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La cicatrice a forma di fulmine che sta sulla fronte del ragazzo di nome Harry Potter una notte improvvisamente comincia a bruciare mentre, a molte decine di miglia di distanza, viene compiuto un delitto. E' un segno: una vecchia minaccia è di nuovo sul punto di manifestarsi. Si avvicina per Harry l'inizio del quarto anno di studi magici a Hogwarts, ma prima c'è l'eccitante avvenimento di una gran finale del campionato mondiale di Quidditch, da passare con Ron, Hermione e i suoi amici. La grande festa viene però interrotta sul finire da un avvenimento straordinario che porta scompiglio in tutto l'accampamento, mentre si manifesta nel bosco una presenza misteriosa. Di nuovo, a Hogwarts è l'inizio del nuovo anno scolastico e la conoscenza del nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure, dall'aspetto assai inquietante ed occhi magicamente... indipendenti, tenendo presente che non sempre quello che può apparire minaccioso all'apparenza è da temere. Harry viene suo malgrado coinvolto nel torneo di Trimagia, una gara per la quale arrivano ad Hogwarts rappresentanti di scuole di arti magiche di altri paesi. Ci saranno tre prove da superare e rischi non mancheranno, anche perché qualcuno sembra tramare nell'ombra...
Alla sua quarta uscita in libreria la saga potteriana è ormai solidamente collaudata. J.K. Rowling espande il mondo della sua creazione apportando un pizzico di internazionalità con nuovi personaggi. Con questi arrivano anche le prime implicazioni di carattere adolescenziale/sentimentale di cui francamente non si sentiva la mancanza, tuttavia va tenuto conto della fascia di pubblico a cui prevalentemente queste storie sono rivolte. I più grandicelli potranno velocemente accelerare la lettura di tali parti e un'occhiata anche distratta sarà più che sufficiente a capire che si può tranquillamente passare al paragrafo successivo. Tra i nuovi personaggi in campo si segnalano il già citato nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure e la debitamente perfida e manipolatrice giornalista scandalistica Rita, che crea ai nostri giovani eroi qualche grattacapo in più. Se è vero che questo quarto romanzo avrebbe potuto tranquillamente essere almeno un centinaio di pagine più corto è anche vero che quando l'autrice accelera il ritmo della narrazione è abilissima nel creare pagine estremamente avvincenti. E' poi anche in grado di capitalizzare dall'aver ormai sviluppato un ambiente fittizio dove i lettori si trovano ormai a casa loro: aggirarsi per gli antri e i corridoi di Hogwarts è come esplorare un posto che ben conosciamo ma che riserva sempre qualche sorpresa. Ciò si esemplifica anche nella terza sfida, nel labirinto dove si svolge la parte finale del romanzo e dove il ciclo ritrova in attività uno dei personaggi chiave, preparando il terreno per nuovi sviluppi.
Roberto Taddeucci
2 «La parte in cui il recensore afferma che... "Con questi arrivano anche le prime implicazioni di carattere adolescenziale/sentimentale di cui francamente non si sentiva la mancanza, tuttavia va tenuto conto della fascia di pubblico a cui prevalentemente queste storie sono rivolte. I più grandicelli potranno velocemente accelerare la lettura di tali parti e un'occhiata anche distratta sarà più che sufficiente a capire che si può tranquillamente passare al paragrafo successivo. " mi sembra una sciocchezza. Non tanto per l'opinione sulle implicazioni di carattere adolescenziale/sentimentale, ma perchè saltare da un paragrafo all'altro, dopo una rapida occhiata al tema trattato, è una eresia, imho. Mi domando se sia una abitudine del recensore e che influenza possa avere sulle sue recensioni...» si in effetti anch'io la considero una eresia saltare paragrafi... sorpattutto quando una persona deve recensire per altri... pessima abitudine
» postato da Rodia alle 20:48 del 20-12-2005
3 Da quel che leggo mi pare che li abbia letti, per poter dire che si possono saltare
Questioni logico/sintattiche a parte a volte capita anche a me. Finirò nel girone dei saltatori di paragrafi, condannato a superare un fiume di magma avendo come punti di appoggio solo noiosissimi trafiletti di testo ![]()
» postato da Splyn alle 22:12 del 20-12-2005
4 «Da quel che leggo mi pare che li abbia letti, per poter dire che si possono saltare
Questioni logico/sintattiche a parte a volte capita anche a me. Finirò nel girone dei saltatori di paragrafi, condannato a superare un fiume di magma avendo come punti di appoggio solo noiosissimi trafiletti di testo »
Io d'abitudine non lo faccio, mi sentirei defraudato di una parte di libro (seppur pesante), e magari capisco che se devi recensirlo magari puoi pure leggerlo tutto in modo approfondito...ma da qui all'eresia...
La cosa bella di un libro (dopo che hai finito le superiori) è che ci puoi fare quello che vuoi...puoi leggerlo dall'ultima pagina alla prima, puoi leggerne la fine, saltare paragrafi, piantarlo lì, leggerlo sei volte... ![]()
» postato da Zakalwe alle 08:43 del 21-12-2005
5 Voi, come me, dovreste sapere che i libri della Rowling sono simili a dei puzzle, dove vengono seminati pezzi (dettagli) per 3/4 del libro per poi incastrarli assieme, nel finale. L'idea di saltare delle righe renderebbe inevitabile un senso di incompletezza, sia nella lettura, sia nella comprensione del testo. Ma questo discorso lo ritengo valido anche per i libri più lineari.
» postato da ApocalypseNow alle 10:16 del 21-12-2005
6 «Voi, come me, dovreste sapere che i libri della Rowling sono simili a dei puzzle, dove vengono seminati pezzi (dettagli) per 3/4 del libro per poi incastrarli assieme, nel finale. L'idea di saltare delle righe renderebbe inevitabile un senso di incompletezza, sia nella lettura, sia nella comprensione del testo. Ma questo discorso lo ritengo valido anche per i libri più lineari.» Questo discorso è valido innanzi tutto per te...magari qualcuno la pensa diversamente o si diverte ad evincere le parti mancanti (che salta) dei romanzi...il mondo è bello perchè è vario... Parlando della Rowling...negli ultimi due romanzi dopo tre battute ti immagini la fine...altro che puzzle...
» postato da Zakalwe alle 10:45 del 21-12-2005
7 ««Voi, come me, dovreste sapere che i libri della Rowling sono simili a dei puzzle, dove vengono seminati pezzi (dettagli) per 3/4 del libro per poi incastrarli assieme, nel finale.
L'idea di saltare delle righe renderebbe inevitabile un senso di incompletezza, sia nella lettura, sia nella comprensione del testo.
Ma questo discorso lo ritengo valido anche per i libri più lineari.»
Questo discorso è valido innanzi tutto per te...magari qualcuno la pensa diversamente o si diverte ad evincere le parti mancanti (che salta) dei romanzi...il mondo è bello perchè è vario...
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Sento rumore di mani che scivolano sugli specchi ![]()
» postato da ApocalypseNow alle 12:57 del 21-12-2005
8 «Sento rumore di mani che scivolano sugli specchi »
Non è una questione di specchi ma di opinioni...quello che per te può essere eresia per un altro è un piecere...come appunto la libertà di avere opinioni diverse dalla tua...
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» postato da Zakalwe alle 14:37 del 21-12-2005
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1 La parte in cui il recensore afferma che... "Con questi arrivano anche le prime implicazioni di carattere adolescenziale/sentimentale di cui francamente non si sentiva la mancanza, tuttavia va tenuto conto della fascia di pubblico a cui prevalentemente queste storie sono rivolte. I più grandicelli potranno velocemente accelerare la lettura di tali parti e un'occhiata anche distratta sarà più che sufficiente a capire che si può tranquillamente passare al paragrafo successivo. " mi sembra una sciocchezza. Non tanto per l'opinione sulle implicazioni di carattere adolescenziale/sentimentale, ma perchè saltare da un paragrafo all'altro, dopo una rapida occhiata al tema trattato, è una eresia, imho. Mi domando se sia una abitudine del recensore e che influenza possa avere sulle sue recensioni...
» postato da ApocalypseNow alle 12:34 del 20-12-2005