Servocittà

Jack Williamson, Servocittā - FANTASCIENZA - Mondadori - Urania - 2001 - traduttore: Anna Feruglio Dal Dan - prezzo 0,69 euro - giudizio: buono

"Che l'era delle nazioni fosse giunta al termine?" Pensa Clay Barstrow seguendo la ribellione della contea di McAdam, Kentuchy.

God Bless America, Mr. Williamson: le torri sono venute giù e sotto ci sono migliaia di morti. Cronaca, storia e fiction si fondono in una sorta di iper-realtà: chi ha architettato gli attentati voleva fare notizia, voleva le televisioni. Voleva l'America, insomma. E l'America ha risposto, con decine di telecamere, la CNN, con il dolore in diretta, con i pompieri che innalzano la bandiera a stelle e strisce sulle macerie dei grattacieli gemelli: gesto televisivo ad uso dei telespettatori, quasi una scena tagliata da Indipendence Day. Non è così che funziona però: niente più invasioni comuniste, alieni o virus che arrivano dagli spazi esterni. Non raccontiamo storie: oggi il pericolo dell'America viene dall'interno ed è questo che racconta Jack Williamson con Servocittà (titolo originale The Silicon Dagger, 1999, trad. di Anna Feruglio Dal Dan).

Servocittà è un buon romanzo, compatto ed omogeneo come solo uno scrittore forgiato alla fucina della Golden Age poteva scrivere. Siamo nel Kentuchy, McAdam City. E' qui che arriva Clay Barstrow deciso a scoprire chi ha ucciso Alden, suo fratello, un giornalista che aveva scritto degli articoli sugli ambienti della destra radicale americana. Proprio da questi gruppi — le milizie, gli estremisti religiosi, i predicatori televisivi — arrivano i pericoli per l'America odierna. Williamson ne è convinto e riesce a fare un affresco convincente questi ambienti più conservatori che hanno paura dei "rossi di Washington" e dei banchieri stranieri che complotterebbero contro i "bravi americani" (che poi sarebbero quelli armati di fucile sempre pronti a sparare).

Se Williamson non è tenero con la destra radiacale, non lo è però neanche con le nuove tecnologie della rete, in cui vede solo una nuova forma di schiavismo, piuttosto che un mezzo di diffusione di idee e democrazia. Proprio alle tecnologie cibernetiche, McAdam (la provincia americana che King ci ha insegnato a guardare con occhi sospettosi) attinge per ribellarsi al potere centrale di Washington. Il silicon dagger (lo scudo di silicio) viene eretto come barriera perfetta tra la purezza dei "nuovi americani" ed il mondo esterno. Contro quella barriera — e qui si sente lo spirito della fantascienza dell'età dell'oro — nulla potranno aerei e missili, o le stesse atomiche che gli Stati Uniti hanno minacciato di sganciare sui Talebani afgani. La salvezza? Arriverà solo grazie a personaggi come Clay Barstrow, che in qualche maniera rappresentano i vecchi valori sui quali si sono fondati gli Stati Uniti d'America. Storia d'amore incorporata.

Autore: Marco Minicangeli - Data: 7 ottobre 2001

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