Star Trek

Alan Dean Foster, Star Trek. Il futuro ha inizio (Star Trek, 2009) - FANTASCIENZA - Ultimo Avamposto - 2009 - traduttore: Stefania Bronzoni - pagine 205 - prezzo 15,00 euro - giudizio: discreto

Le novelization, ossia gli adattamenti in forma di romanzo della storia di un film, sono una operazione difficile. Senza tante perifrasi, non sempre riescono a vivere di vita propria. Essenzialmente sono parte della macchina promozionale, un tentativo di ricavare il più possibile dall'indotto degli incassi di un film. 

Lo scrittore di questo romanzo, Alan Dean Foster, è un veterano di operazioni simili.  Scrisse i romanzi tratti dai primi tre Alien e tante altri adattamenti da film, ultimo dei quali Transformers del 2007. Solo di recente si è scoperto che ha praticamente fatto da ghost writer per George Lucas nella stesura della novelization di Star Wars A New Hope, oltre ad aver scritto Splinter of the mind's Eye, pubblicato parecchi anni fa in italia con il titolo La Gemma di Kaiburr, un tie-in della saga di SW, situato cronologicamente tra EP-IV e EP-V.

Per Star Trek ha contribuito all'adattamento librario dei cartoni della serie animata e ha contribuito anche alla stesura del copione del primo film, Star Trek The Motion Picture.

E' uno scrittore abituato a lavorare su commissione, quindi con personaggi non creati da lui.

L'esperienza di lettura di un adattamento è quasi sempre complementare alla visione del film relativo. Tali prodotti vengono realizzati praticamente in contemporanea con il film, basandosi su una versione della sceneggiatura che presenta scene e dialoghi che poi, per i motivi più disparati, non verranno inclusi nel montaggio definitivo.

In questo caso le differenze sono poche, e a dire il vero chiariscono alcuni punti che nel film erano lasciati alla intuizione dello spettatore. Piccoli dettagli beninteso. Niente che lasci veramente il segno.

Il film originale rimane un buon prodotto, e non è necessario leggere il romanzo per goderne. Mentre sicuramente non è vero il contrario.  Il romanzo non si dilunga su descrizioni di personaggi e ambienti, dando per scontato che si sia visto il film. Agile e snello nella lettura, è sicuramente adatto ad essere considerato una lettura "estiva" facile e disimpegnata e nulla di più. In ogni caso non scindibile dalla visione del film.

Lo stesso Foster ha scritto novelization più personali.

Qui si è limitato ad aderire ai termini contrattuali.

Perplessità e tante, sull'adattamento italiano della copertina.

In quella italiana è scritto:

"Un romanzo di Alan Dean Foster  — Scritto da Roberto Orci e Alex Kurtzman".

Chi ha scritto il romanzo allora?

Nella copertina originale la scritta è "A Novel by Alan Dean Foster — Screenplay by Roberto Orci e Alex Kurtzman". 

Il concetto è che si tratta quindi di un romanzo basato sulla sceneggiatura di Orci e Kurtzman, ma l'ambigua scritta non lo lascia intendere, creando un po' di confusione sulla paternità del romanzo.

Per il resto la traduzione incolore è diretta conseguenza del piatto stile letterario del romanzo originale.

Sicuramente il fan della saga, che ha goduto a vedere il film, non si perderà quest'adattamento. Onestamente è difficile pensare che chi non ha visto il film possa invece avere la curiosità di leggere questo volume, che come esperienza di lettura a sé stante, ha ben poco da dare.

Autore: Emanuele Manco - Data: 25 maggio 2009

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Commenti

1 il prezzo, poi, è a dir poco spropositato, diciamolo francamente.

» postato da (Roberto ) alle 19:18 del 26-05-2009

2 quoto, 15 euro per un'edizione tascabile di qualità appena sufficiente... francamente esagerato, soprattutto considerato che un libro così lo si compra giusto per spirito di collezionismo e/o completismo. Capisco che i diritti costano, però Ultimo Avamposto dovrebbe rivedere la sua politica dei prezzi, imho.

» postato da (ciccio ) alle 01:54 del 27-05-2009

3 Premesso che anche io penso che 15 euro sono in valore assoluto una cifra alta e che il volume abbia una qualità da edicola, non ho evidenziato questo aspetto perchè penso che più un problema di diritti sia un problema di tirature e di aspettative di vendite. Suppongo che sapendo che il libro lo avrebbero comprato solo i fan accaniti abbiano stabilito il prezzo su questa base. Mondadori si permette il basso prezzo dell'urania non per spirito benefico ma perchè ha altre aspettative di vendita, non elevatissime anche queste. Più piccolo è l'editore più complicato è raggiungere il break even point. E forse, ma non vorrei dire una castroneria, Urania si permette anche di perdere perchè nel bilancio complessivo delle pubblicazioni da edicola del gruppo è ampiamente in attivo. Con una qualità migliore il volume avrebbe avuto un prezzo più alto. Così sono ancora due biglietti del cinema più o meno. Un cartonato a 30 euro chi lo avrebbe comprato?

» postato da Manex alle 19:03 del 27-05-2009

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