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I ribelli dei 50 soli

Alfred E. Van Vogt, I ribelli dei 50 soli (The Mixed Men, 1952) - FANTASCIENZA - Elara Libri - Biblioteca di Nova sf* - 2008 - traduttore: Ugo Malaguti - pagine 282 - prezzo 27,00 euro - giudizio: eccellente

Un incrociatore spaziale, solitario esploratore inviato dalla Terra Imperiale, scivola tra le stelle della Nube di Magellano, la galassia più vicina alla Via Lattea, per cartografare l'immensa area di spazio, prossimo bersaglio della colonizzazione umana.

Dieci anni senza trovare la minima traccia di civiltà, quando all'improvviso i sensori registrano una fonte di energia, proveniente da una stazione meteorologica spaziale, prova evidente che nella Nube esiste una civiltà capace di viaggiare tra le stelle.

Questo l'inizio di I ribelli dei 50 soli, uno dei più famosi romanzi di Alfred Elton Van Vogt, scrittore simbolo dell'età classica della fantascienza, e non è un inizio che lascia indifferenti.

La reazione dell'unico uomo presente nella stazione, quando si rende conto di essere stato scoperto, è quella di far saltare in aria tutto il complesso, sacrificando senza esitazioni la propria vita.

Ma Lady Gloria Cecilia Laurr dei Nobili Laurr, Grande Capitana dello Sciame delle stelle, il titanico incrociatore terrestre, ha tuttavia molte frecce al proprio arco, grazie alla proiezione di una sfera di energia riesce a ricomporre l'uomo partendo dai suoi atomi, e ora ha un prigioniero da interrogare.

E le domande non sono certo poche, chi ha costruito la stazione, e perché una reazione tanto immediata e distruttiva?

Ma soprattutto come è possibile che una civiltà interstellare non dia nessun segnale della sua presenza?

Le risposte a queste domande sono sbalorditive, la Nube è stata colonizzata dai discendenti dei cosiddetti "robot delliani" e degli umani che li avevano aiutati.

I delliani non erano in effetti robot, ma semplici umani mutati nel passaggio attraverso i primi tramettitori di materia, che li avevano resi più forti fisicamente e mentalmente, ma a prezzo di una ridotta capacità di pensiero creativo.

Perseguitati dalla popolazione, terrorizzata dai loro poteri, erano scomparsi nel nulla, e di loro non si era saputo niente per quindicimila anni.

Ancora adesso il ricordo delle persecuzioni subite impregna la civiltà della Nube, solo 70 pianeti e 50 soli sono abitati, le comunicazioni radio sono criptate, e tutto viene studiato in funzione del nascondere la propria presenza, Lady Gloria si rende conto che trovare un pianeta abitato sarà come trovare un ago molto piccolo in un granaio immensamente grande.

La Grande Capitana deve inoltre affrontare il rifiuto dell'equipaggio di continuare la ricerca per altri interminabili anni, solo sei miseri mesi le vengono concessi, insufficienti per riuscire a scovare un sistema abitato.

Ma anche il governo dei 50 soli ha i suoi problemi, i terrestri ignorano la presenza di un terzo gruppo di persone, gli uomini misti, nati grazie alla tecnica chiamata "pressione fredda" dall'unione tra delliani e non delliani, dotati di due cervelli e in grado di unire la forza fisica e le capacità mentali dei primi con la creatività dei secondi.

Dopo un fallito tentativo di prendere il potere con la forza gli uomini misti sono stati emarginati, addirittura il loro capo ereditario, Peter Malbty, è capitano nella flotta dei 50 soli, un ruolo sospeso tra due mondi che diffidano l'uno dell'altro.

E proprio Malbty si rivelerà il solo in grado di tenere testa a Lady Gloria, ingaggiando con lei una lotta dai risvolti imprevisti, in uno scenario colossale, un gioco in bilico tra ostilità e amore, che ha in palio il futuro della galassia.

 

Autore controverso, osannato o criticato ferocemente, Van Vogt è stato uno degli scrittori che hanno maggiormente influenzato la fantascienza degli anni d'oro.

Abile come pochi a creare scenari grandiosi e in grado di stimolare la fantasia, capace di mantenere alta la tensione con colpi di scena continui e di evocare il "sense of wonder" nel lettore, Van Vogt in questo romanzo riduce al minimo i suoi difetti ed esalta le sue doti.

Le figure di Lady Gloria e di Peter Malbty sono tra le creazioni migliori della fantascienza, come pure alcune scene grandiosamente indimenticabili, tra tutte la descrizione dell'uragano spaziale.

La trama è complessa ma, sebbene il romanzo sia la fusione di racconti scritti tra il 1943 e il 1945, mantiene una buona coerenza, in definitiva una delle opere migliori dell'autore canadese.

L'edizione della Elara (i cui libri non sono acquistabili in libreria ma dal sito della casa editrice: www.elaralibri.it ) si presenta decisamente bene, alla consueta alta qualità del volume affianca una nuova, splendida, traduzione di Ugo Malaguti, che ha scritto anche l'introduzione.

A completare il libro si trovano una postfazione di Giuseppe Panella e alla bibliografia italiana curata da Ernesto Vegetti.

Interessante il fatto che nella postfazione vengano citati dei brani del romanzo con la vecchia traduzione di Pietro Leoni, il che permette di verificare le differenze con quella di Malaguti.

Un ricco menù che rende onore a una delle migliori opere di un grande scrittore.

 

Nato nel 1912 a Winnipeg, nel Manitoba canadese, da una famiglia di origini olandesi, Alfred Elton Van Vogt ha iniziato la sua carriera letteraria con opere romantiche o avventurose, approdando alla fantascienza solo nel 1939, con il celebre racconto Black Destroyer, pubblicato su Astounding SF.

Trasferitosi a Los Angeles nel 1944 e ottenuta la cittadinanza statunitense nel 1952 Van Vogt rimane uno dei protagonisti della scena fantascientifica sino all'inizio degli anni cinquanta, quando rallenta la produzione letteraria, limitandosi ricavare romanzi dai racconti precedenti, per dedicarsi alla diffusione della dianetica.

Tornato a scrivere nel 1963, dietro invito del direttore di Galaxy Frederik Pohl, Van Vogt non riesce a raggiungere i livelli di eccellenza precedenti.

Tra le sue opere possiamo ricordare i cicli dei fabbricanti di armi e dei Non-A, i romanzi Il segreto degli Slan (Slan, 1940), La guerra contro i Rull (The war against the Rull, 1959) e I polimorfi (The Silkie, 1969), oltre alla raccolta Crociera nell'infinito (The Voyage of the Space Beagle, 1950).

Van Vogt ci ha lasciato nel 2000.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 2 maggio 2009

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Commenti

1 27 euro? :|

» postato da (Mk M) alle 14:18 del 02-05-2009

2 Esatto, un prezzo imho giustificato dall'ottima qualità del libro, credo che si tratti di una brossura cucita, ma se c'è qualche esperto che ne sa di più potrebbe essere più preciso, con sovracoperta, ben stampato e senza errori di stampa (perlomeno non ne ho visti), 320 pagine abbastanza dense, un volume che fa la sua figura in libreria e che rende una piacevole senzazione mentre lo si tiene in mano credo valgano qualche euro in più. Per fare un confronto un volume di ottimo contenuto letterario ma di fattura scarsa come Storie della tua vita, che ha una ventina di pagine in meno, costa 18 euro, i 9 euro di differenza ci stanno tutti, e forse anche di più.

» postato da Anacho alle 16:06 del 02-05-2009

3 Solita storia, lo comprerei oggi stesso (insieme ad altri bei titoli di Elara), versando qualche lacrima per i soldi spesi, ma onestamente nel 2009 mi secca dover pagare obbligatoriamente con versamento su conto corrente o bonifico bancario, quando c'è la carta di credito, paypal e tant'altro. E le spese di spedizione postali pure potrebbero essere contenute con gli sconti applicati alle case editrici... Bah! Peccato per Van Vogt.

» postato da Roberto Paura alle 17:09 del 03-05-2009

4 «Solita storia, lo comprerei oggi stesso (insieme ad altri bei titoli di Elara), versando qualche lacrima per i soldi spesi, ma onestamente nel 2009 mi secca dover pagare obbligatoriamente con versamento su conto corrente o bonifico bancario<taglio>» Chi ha una carta di credito, di norma gestisce il conto in rete e fare un bonifico costa pochissimo(in rete). E oltre i 70 € le spese di spedizione sono gratis. :roll:

» postato da Ernesto VEGETTI alle 20:23 del 03-05-2009

5 Dispiace non essere d'accordo con Ernesto :oops: ma chi ha solo una carta prepagata non necessariamente ha anche il conto corrente, tantomeno on line. Poi il piego ordinario, che a me costa 1,28 euro, per le case editrici costa ben 64 centesimi (vado a memoria ma sbaglio forse di un paio di centesimi), salvo altre tariffe convenzionate ancora meno costose. Onestamente, a me piacerebbe poter comprare molti volumi così ben curati, tipo i due volumi su Tubb, ma 35+35 eurilli fanno il 30% del mio budget mensile disponibile (il resto se lo scippano le spese fisse) e quindi preferisco ripiegare su edizioni meno onerose: la quantità a volte riempie la pancia più della qualità. Evidentemente il targer non è quello di massa, ma di nicchia, molto esigente e anche danaroso. Scelta legittima della casa editrice, come è legittima la scelta di preferire altre soluzioni, anche se a malincuore. G

» postato da Alba3 reloaded alle 21:02 del 03-05-2009

6 66 centesimi. Effettivamente aprire un conto PayPal non costa niente e ci vogliono due minuti, e con quello potrebbero abilitare facilmente pagamenti con carta di credito e postepay. Ernersto, perché non lo suggerisci a Corridore, che mi pare uno moderno e ricettivo? S*

» postato da S* alle 22:39 del 03-05-2009

7 «66 centesimi. Effettivamente aprire un conto PayPal non costa niente e ci vogliono due minuti, e con quello potrebbero abilitare facilmente pagamenti con carta di credito e postepay. Ernesto, perché non lo suggerisci a Corridore, che mi pare uno moderno e ricettivo? S*» Azz, erano effettivamente 2 cent di errore :) Il problema di paypal è che per ricevere pagamenti ha un fisso di 35 cent + una percentuale (almeno per quelli ricevuti su ibei, ma penso anche per le altre transazioni). Ps: il Grande Antico sfonda quota 5000... :D

» postato da Alba3 reloaded alle 22:58 del 03-05-2009

8 «Azz, erano effettivamente 2 cent di errore :)» Coi centesimi si fanno i dollari, con i dollari si fanno i milioni! -- Paperon de Paperoni «Il problema di paypal è che per ricevere pagamenti ha un fisso di 35 cent + una percentuale (almeno per quelli ricevuti su ibei, ma penso anche per le altre transazioni). Ps: il Grande Antico sfonda quota 5000... :D» Ora non ricordo le percentuali esatte, comunque non è così drammatico. Anche la carta di credito ti costa almeno il 3%. Per uno che vende libri altrui e quindi di vede rosicare un margine magari ridotto può essere un problema, ma per uno che vende libri direttamente, poi libri da 25 euro l'uno, è del tutto ininfluente. S*

» postato da S* alle 23:21 del 03-05-2009

9 «Ora non ricordo le percentuali esatte, comunque non è così drammatico. Anche la carta di credito ti costa almeno il 3%. Per uno che vende libri altrui e quindi di vede rosicare un margine magari ridotto può essere un problema, ma per uno che vende libri direttamente, poi libri da 25 euro l'uno, è del tutto ininfluente. S*» Concordo e parlo per esperienza diretta, nel senso che ogni tanto provo a piazzare qualche libro usato in asta nel sito innominabile (aggiudicati, quando lo sono, a max 2/3 euro): non solo i 35 cent+3.75% del mezzo di pagamento della casa d'aste sono improponibili, ma anche le stesse spese di inserzione (soprattutto per gli invenduti) e aggiudicazione; a fronte di una mia latitanza protratta nel tempo, hanno fatto una megapromozione, a zero costi di inserzione e per un mese, riservata solamente a chi riceveva una data comunicazione... (casualmente è arrivata anche a me); sarei curioso di sapere le percentuali di diffusione di tale tentativo di rivitalizzare la situazione. Tornando back in topic: so benissimo che la qualità si paga ed è giusto remunerare bene chi lavora tanto per ottenerla, ma questo mi impedisce di goderne in periodo di ristrettezze. Non so se il seguente ragionamento si possa applicare a tale ambito, ma penso che l'approccio artigianale (di altissima qualità ovviamente) non permetta di usufruire di economie di scala. L'altra campana invece mi farebbe dire che, tenendo conto di quale brutta bestia sia il mercato editoriale italiano, forse proprio questa volontà di eccellenza permetta il migliore compromesso fra risultati e durata nel tempo del progetto editoriale. Urgono lumi, G.

» postato da Alba3 reloaded alle 23:48 del 03-05-2009

10 ««Azz, erano effettivamente 2 cent di errore :)» Coi centesimi si fanno i dollari, con i dollari si fanno i milioni! -- Paperon de Paperoni » Io la sapevo così: "Cura i centesimi, i dollari verranno da soli". Purtroppo i principi economici di Paperone sono stati dimenticati, così ci siamo trovati i titoli tossici, la crisi globale totale e i mutui subprime. :( Anacho

» postato da Anacho alle 00:05 del 04-05-2009

11 « Onestamente, a me piacerebbe poter comprare molti volumi così ben curati, tipo i due volumi su Tubb, ma 35+35 eurilli fanno il 30% del mio budget mensile disponibile (il resto se lo scippano le spese fisse) e quindi preferisco ripiegare su edizioni meno onerose: la quantità a volte riempie la pancia più della qualità. G» I volumi di Tubb meritano un discorso a parte, ordinandoli insieme le spese postali si annullano e si entra in possesso di otto romanzo di primo ordine. Probabilmente tu non hai il problema che ho io (mia madre li vuole in anteprima, e ci mette due mesi a volume :( ), quindi puoi sciropparti ottima fantascienza per un bel po' di tempo. Alla fine avere tutti e otto romanzi belli ordinati in libreria sarà una bella soddisfazione.

» postato da Anacho alle 00:22 del 04-05-2009

12 Forse mi sono spiegato male... i 70 euro sono circa il 30% del mio budget mensile per tutte le spese libere che posso permettermi (al di fuori delle spese fisse tipo affitto, bollette, spese di auto, ...): semplicemente in questo momento non posso permettermelo (e spero che non mi capitino imprevisti, altrimenti dovrei invocare il chapter 11, fosse possibile...). Piace anche a me il bel volume ma ne ho recuperati 3 di questi romanzi in un vecchio millemondi (o era una strenna?) a 1,5 euro, decisamente più abbordabile. Ho poi il difetto che in prima lettura ci metto 2/3 sere a sciropparmi un volume con 4 romanzi di Tubb e quindi il fabbisogno è molto elevato (poi, se mi piacciono, li rileggo più volte). Altra considerazione è che su Dumarest ci sono 32 romanzi (questa notizia l'ho recuperata in wiki, speriamo bene), ovvero 8 volumi a 35 eurilli a tomo ne fanno 280 :shock:, ammesso che facciano l'integrale e che restino a 35 (siamo più o meno alla spesa per l'intera ruota del tempo di Jordan, edizione pessima peraltro). Tutto qui, G.

» postato da Alba3 reloaded alle 00:39 del 04-05-2009

13 «<taglio>Ernersto, perché non lo suggerisci a Corridore, che mi pare uno moderno e ricettivo? » :D Armanrdo ci legge :lol:

» postato da Ernesto VEGETTI alle 07:35 del 04-05-2009

14 «Forse mi sono spiegato male... i 70 euro sono circa il 30% del mio budget mensile per tutte le spese libere che posso permettermi <taglio> Altra considerazione è che su Dumarest ci sono 32 romanzi (questa notizia l'ho recuperata in wiki, speriamo bene)<taglio>(siamo più o meno alla spesa per l'intera ruota del tempo di Jordan, edizione pessima peraltro). » Non escono certamente 2 Dumarest al mese. Escono semmai, all'anno. Il ciclo di Dumarest è stata la mia prima lettura intensiva in inglese (non li ho recuperati tutti, ma quasi) per ovviare alla carenza di traduzioni italiane (la seconda è stata il ciclone di Martin, per ovviare alla balzana idea di presentarlo in due o più parti a distanza di semestri). Il mio problema è che in inglese leggo ca. la metà della velocità con cui leggo in italiano. È triste però che uno per leggere a buon mercato uno debba sopportare pessime edizioni. Se è un problema di massa di lettura, ovviamente si può rinunciare a un Van Vogt (magari già posseduto e letto; c'è comunque una pessima edizione del 1994, a mille lire, che spaccia il titolo come vincitore dell'Hugo) che si trova ancora facilmente nel campo dell'usato. Ma dover rinunciare ad un Dumarest (io sono arrivato al 27° e reggeva ancora) è molto triste. Dal 1994 propongo ad ogni Governo la possibilità di detrarre i libri acquistati (magari con il limite di 10.000 Euro max) dal reddito. Ricevetti solo una risposta, nel 2001, se non erro, dove si diceva della difficoltà di documentazione. Adesso abbiamo più o meno tutti il tesserino fiscale che usiamo in farmacia. Potremmo usarlo anche in libreria. E per gli acquisti per corrispondenza non sarebbe un problema far figurare il codice fiscale per il venditore. Rimane il problema delle transazioni fra privati, ma non si può avere tutto. Ne riparlo con il mio deputato. Se l'idea vi intriga potete fare lo stesso con il vostro.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 08:07 del 04-05-2009

15 Dimenticavo: nel 2008 è uscito Child of Earth, 33° del ciclo (non visto)

» postato da Ernesto VEGETTI alle 08:10 del 04-05-2009

16 « Rimane il problema delle transizioni fra privati, ma non si può avere tutto. Ne riparlo con il mio deputato. Se l'idea vi intriga potete fare lo stesso con il vostro.» Il problema è trovare deputati che sappiano cosa sono i libri. Migliore fortuna potresti avere proponendo sconti sugli apparecchi tv. S*

» postato da S* alle 08:28 del 04-05-2009

17 «Il problema è trovare deputati che sappiano cosa sono i libri. » Ma no. Una volta il segretario del segretario del tuo omonimo mi scrisse che una proposta del genere avrebbe risollevato il problema del conflitto di interessi. Il mio deputato, legge. Altrimenti non lo appoggerei.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 08:58 del 04-05-2009

18 «... È triste però che per leggere a buon mercato uno debba sopportare pessime edizioni. .... Ma dover rinunciare ad un Dumarest (io sono arrivato al 27° e reggeva ancora) è molto triste. Dal 1994 propongo ad ogni Governo la possibilità di detrarre i libri acquistati (magari con il limite di 10.000 Euro max) dal reddito.» Ringrazio Ernesto per la cortesissima risposta. La tristezza però spinge a prendere provvedimenti per migliorare almeno la propria situazione. Inoltre la notizia del 33° romanzo di Dumarest mi ha riacceso la fiammella! Ora infatti sto per lanciare un mio personalissimo piano per ridurre le spese correnti e per aumentare le entrate: se va a buon fine anche le disponibilità per i libri aumenteranno e quindi spero proprio di farli miei, i volumi di Tubb. Riguardo la detraibilità, compilando ogni anno notevoli quantità di dichiarazioni dei redditi, ho l'impressione che stiano diminuendo sempre più le possibilità di detrazione (regolamentano sempre più strettamente pure quelle mediche) in generale, per favorire invece alcuni gruppi forti ed alcune politiche di aiuti all'industria (vedasi acquisto di pc per docenti e ristrutturazioni edilizie o risparmio energetico): la detraibilità del bene libro passerebbe in secondo piano, confrontata a quella panacea per tutti i mali culturali che l'immaginario politico-collettivo individua nella rete 2.0; mi figuro il polverone se passasse una detassazione per i libri lasciando fuori, ad esempio, i social networks (pessima riedizione dell'osteria o del muretto) oppure, più prosaicamente, come suggerisce S*, la televisione. Cordialmente, G.

» postato da Alba3 reloaded alle 11:43 del 04-05-2009

19 ««Il problema è trovare deputati che sappiano cosa sono i libri. » Ma no. Una volta il segretario del segretario del tuo omonimo mi scrisse che una proposta del genere avrebbe risollevato il problema del conflitto di interessi. Il mio deputato, legge. Altrimenti non lo appoggerei.» Attendiamo che il tuo deputato venga più convenientemente sostituito da una velina o da una letteronza. Allora se vuoi ci sarà posto anche per te nelle file della resistenza :-) S*

» postato da S* alle 11:48 del 04-05-2009

20 «<taglio>Allora se vuoi ci sarà posto anche per te nelle file della resistenza :-) S*» Anche se tutti, noi no! :lol:

» postato da Ernesto VEGETTI alle 12:08 del 04-05-2009

21 concoro, i volumi della Elara sono tutti bellisimi, però concordo con albacube, io li definirei da collezionisti.

» postato da Adidja Palmer alle 16:15 del 04-05-2009

22 «Forse mi sono spiegato male... i 70 euro sono circa il 30% del mio budget mensile per tutte le spese libere che posso permettermi (al di fuori delle spese fisse tipo affitto, bollette, spese di auto, ...): » Questo l'avevo capito. «Ho poi il difetto che in prima lettura ci metto 2/3 sere a sciropparmi un volume con 4 romanzi di Tubb e quindi il fabbisogno è molto elevato (poi, se mi piacciono, li rileggo più volte). » Questo non lo sapevo, sei parecchio più veloce di me. Ed è una fregatura, perché bruci subito un volume che ad altri basterebbe per un mese. Anacho

» postato da Anacho alle 19:38 del 04-05-2009

23 «Questo non lo sapevo, sei parecchio più veloce di me. Ed è una fregatura, perché bruci subito un volume che ad altri basterebbe per un mese. » Per fortuna sono devoto a Santa Rilettura... ma qui cade l'asino, nel senso che le edizioni fatte male hanno un decadimento a volte inaccettabile, mentre sono sicuro che le rilegature rigide e cucite sono vincenti... il cane che si morde la coda :cat: Mi sa che sfrutterò fino in fondo la promozione di i-bei per cercare di raccimolare i fondi extra che mi servono per Tubb: appena fatto mi vedrete molto spumeggiante :D

» postato da Alba3 reloaded alle 20:37 del 04-05-2009

24 Con i tempi che corrono e con la tecnologia p2p che ormai spazia in praticamente tutti i campi del sapere, permettendo di trovare questo o quello senza dissanguarsi, il prezzo di questo romanzo mi sembra decisamente inumano, non ci sono parole. 7

» postato da 7di9 alle 13:15 del 05-05-2009

25 «Con i tempi che corrono e con la tecnologia p2p che ormai spazia in praticamente tutti i campi del sapere, permettendo di trovare questo o quello senza dissanguarsi, il prezzo di questo romanzo mi sembra decisamente inumano, non ci sono parole. 7» Beh, anche se ti riferisci all'uso lecito del p2p (mi auguro), vuoi mettere l'oggetto libro a confronto con un monitor, un e-reader o una stampa casalinga? Spero di non dover mai rinunciare ai miei cari e amati libri, quand'anche siano in economica: sarebbe una tragedia! G

» postato da Alba3 reloaded alle 13:53 del 05-05-2009

26 Il libro non si cambia, ci mancherebbe. Le mia parole mirano al caso particolare, non sono affatto un tentativo (vano) di generalizzare. Ma 27 euro per un tomo di Van Vogt sono obiettivamente troppi. Certo, mi si ribatterà, però la Elara non è mica una casa editrice per tutti. Ok, d'accordo. Proprio per questo motivo cercherò tra le bancarelle. :) 7 P.S. Alla faccia della narrativa popolare...

» postato da 7di9 alle 00:56 del 06-05-2009

27 «Il libro non si cambia, ci mancherebbe. Le mia parole mirano al caso particolare, non sono affatto un tentativo (vano) di generalizzare. Ma 27 euro per un tomo di Van Vogt sono obiettivamente troppi. Certo, mi si ribatterà, però la Elara non è mica una casa editrice per tutti. Ok, d'accordo. Proprio per questo motivo cercherò tra le bancarelle. :) 7 P.S. Alla faccia della narrativa popolare... » :) si fa di necessità virtu :wink:

» postato da Alba3 reloaded alle 01:00 del 06-05-2009

28 Salutoni a tutti gli amici fantascientisti (horroristi e fantasysti)! Sono Armando Corridore di Elara e vi mando queste due righe notturne per informarvi che sul sito www.elaralibri.it è già attiva l'opzione d'acquisto tramite Paypal. :o Qualche informazione per i Dumarestiani: Tubb scriverà altri episodi oltre al numero 33 già pubblicato e lo farà per una sua esigenza di completezza. Riguardando il ciclo nel suo complesso il buon ECT ha infatti sentito la necessità di chiarire alcuni punti a suo parere rimasti oscuri e di fornire risposte ad alcuni interrogativi che nel corpo originario della saga venivano lasciati senza soluzione. Quando avrà finito (già che si trova gli stiamo suggerendo di fermarsi a 36 o a 40 o comunque ad un multiplo di 4 ) il ciclo avrà una continuity interna più nitida ed i critici potranno sbizarrirsi a contestarla o a sostenerla. La cosa veramente esaltante è il contagioso entusiasmo di questo decano della Sf nel riprendere e perfezionare un lavoro già monumentale . Ciao a tutti, Jenkins

» postato da jenkins alle 02:03 del 06-05-2009

29 «Salutoni a tutti gli amici fantascientisti (horroristi e fantasysti)! Sono Armando Corridore di Elara e vi mando queste due righe notturne per informarvi che sul sito www.elaralibri.it è già attiva l'opzione d'acquisto tramite Paypal.» Ciao Armando, ben trovato :-) Ottima cosa il fatto di Paypal! S*

» postato da S* alle 08:02 del 06-05-2009

30 Ciao Silvio e grazie per il benvenuto :D l'opzione paypal era un update doveroso che ci aiuterà ad offrire un migliore servizio ai nostri lettori. Ho molto apprezzato la tua citazione paperoniania. In tempi di immobiliaristi selvaggi e crisi più o meno reali la buona vecchia saggezza scozzese di Scrooge mcDuck è un faro nella notte! Jenkins

» postato da jenkins alle 10:01 del 06-05-2009

31 sono molto contento per l'opzione paypal. Qualcuno ha letto il libro e ha voglia di postare qualche considerazione? Sono curioso, non ho mai letto niente di VV

» postato da jericho_one alle 10:15 del 06-05-2009

32 «sono molto contento per l'opzione paypal. Qualcuno ha letto il libro e ha voglia di postare qualche considerazione? Sono curioso, non ho mai letto niente di VV» La recensione di Rai è perfetta o quasi (non ci sono limiti al miglioramento). I pareri personali possono servire, ma in questo caso ci sono tutte le informazioni. Non è certo il miglior libro di Van Vogt (gli preferisco Il segreto degli Slan e Le Armi di Isher) ma è certo un buon inizio. In questa edizione c'è un apparato critico/bibliografico esteso (Panella di solito è ostico, ma stavolta si fa leggere) che non guasta per chi affronta VV per la prima volta.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 11:54 del 06-05-2009

33 Ammetto di non avere edizioni Elara in casa, ma amo le belle edizioni rilegate e trovo lungimirante la scelta di Paypal. Complimenti. Per quanto riguarda il prezzo, non ricordo l'ultima volta che ho voltato un libro per controllare il prezzo prima di prenderlo. Semplicemente non mi interessa :D P.S. Mi posso permettere una critica? Il sito http://www.elaralibri.it/ meriterebbe una revisione più moderna ed elegante, in linea col lavoro che fate.

» postato da Botolo alle 12:19 del 08-05-2009

34 Salve! vorrei riportare il discorso sui 50 soli. Io ne ho gia' 3 edizioni:-) quindi sia pure a malincuore ancora non mi decido ad acquistarlo. Ma a parte questo, vorrei dire che "I ribelli..." e' uno di quei romanzi che all'epoca (uno dei primi Urania, ahiahi, parlo dei primi anni '50) mi scavò dentro, fino in fondo. L'ho riletto una ventina d'anni fa nell'edizione (piu' completa) della Nord e il giudizio fu confermato. E' una delle migliori opere di van Vogt. Le altre, secondo me, sono "Anno 2650" (fu il primo van Vogt che lessi, una immersione di due giorni nel delirio assoluto... almeno per quei tempi), "Hedrock l'Immortale" (che e' il seguito di "Le armi di Isher") e "Crociera nell'infinito". Certo non si deve cercare in van Vogt un discorso diretto, relazionato all'oggi o al concreto (secondo me); il suo modo di muoversi e' diverso. Sotto la scorza scientifica, o parascientifica, c'è molto onirismo misto a schegge archetipiche, se così posso dire. La sua narrativa è una favola farcita di idee spesso geniali e originali, che lui sa rendere al momento verosimile (magari poi, a rifletterci, le consideri impossibili). Ma tanto basta, se si sanno usare i ferri del mestiere. E in questo, lui era maestro. So che a molti van Vogt non piace, anzi molti lo detestano. Per me, resta uno degli autori che mi hanno fatto sognare di più e mi hanno saputo dare un senso "tridimensionale" di viaggi nel cosmo, nell'infinito, avventure, supertecnologie, supercervelli. Amen...:-)

» postato da Vittorio Catani alle 18:54 del 18-05-2009

35 "MI piace la Fantascienza" e "Non mi piace Van Vogt" sono per me due affermazioni incompatibili, ma che dire? Così va il mondo... Io mi tengo la mia opinione.

» postato da Muhammed el Tobanis alle 11:54 del 19-05-2009

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