Nella seconda parte il Mondo Nuovo lascia spazio alla descrizione di una regione del pianeta che, per problematiche economiche, non è stata civilizzata. Questa riserva “naturale” viene mantenuta in questo stato anche per il turismo e per proseguire gli studi sociali. In questa parte del romanzo spicca la figura di Jonh, nato per un errore di contraccezione da un uomo e una donna del Mondo Nuovo. Questa figura è diversa dalle altre descritte nel libro, proprio per aver avuto una propria educazione — è un appassionato di Shakespeare — e per dare, con il suo comportamento, una morale all’intero romanzo. Jonh, infatti, è attratto dal Mondo Nuovo, ma allo stesso tempo non ne concepisce le usanze così fredde e limitative.

Autore: Eva Forte - Data: 30 settembre 2005

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Commenti

1 Una buona recensione. Vorrei segnalare due cose: un refuso (per due volte e' scritto Jonh anziche' John); inoltre - magari sono miei gusti personali - avrei gradito che cosi' com'e' analizzata (sia pure in sintesi) la società del "mondo nuovo", venisse detta qualche parola di piu' su cio' che rappresenta John, e sul suo rapporto con il "mondo nuovo", con la morale paradossale del romanzo per cui un personaggio di Huxley dimostra che secondo lui "la liberta' non da' la felicita'". Come pure una menzione all'altro testo inserito nel volume, la serie di saggi "Ritorno al Mondo Nuovo" scritta dall'Autore alcuni anni dopo. Ciao! Vittorio

» postato da Vittorio Catani alle 09:57 del 25-10-2005

2 «Vorrei segnalare due cose:» Parlando di singolarità, anche "uscir fuori" non è male...

» postato da Abigor alle 11:44 del 25-10-2005

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